Il nome del Blog nasce da una canzone dei Nomadi che è il mio gruppo preferito

Benvenuto

Ciao a Tutti
sono Claudio e vi do il benvenuto sul mio Blog

mercoledì 30 dicembre 2009

Sta finendo un anno.

Sta finendo un anno.

Si è arato.
Si è seminato.
Si è curato.
Si è raccolto.

Fatiche connesse le une alle altre.
Fatiche che dipendono le une dalle altre.

Sta morendo un anno.
Sta nascendo un anno.

Il tunnel buio che porta alla luce,
comune alla morte e alla nascita.

Coraggio di lasciare il vecchio.
Coraggio di abbracciare il nuovo.
Un augurio.

Raccogliere ciò che è stato.
Tenerlo presente per ciò che verrà.
Umilmente e gioiosamente, rimettersi in cammino,
sul sentiero della ri-nascita.


(Fonte: I Colori Della Mente (grazie Paola)

venerdì 25 dicembre 2009

AUGURI DI BUON NATALE

E' Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E' Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E' Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E' Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

(Madre Teresa)

domenica 13 dicembre 2009

Preghiera della pasticcera

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Preghiera della pasticcera
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(Nadia, artigiana pasticciera)

Signore, mentre sto impastando,
so di essere l'ultimo anello della catena,
prima che il cibo venga mangiato.

Guardo sotto le dita e penso:
al sole che ha maturato i frutti,
agli animali che hanno fatto la loro parte,
vedo tutti gli elementi della natura in accordo,
come tante note di una melodia.

Penso alle storie di tutti gli esseri umani,
venuti a contatto con ogni singolo ingrediente
ed immagino quando il dolce che sto preparando,
giungerà in una casa come lieto dono.

Allora con sacralità continuo ad impastare,
lasciando sgorgare da tutta me stessa,
farina d'Amore, nel tuo nome.

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mercoledì 9 dicembre 2009

Diversi


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Diversi
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(Roberto Laurita)

No, non è vero che la diversità
viene accettata spontaneamente.

Ci sono momenti in cui essa
mette a dura prova i nostri nervi,
ci sono frangenti in cui vorremmo
annullarla, come d'incanto,
per trovare tutti d'accordo con noi,
con gli stessi gusti e gli stessi desideri.

Tu ci hai fatti diversi:
lo vogliamo o no, questa è la realtà.

Una realtà scomoda,
per chi ama troppo l'ordine,
e la compattezza.

Una realtà colma di ricchezza,
per chi sa apprezzare le risorse
in qualunque persona.

Una realtà imbarazzante
per chi la avverte come un attentato
alle sue opinioni,
alla sua personalità.

Una realtà benefica,
per chi ama la propria e l'altrui libertà.

Grazie, Signore, per tutte le differenze
di pelle, di cultura, di tradizioni.

Grazie per averci salvati
dall'omologazione e dall'appiattimento,
dalla clonazione e dalla massificazione.

Grazie per tutti quelli che ci obbligano
a prendere atto del loro pensiero,
del loro temperamento, delle loro abitudini
così diversi dai nostri.

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sabato 28 novembre 2009

Il silenzio

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Il silenzio
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(fonte non specificata)

Il silenzio è qualcosa che spaventa, mi avvicina alle mie paure e le amplifica;
il silenzio è qualcosa che dà pace, mi allontana dalle preoccupazioni e mi rinfranca;
nel silenzio posso guardare nel mio cuore e scoprire di non essere solo;
nel silenzio posso vedere i tuoi occhi, chiederti perdono e dirti grazie.

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martedì 24 novembre 2009

I soliti fessi

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I soliti fessi
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(Tonino Lasconi)

Signore, noi siamo i "soliti fessi".
Quelli che "al dunque" non si tirano indietro.
Quelli che non sanno mai trovare la scusa per dire "Non sono potuto venire"
Quelli che dicono: "Ormai ci siamo impegnati, non possiamo tirarci indietro".
Quelli che si ritrovano "sempre gli stessi" a lavorare, a sgobbare.
Quelli che devono inghiottire amari bocconi perché gli altri oltre a non lavorare ti prendono anche in giro.
Signore, è duro.
Siamo sempre in tanti ad avere idee, a progettare, a programmare.
Ma poi, a lavorare, chi scappa di qua, chi fugge di là, chi non può,
chi non si ricorda...

E noi siamo i "soliti fessi".
Ci arrabbiamo, diciamo che questa è l'ultima volta; che non ci cascheremo mai più... Ma sappiamo che non è vero.

Perché non siamo soli. Ci sei Tu. Tu non hai mai tagliato la corda.
Aiutaci a stare in tua compagnia: anche Tu ci sei sempre!

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domenica 22 novembre 2009

Preghiera per un re alla rovescia

Preghiera per un re alla rovescia 

Signore, spesso e a lungo cerchiamo ancora il tuo regno secondo le categorie umane, ma tu sei un re alla rovescia.

Sei un re che non vuole dominio e potere.

Sei un re che non cerca onori, ma amore.

Sei un re che serve e non chiede di essere servito.

Sei un re che non opprime, ma doni spazi di vita.

Sei un re che ama incondizionatamente.

Sei un re che paga, invece di essere pagato.

Sei un re che non segue logiche di potere, ma di amore.

Sei un re che non condanna, ma viene condannato.

Sei un re  che non vive nelle regge, ma nei cuori di coloro che ti accolgono.

Sei un re che non fa selezioni, ma che vive del prossimo, chiunque egli sia.

Sei un re inutile secondo le logiche del potere, del dominio.

La  tua unica e sola legge è l'amore.

Per questo, Signore, puoi dirti re e signore dell'universo, perché la tua legge vale per tutti.

Re per tutti, re eternamente scomodo, perché re dell'amore.

Re che ama e insegna l'amore.

Re che muore in croce per amore.

Re che risorge e vince la morte. Re della vita.

Re alla rovescia, rovescia un po' anche le nostre concezioni di potere.

Fa' che le nostre responsabilità si facciano servizio.

Fa' che testimoniamo il tuo regno.

Fa' che si diffonda universalmente, a partire da noi, la legge dell'amore e del servizio.

Converti le nostre categorie di regno nelle tue per un regno d'amore e di pace, di servizio e fratellanza.

Re scomodo e alla rovescia fa' che ciascuno di noi si metta con più attenzione in ascolto della verità che tu annunci, la verità del Vangelo.

 
 

Annalisa Margarino

sabato 21 novembre 2009

Ho bisogno di te

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Ho bisogno di te
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(Signore insegnaci a pregare)

Signore
ho bisogno di te.
Ho bisogno di parlarti.
Vengo per sostare,
solo dinnanzi a te,
a bocca chiusa, come Maria.

Riempi il vuoto che mi schiaccia.
Sazia la fame che mi divora.
Rischiara il buio che mi acceca.
Fortifica la debolezza che mi sfibra.

Dammi la tua luce che non si vede;
la tua parola che non si sente;
il tuo amore che non si gusta.

Adesso, Signore,
non sono più solo.

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martedì 17 novembre 2009

Tre cose

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Tre cose
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(fonte non specificata)

Coltiva tre cose: la bontà, la saggezza e l'amicizia.

Cerca tre cose: la verità, la filosofia e la comprensione.

Ama tre cose: le buone maniere, il valore ed il servizio.

Governa tre cose: il carattere, la lingua e la condotta.

Apprezza tre cose: la cordialità, l'allegria e la decenza.

Difendi tre cose: l'onore, gli amici e i deboli.

Ammira tre cose: il talento, la dignità e la grazia.

Escludi tre cose: l'ignoranza, l'offesa e l'invidia.

Combatti tre cose: la bugia, l'odio e la calunnia.

Conserva tre cose: la salute, il prestigio e il buon umore.

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sabato 17 ottobre 2009

Umiltà

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Umiltà
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(Madre Teresa di Calcutta)

Io non penso di avere qualità speciali, non pretendo niente per il lavoro che svolgo. E' opera Sua.
Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient'altro. E' Lui che pensa. E' Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve poter solo essere usata.

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giovedì 15 ottobre 2009

Il perdono cristiano guarisce

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Il perdono cristiano guarisce
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(Henri Lacordaire)

Vuoi essere felice per un istante? Vendicati.
Vuoi essere felice per sempre? Perdona.
Vuoi guarire dal male che hai dentro? Dimentica.

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sabato 10 ottobre 2009

Strade per la felicità

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Strade per la felicità
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(Bollettino parrocchiale parrocchia S.Bertilla - Spinea (VE))

Ne abbiamo cercate di strade per raggiungere la felicità:
le strade ben illuminate del successo,
le strade scintillanti del potere,
le strade seducenti della ricchezza,
le strade comode dell'egoismo,
le strade scivolose di soddisfazioni immediate.

Ci siamo ingannati, Signore:
arrivati in un vicolo oscuro e cieco,
privati della nostra speranza,
umiliati nelle attese più nobili,
abbiamo dovuto riconoscere che solo tu sei la via.

Abbiamo esplorato la vita in tutti i suoi aspetti,
protesi verso una realizzazione che comportava,
di volta in volta, scelte nuove ed allettanti.
Abbiamo creduto nel benessere che viene da una vita fisica
con i connotati della giovinezza perenne,
abbiamo seguito i percorsi arditi del nostro intelletto e della nostra volontà,
abbiamo provato l'ebbrezza di prevalere,
di convincere la forza delle opinioni,
ma poi abbiamo dovuto ammettere
che solo Tu sei la vita, una vita in pienezza,
anche se all'apparenza umiliata e sconfitta.

Tu sei la verità, dunque, Signore Risorto,
tu che spalanchi i nostri orizzonti sull'eternità,
tu che diradi le tenebre dell'anima,
tu che riveli il volto autentico di Dio
e rischiari le zone più profonde del nostro cuore.

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martedì 22 settembre 2009

Cortesia

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Cortesia
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(Papa Giovanni XXIII)

La cortesia è un ramo dell'albero della carità.

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sabato 12 settembre 2009

Amo

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Amo
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(Antonio Pagano)

Piangendo Francesco
disse un giorno a Gesù:
"Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle;
amo il cuore degli uomini,
amo tutte le cose belle.
O Signore,
mi devi perdonare,
perché te solo
io vorrei amare".
Sorridendo il Signore
gli rispose così:
"Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle;
amo il cuore degli uomini,
amo tutte le cose belle.
O Francesco,
non devi pianger più,
perché io amo
ciò che ami tu".

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giovedì 3 settembre 2009

Pozzanghere

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Pozzanghere
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(Storia Zen)

Un giorno due monaci camminavano per una strada di campagna mentre pioveva a dirotto. Ad una svolta della via, videro a un tratto una ragazza, giovane e bella, che esitava nel superare una vasta pozzanghera.
«T'aiuto io, ragazza», disse uno dei due monaci, e senza esitare la prese tra le braccia e la depose dall'altro lato del pantano.
L'altro monaco non disse nulla. Ripresero la strada fino a che, a sera, non giunsero in un tempio a pregare. Terminata l'orazione, finalmente sbottò: «Fratello, sai bene che noi monaci non dobbiamo avere familiarità con donne; e soprattutto con quelle giovani e graziose. Perché dunque lo hai fatto?».
L'altro rispose: «Io quella ragazza l'ho lasciata laggiù. Non ti accorgi
che tu la stai ancora portando con te?».

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giovedì 13 agosto 2009

Software per il cuore

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Software per il cuore
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(fonte non specificata)

Come installare il software Amore per rendere poi operativi anche tutti gli altri programmi.

Assistenza tecnica: Sì... come posso aiutarti?

Cliente: Ho deciso di installare Amore. Potete guidarmi nella procedura di caricamento?

Assistenza tecnica: Sì, posso aiutarti. Sei pronto a procedere?

Cliente: Beh, non sono molto esperto, ma credo di essere pronto. Qual è la prima cosa da fare?

Assistenza tecnica: Il primo passo è aprire il Cuore. Hai localizzato dove si trova Cuore?

Cliente: Sì, ma ci sono diversi altri programmi attualmente operativi. Va bene installare Amore con altri programmi aperti?

Assistenza tecnica: Quali sono i programmi aperti?

Cliente: Vediamo. Attualmente sono attivi sofferenze passate, scarsa autostima, risentimenti e rancori.

Assistenza tecnica: Non c'è problema. Amore cancellerà gradualmente sofferenze passate dal tuo sistema operativo attuale. Potrebbe rimanere nella memoria permanente ma non disturberà più gli altri programmi. Alla fine Amore renderà obsoleto scarsa autostima. Però devi chiudere completamente risentimenti e rancori: questi programmi impediscono la corretta installazione di Amore. Puoi chiuderli?

Cliente: Non so come fare a chiuderli. Può spiegarmi come si fa?

Assistenza tecnica: Con piacere. Vai al menu di partenza e clicca su perdono. Ripeti l'operazione finché risentimenti e rancori sono stati completamente cancellati.

Cliente: Bene, ho fatto! Amore ha cominciato a installarsi da solo. È normale?

Assistenza tecnica: Sì, ma ricorda che attualmente ha solo il programma di base. Devi cominciare a collegarti con altri Cuori per scaricare le estensioni.

Cliente: Oh oh. Vedo già un messaggio di errore. Dice, "Errore: il programma non è operativo su supporti esterni." Cosa devo fare?

Assistenza tecnica: Non ti preoccupare. Significa che il software Amore è programmato per operare su cuori interiori, ma non è ancora stato inizializzato sul tuo cuore. In termini non tecnici, vuol dire semplicemente che tu devi Amare te stesso prima di poter amare altri.

Cliente: Che cosa devo fare adesso?

Assistenza tecnica: Vai al menu accettazione di sé, poi apri i seguenti file: perdonarsi, rendersi conto del proprio valore, riconoscere i propri limiti.

Cliente: Bene, fatto.

Assistenza tecnica: Ok. Ora copia questi file nella cartella "Mio Cuore". Il sistema eliminerà automaticamente i file contrari e comincerà a riparare la programmazione difettosa. Devi anche cancellare autocritica soffocante da tutte le cartelle e svuotare il cestino per assicurarti che il file sia eliminato completamente e non torni mai più.

Cliente: Bene. Ehi! Il mio cuore si sta riempiendo di file nuovi. È comparso sorriso sul mio monitor, e pace e soddisfazione si stanno copiando in tutto il mio cuore. È normale?

Assistenza tecnica: Succede. Qualche volta ci vuole del tempo, ma alla fine tutto arriva al momento giusto. Bene, Amore è installato e operativo. Ancora una cosa prima di interrompere la comunicazione: Amore è un software gratuito. Se fai circolare Amore e le sue estensioni a tutti quelli che incontri, verrà condiviso con molti altri e riceverai in cambio dei sottoprogrammi utili.

Cliente: Grazie, Dio.

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martedì 4 agosto 2009

Un tempo da non perdere

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Un tempo da non perdere
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(fonte non specificata)

Signore,
donami anche oggi la forza
per credere, per sperare, per amare.

Non lasciarmi a metà strada
invischiato nelle mille cose
che non mi bastano più.

Lascia che mi fermi anch'io
ogni giorno ad ascoltarti
per riprendere poi il cammino
lungo le strade che mi dai da percorrere.

Liberami perciò da tutto ciò che
mi appare indispensabile e non lo è,
da ciò che credo necessario
e invece è solo superfluo,
da ciò che mi riempie e mi gonfia
ma non mi sazia,
mi bagna le labbra
ma non mi disseta il cuore.

Sì, lo so che tu vuoi farlo
ma aiutami a lasciartelo fare
sempre, subito!

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lunedì 3 agosto 2009

Sia santificato

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Sia santificato
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(Dag Hammarskjöld, Tracce di cammino)

Sia santificato il tuo nome,
non il mio.
Venga il tuo regno,
non il mio.
Sia fatta la tua volontà,
non la mia.
Donaci pace con Te
pace con gli uomini
pace con noi stessi
e liberaci da ogni timore.

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lunedì 20 luglio 2009

L'altro

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L'altro
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(Kahlil Gibran)

Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l'orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.

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giovedì 9 luglio 2009

Decalogo della quotidianità

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Decalogo della quotidianità
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1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta
2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto, vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non pretenderò di migliorare o disciplinare alcuno, tranne me stesso.
3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura, ricordando che, come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell'anima.
6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno
7. Solo per oggi mi farò un programma che forse non riuscirà a puntino, ma lo farò e mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
8. Solo per oggi crederò fermamente nonostante le apparenze che la Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
9. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare, e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti farò in modo che nessuno se ne accorga.
10. Solo per oggi non avrò timori, in modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.

Posso ben fare per dodici ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.
Basta a ciascun giorno il suo affanno.

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martedì 7 luglio 2009

Su cento persone

Su cento persone:

che ne sanno sempre più degli altri
- cinquantadue;

insicuri a ogni passo
- quasi tutti gli altri;

pronti ad aiutare,
purché la cosa non duri molto
- ben quarantanove;

buoni sempre,
perché non sanno fare altrimenti
- quattro, be', forse cinque;

propensi ad ammirare senza invidia
- diciotto;

viventi con la continua paura
di qualcuno o qualcosa
- settantasette;

dotati per la felicità
- al massimo poco più di venti;

innocui singolarmente,
che imbarbariscono nella folla
- di sicuro più della metà;

crudeli,
se costretti dalle circostanze
- è meglio non saperlo
neppure aprossimativamente;

quelli col senno di poi
- non molti di più
di quelli col senno di prima;

che dalla vita pretendono solo cose
- trenta,
anche se vorrei sbagliarmi;

ripiegati, dolenti
e senza torcia nel buio
- ottantatre
prima o poi;

degni di compassione
- novantanove;

mortali
- cento su cento.
Numero finora invariato.

(W. Szymborska)


Dal Blog di Paola "I colori della mente"

sabato 4 luglio 2009

Trova il tempo

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Trova il tempo
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()

Trova il tempo di pensare
trova il tempo di pregare
trova il tempo di ridere.
E' la fonte del potere
è il più grande potere sulla terra
è la musica dell'anima.
Trova il tempo per giocare
trova il tempo per amare ed essere amato
trova il tempo di dare.
E' il segreto dell'eterna giovinezza
è il privilegio dato da Dio
il giorno è troppo corto
per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
trova il tempo di essere amico
trova il tempo di lavorare.
E' la fonte della saggezza
è la strada della felicità
è il prezzo del successo.
Trova il tempo
di fare la carità.
E' la chiave del paradiso.

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sabato 27 giugno 2009

Ora lo sai anche tu

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Ora lo sai anche tu
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()

Ora lo sai anche tu
che significhi nascere,
ora conosci anche tu
le porte che si rinchiudono,
ora hai sentito le risate
di chi sente parlare di Nazaret
o della bottega di un carpentiere...

Ora sì, lo sai anche tu:
quanta fatica perché fiorisca l'ulivo,
quanto penoso lavoro per un tozzo di pane,
quanti sudori per versare il vino nel calice.

E tu ancora tra noi,
ancora per noi,
per sempre con noi.
Tu continui a bussare
al cuore dell'uomo,
e lo segui, lo insegui,
per narrargli di te
e dei tuoi progetti di pace,
del tuo invito a preparare anche noi
un mondo - il tuo - nuovo...

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mercoledì 24 giugno 2009

Qualcuno muore

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Qualcuno muore
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()

Qualcuno muore,
è come se dei passi si arrestassero...
E se invece fosse una partenza per un altro viaggio?
Qualcuno muore,
è come un albero che viene abbattuto...
E se invece fosse un seme che germoglia in una terra nuova?
Qualcuno muore,
è come una porta che si chiude...
E se invece si trattasse di un varco che si apre su nuovi orizzonti?
Qualcuno muore,
ed è come un coperchio di silenzio...
E se invece ci permettesse di ascoltare la fragile musica di una vita che nasce?

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mercoledì 17 giugno 2009

Le dieci ricette per farmi felice

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Le dieci ricette per farmi felice
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(Fonte non specificata)

1. Non mi buco in continuazione il dito per controllare il tasso di zucchero nel sangue.
2. Ricarico le mie riserve emotive guardando un tramonto, la luna piena, il volto di un bimbo, un fiore.
3. Non dico mai: "le rane gracidano", ma dico: "le rane cantano".
4. Non voglio essere perfetto: potrei diventare nevrotico.
5. Quando mi osservo nello specchio, non mi guardo: "mi sorrido".
6. Uso il contagocce per dire "io".
7. Saluto sempre per primo.
8. Mi immagino mentre sbraito, mi agito, urlo... Non sono forse un tantino ridicolo?
9. Mi riempio il cervello di parole-vitamine: "ce la farò"; "sono piccolo, ma non basso"; "non sono bello, ma luminoso"; "finché vivo, voglio ardere"...
10. Penso: le avversità ci sono sempre, ma Dio anche. Perciò sono sempre in vantaggio!

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lunedì 15 giugno 2009

UNA SERATA IN VILLA

UNA SERATA IN VILLA

 
 

  
 

        La compagnia teatrale "La Fraglia", nota già da tempo per i suoi spettacoli, in collaborazione con il Comune di Vicenza, la Circoscrizione 3, il Gruppo Donatori Sangue di Bertesina, e con il dott. Curti che gentilmente ci ha concesso il parco della villa, prosegue il suo percorso con lo spettacolo

" 1900-2000  - Storia di un secolo"

il 27 Giugno 2009 alle ore 20.30

presso il parco di Villa CURTI di Bertesina Vicenza.

 
 

        Attrici e attori interpretano e vivono la scena, sostenuti da amici che collaborano sul palcoscenico, portando ciascuno il proprio contributo, frutto di impegno e di dedizione alle Muse. Inoltre, in questo spettacolo, particolare rilievo va dato ai costumi realizzati da bozzetti ideati dagli studenti della IV TAM (2007-2008)  dell'Istituto Bartolomeo Montagna di Vicenza.

 
 

        Il valore del messaggio teatrale è importante perché aiuta a far riflettere gli spettatori e nel contempo evidenziare capacità e stile di coloro che vi sono impegnati.  Gli attori sono certi che lo spettacolo incontrerà il plauso di quanti apprezzeranno il loro impegno e fin d'ora, invitano, nella magnifica cornice di Villa CURTI di Bertesina, ad essere presenti  in primo luogo parenti e amici, ma non manchino appassionati  perché l'invito a partecipare è esteso a tutti i cittadini di Vicenza e non solo.

 
 

Ingresso Gratuito

                                                                         
 

La Compagnia La Fraglia

venerdì 5 giugno 2009

Pensare a se stessi

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Pensare a se stessi

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(Kahlil Gibran)

Pensare a se stessi è terrificante,
ma è la sola cosa onesta:
pensare a me come io sono,
alle mie brutte caratteristiche,
alle mie belle qualità,
e stupirmene.
Quale altro concreto inizio,
da quale punto di partenza progredire,
se non da me stesso?

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domenica 31 maggio 2009

Cresciamo donando

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Cresciamo donando
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(Rabindranath Tagore)

Tutto ciò cui possiamo aspirare
è divenire sempre più una cosa sola.
Nel regno della natura, dominio della diversità,
noi cresciamo appropriandoci delle cose.
Nel mondo spirituale, dominio dell'unità,
noi cresciamo donando noi stessi.

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sabato 30 maggio 2009

Oggi ci interpelli e ci chiami...

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Oggi ci interpelli e ci chiami...
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(Carlo Maria Martini)

Signore, oggi con la tua risurrezione
ci interpelli e ci chiami ad essere persone
contente e riconciliate,
capaci di vivere in pienezza
e di morire con sensatezza,
capaci di dare la nostra testimonianza
davanti a tutti gli uomini,
capaci di dire all'umanità:
"Non temere donna, perché piangi?
Ora sai dove conduce il cammino,
ora sai che il Signore è con te".
Donaci di seminare intorno a noi
questa speranza della risurrezione
e di dilatare ovunque la vita
secondo la tua parola.
Fa' che l'annuncio della tua risurrezione
nella nostra vita tocchi la vita di tanti altri.
E attraverso quello squarcio di serenità
che tu apri oggi
nelle nostre preoccupazioni quotidiane,
penetri intorno a noi la certezza
della tua vita e della tua speranza. Amen.

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sabato 23 maggio 2009

Dinanzi alla colpa

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Dinanzi alla colpa
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(Lucien Jerphagnon)

Mio Dio, com'è duro aver torto!
E accettarlo così;
senza cercare scuse,
senza cercare di fuggire
questo peso dell'atto compiuto,
senza cercare di addossarlo ad altri,
o alla società, o al caso,
o alla cattiva sorte.
Senza cercare dieci ragioni valide,
dieci spiegazioni prolisse
per provare agli altri,
e soprattutto a se stessi,
che sono le cose che hanno torto,
e che il mondo è fatto male.
Com'è duro accettare di aver torto!
Senza adirarmi perché nella mia autodifesa
m'intrappolo sempre più,
portando argomenti che non reggono.
Senza voler ad ogni costo
essere infallibile, impeccabile;
e che ancora?
Signore, liberami
dalla paura dinanzi alla colpa
di cui debbo portare le conseguenze.

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domenica 17 maggio 2009

L'uomo che pregava in silenzio

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L'uomo che pregava in silenzio
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(Fonte non specificata)

Una volta un sacerdote stava camminando in chiesa, verso mezzogiorno, passando dall'altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l'uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L'uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia... si inginocchiava brevemente e quindi usciva.

Il sacerdote, un po' spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l'uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: "Che fai qui?". L'uomo gli rispose che lavorava nella zona e aveva mezz'ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, "Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po' lontana, quindi mi inginocchio e dico: "Signore, sono venuto nuovamente per dirTi quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati... non so pregare molto bene, però Ti penso tutti i giorni... Beh Gesù... qui c'è Jim a rapporto".

Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva. Il sacerdote si inginocchiò davanti all'altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell'amore e incontrò Gesù. Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: "Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati... non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni... beh, Gesù... eccomi a rapporto!".

Un dato giorno il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela. Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l'infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava: "Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno". Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: "L'infermiera si sbaglia, però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: «Sono venuto solo per dirti, Jim , quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiera, ti penso ogni giorno... beh, Jim... qui c'è Gesù a rapporto!»".

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sabato 16 maggio 2009

Le regole per essere umani

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Le regole per essere umani
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(Fonte non specificata)

1. Riceverai un corpo.
Potrai amarlo o detestarlo, ma sarà tuo per l'intero periodo di questa vita.
2. Prenderai lezioni.
Sei iscritto a una scuola informale a tempo pieno chiamata Vita. Ogni giorno in questa scuola avrai occasione di prendere lezioni. Le lezioni potranno piacerti oppure potrai considerarle irrilevanti e stupide.
3. Non vi sono errori, soltanto lezioni.
La crescita è un procedimento per tentativi: è sperimentazione. Gli esperimenti "falliti" fanno parte del procedimento tanto quanto l'esperimento che alla fine "funziona".
4. Una lezione viene ripetuta fino all'apprendimento.
Una lezione ti sarà presentata sotto varie forme finché la imparerai. Una volta appresa questa, potrai passare alla lezione successiva.
5. Non si finisce mai di imparare.
Non vi è parte della vita che non contenga le sue lezioni. Finché vivrai ci saranno lezioni da apprendere.
6. "Lì" non è meglio di "qui".
Quando il tuo "lì" sarà diventato un "qui", semplicemente otterrai un altro "lì" che di nuovo sembrerà migliore di "qui".
7. Gli altri sono semplicemente specchi di te.
Non puoi amare od odiare qualcosa di un'altra persona finché ciò non riflette qualcosa che ami od odi di te stesso.
8. Spetta a te decidere cosa fare.
Hai tutti gli strumenti e le risorse di cui hai bisogno. Spetta a te decidere cosa farne. La scelta è tua.
9. Le tue risorse risiedono dentro di te.
Le risposte alle domande della Vita risiedono dentro di te. Tutto ciò che ti serve è guardare, ascoltare e avere fiducia.
10. Dimenticherai tutto questo.
11. Puoi ricordartelo ogni volta che vuoi.

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martedì 12 maggio 2009

Ognuno

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Ognuno
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(Fonte non specificata)

Questa è la storia di 4 persone chiamate: Ognuno, Qualcuno ,Ciascuno, e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l'avrebbe fatto, Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era un lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno capì che Ognuno non l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

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lunedì 11 maggio 2009

Il bozzolo della farfalla

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Il bozzolo della farfalla
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(Fonte non specificata)

Un uomo trovò il bozzolo di una farfalla. Un giorno apparì una piccola apertura.

Si sedette e guardò per diverse ore la farfalla mentre lottava per far passare il suo corpo attraverso quel piccolo buco.
Poi sembrò che non facesse più alcun progresso. Appariva come se fosse uscita per il massimo che poteva e non potesse avanzare ulteriormente.

Così l'uomo decise di aiutare la farfalla. Prese un paio di forbici e divise in due la parte del bozzolo ancora chiusa. La farfalla ne emerse facilmente.
Ma aveva un corpo gonfio e piccole ali avvizzite.

L'uomo continuò a guardare la farfalla, perché si aspettava che, da un momento all'altro, le ali si sarebbero ingrandite ed espanse in modo tale da essere in grado di sorreggere il corpo, che si sarebbe, nel frattempo, sgonfiato. Non successe niente! Di fatto la farfalla impiegò il resto della sua vita trascinandosi intorno, con un corpo gonfio e ali avvizzite. Non fu mai capace di volare.

Quello che l'uomo, nella sua precipitosa gentilezza non aveva capito, fu che la ristrettezza del bozzolo e la lotta richiesta alla farfalla per uscire da quella piccola apertura, erano il modo Divino per far fluire i fluidi dal corpo della farfalla alle sue ali, in modo che sarebbe stata in grado di volare, una volta che avesse finalmente guadagnato la libertà, fuori dal bozzolo.

A volte "la lotta" (lo sforzo necessario per superare le difficoltà) è esattamente quello di cui abbiamo bisogno nelle nostre vite. Se Dio ci permettesse di attraversare le nostre vite senza alcun ostacolo, ci "azzopperebbe". Non saremmo mai forti quanto potremmo.

Non potremmo mai volare!

Ho chiesto la forza...
e Dio mi ha dato le Difficoltà per rendermi forte.
Ho chiesto la Saggezza...
e Dio mi ha dato Problemi da risolvere.
Ho chiesto la Prosperità...
e Dio mi ha dato Cervello e Muscoli per lavorare
Ho chiesto il Coraggio...
e Dio mi ha dato Pericoli da superare
Ho chiesto Amore...
e Dio mi ha dato gente bisognosa da aiutare.
Ho chiesto Favori...
e Dio mi ha dato Opportunità.
Non ho ricevuto niente di quanto volevo...
ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno!

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domenica 10 maggio 2009

Amare ed essere amati

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Amare ed essere amati
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(D. Viscott)

Amare ed essere amato è sentire il sole da entrambe le parti.

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mercoledì 6 maggio 2009

La stella

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La stella
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(Klaus Hemmerle)

La stella non si è ingannata,
quando ha chiamato chi era più lontano,
perché si incamminasse verso il Dio a lui vicino.

La stella non si è ingannata,
indicando la via del deserto,
la più umile, la più dura.

La stella non si è ingannata,
fermandosi sopra le case di gente umile:
è nato là il grande futuro.

Il tuo cuore non si è ingannato,
mettendosi in cammino,
in cerca dell'ignoto.

Il tuo cuore non si è ingannato,
non cedendo
alla vana impazienza.

Il tuo cuore non si è ingannato,
inginocchiandosi
dinanzi al Bambino.

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martedì 5 maggio 2009

Donna

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Donna
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(Mahatma Gandhi)

Ritengo che la donna sia la personificazione di quella che io chiamo "non violenza", che significa amore infinito capace di assumere il dolore.
Permettiamo alla donna di estendere questo amore a tutta l'umanità. A lei è dato di insegnare la pace ad un mondo lacerato.

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domenica 3 maggio 2009

L'invito di Dio

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L'invito di Dio
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(Paulo Coelho, I racconti del maktub)

Santa Teresa d'Avila dice: "Ricorda: il Signore invitò tutti noi, e - dal momento che Egli è pura verità - non possiamo dubitare del suo invito. Egli disse: 'Vengano a me tutti coloro che sono assetati, ed Io gli darò da bere'. Se l'invito non fosse stato per ciascuno di noi, il Signore avrebbe detto: 'Vengano a me tutti quelli che lo desiderano, perché non avete niente da perdere. Ma darò da bere solo a coloro che sono preparati'. Egli non impone condizioni. E' sufficiente camminare e desiderare, e tutti riceveranno l'Acqua della Vita del Suo Amore".

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sabato 2 maggio 2009

Preghiera a Dio misericordioso

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Preghiera a Dio misericordioso
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(Dr. Raffaele Mezza, Calendario Padre Indovino 2000)

Signore ti ringrazio,
quando mi fai capire che anche l'uomo adulto ha bisogno del Padre.
Signore ti ringrazio,
quando mi fai constatare che senza di Te il mondo,
anche perfezionato dalle tecnologie, non farà mai progressi.
Signore ti ringrazio,
quando mi fai toccare con la mano che l'uomo,
senza la Tua grazia rimarrà sempre lupo contro l'altro uomo.
Signore ti benedico,
ogni volta che tappi i buchi della mia anima foracciata dai peccati.
Signore ti benedico,
per tutte le volte che colmi le falle delle mie delusioni.
Signore ti benedico,
per ogni volta che, additandomi i veri valori della vita,
tappi i buchi dei miei insuccessi.
Signore ti benedico,
quando riempi col Tuo amore i buchi profondi della mia solitudine.
Signore ti benedico,
quando mi mandi il Tuo Spirito Consolatore
per farmi uscire dalla angoscia.
Signore ti lodo, quando mi sostieni nei miei fallimenti,
ricordandomi che chi possiede Te, possiede tutto.
Signore ti lodo,
quando nella mia presunzione di poter fare da solo,
mi affaccio al baratro della disperazione
e Tu mi afferri con la Tua mano paterna e forte.
Signore ti lodo,
quando la paura del dolore
mi fa rifugiare nelle Tue braccia paterne.
Signore ti lodo,
quando infine tapperai il buco della mia morte
riempiendolo della tua vita eterna.

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giovedì 30 aprile 2009

Aggiungi la tua firma

A: Gestori Telefonici TIM,Omnitel,Wind,H3G,Telecom

Con la Presente petizione si chiede ai gestori telefonici Telecom, TIM, Omnitel, Wind e H3G di prorogare, fino al ripristino completo di situazioni di vita dignitosa, il numero unico 48580 istituito al fine di donare 1 euro da rete mobile e 2 euro da rete fissa alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila.

Non si riesce infatti a comprendere le motivazioni che possano aver spinto tali gestori a mettere un limite temporale a detta iniziativa, utile soprattutto alle fasce più deboli della popolazione (si pensi ad anziani, disabili, persone con scarse possibilità economiche) che, spinte dall'onda di solidarietà e dalla volontà esplicita di partecipazione completa al dolore degli Abruzzesi, si troverà, al venir meno di questo servizio, a dover sobbaccarsi della difficoltà di dover recarsi di persona presso la propria banca od ufficio postale, perdendo al contempo il beneficio della completa anonimicità della donazione, concetto alla base della generosità più vera.

Si chiede quindi di voler prorogare il servizio 48580 a beneficio delle popolazioni colpite dal terremoto dell'Abruzzo.


Aggiungi la tua firma

mercoledì 29 aprile 2009

Credere senza vedere

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Credere senza vedere
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(Fonte non specificata)

Un imperatore disse al rabbino Yeoshua Ben Hanania: "Vorrei tanto vedere il vostro Dio".
"È impossibile", rispose il rabbino.
"Impossibile? Allora, come posso affidare la mia vita a qualcuno che non posso vedere?".
"Mostratemi la tasca dove avete riposto l'amore per vostra moglie. E lasciate che io lo pesi, per vedere se è grande".
"Non siate sciocco. Nessuno può serbare l'amore in una tasca", rispose l'imperatore.
"Il sole è soltanto una delle opere che il Signore ha messo nell'universo, eppure non potete vederlo bene. Tanto meno potete vedere l'amore, ma sapete di essere capace di innamorarvi di una donna e di affidarle la vostra vita. Non vi sembra evidente che esistono alcune cose nelle quali confidiamo anche senza vederle?".

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lunedì 27 aprile 2009

Augurio

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Augurio
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(anonimo)

Auguri a tutti di essere:

Abbastanza giovani
per essere sempre allegri.

Abbastanza adulti
per fare le cose seriamente.

Abbastanza forti
per non essere subito stanchi.

Abbastanza saggi
per sapersi moderare.

Abbastanza sereni
per riconoscere i propri limiti.

Abbastanza impegnati
per cercare di superarli.

Abbastanza spiritosi
per non prendersi troppo sul serio.

Abbastanza generosi
per prendere sul serio gli altri!

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mercoledì 22 aprile 2009

Avere tempo

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Avere tempo
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(Klaus Hemmerle)

Amare significa anche avere tempo.
Chi ama, non tiene il proprio tempo solamente per sè; nel suo tempo si inserisce l'altro. Chi ama ha, per così dire, un'agenda, uno scadenziario particolare. Vuole avere più tempo possibile per l'altro.

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martedì 21 aprile 2009

Non aspettare mai domani

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Non aspettare mai domani
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(Fonte non specificata)

Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l'ami. Fallo subito. Non pensare: "Ma mia madre, mio figlio, mia moglie... lo sa già". Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere?
Non guardare l'ora, prendi il telefono: "Sono io, voglio dirti che ti voglio bene". Stringi la mano della persona che ami e dillo: "Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene...".
L'amore è la vita. Vi è una terra dei morti e una terra dei vivi. Chi li distingue è l'amore.

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mercoledì 1 aprile 2009

Vivere nella pace

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Vivere nella pace
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(Lucio A. Seneca)

Se vuoi vivere nella pace
un requisito essenziale
è non fare male a nessuno.

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martedì 31 marzo 2009

Due semi

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Due semi
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(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)

Due semi si trovavano fianco a fianco nel fertile terreno autunnale. Il primo seme disse: "Voglio crescere! Voglio spingere le mie radici in
profondità nel terreno sotto di me e fare spuntare i miei germogli sopra la crosta della terra sopra di me... Voglio dispiegare le mie gemme tenere come bandiere per annunciare l'arrivo della primavera... Voglio sentire il calore del sole sul mio volto e la benedizione della rugiada mattutina sui miei petali!".
E crebbe.
L'altro seme disse: "Che razza di destino, il mio! Ho paura. Se spingo le mie radici nel terreno sotto di me, non so cosa incontrerò nel buio. Se mi apro la strada attraverso il terreno duro sopra di me posso danneggiare i miei delicati germogli... E se apro le mie gemme e una lumaca cerca di mangiarsele? E se dischiudessi i miei fiori, un bambino potrebbe strapparmi da terra. No, è meglio che aspetti finché ci sarà sicurezza".
E aspettò.
Una gallina che raschiava il terreno d'inizio primavera in cerca di cibo trovò il seme che aspettava e subito se lo mangiò.

E' la normalità accettare il rischio di vivere.

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mercoledì 25 marzo 2009

24 domande e risposte

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24 domande e risposte
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(Madre Teresa di Calcutta)

Il giorno più bello? Oggi.
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L'amore.

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venerdì 20 marzo 2009

Il frutto della fede è l'amore

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Il frutto della fede è l'amore
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(Madre Teresa di Calcutta)

La peggiore malattia dell'Occidente oggi
non è la tubercolosi o la lebbra,
ma è il non sentirsi desiderati né amati,
il sentirsi abbandonati.
L'unica cura è l'amore.
Una volta che comprendi quanto Dio sia innamorato di te,
puoi vivere solo irradiando quell'amore.
L'amore non ha senso se non viene condiviso.
Ciò che conta non è quanto fai, ma quanto amore metti
in ciò che fai e condividi con gli altri.
Amare significa anche accettare la sofferenza con gioia.
Dio ama chi dona con gioia.

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giovedì 19 marzo 2009

E mi sorprende

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E mi sorprende
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(Elisa Kidané)

E mi sorprende
quella inesauribile
risorsa
di speranza
che ti permette
di danzare
quando tutti
proprio tutti
si arrendono
all'evidenza
del tuo fallimento.

...e mi sorprende
quella forza
che mette vigore
nel tuo cuore
e dalle ceneri
dell'odio
e della violenza
fa nascere
amore
e compassione.

...e mi sorprende
la tua resistenza
che ti spinge
a credere nell'impossibile
certezza
di un'alba nuova,
quando la notte
dura da troppo.

...e mi sorprende
il tuo coraggio
di sognare
un avvenire
per i tuoi popoli
quando tutti
hanno già sentenziato
la tua scomparsa
dal mondo
che conta.

...e mi sorprendi
Africa mia
dalle mille
e inesauribili
risorse di vita.

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venerdì 13 marzo 2009

Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date

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Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date
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(Francesco Cipri)

Alcuni giorni fa ero in strada con mia nipote, una bambina di circa 8 anni. Stavamo camminando, quando abbiamo visto sul marciapiede un mucchietto di buste e cartoni, con un giovane tutto rannicchiato sopra. Quello che tutti chiameremmo "barbone".
Il mio occhio, anche se "cristiano" ma purtroppo abituato a queste scene, quasi aveva escluso dall'attenzione questa presenza. Ma quello della bambina no! Più ci avvicinavamo al povero, più lei lo guardava con occhio evangelicamente misericordioso. Accortomi di questo atteggiamento, passo una moneta alla bambina per metterla nel cestino, quasi vuoto, del povero. A questo punto il giovane si alza e velocemente si allontana.
Dove starà andando?
Entra in un bar e quasi subito ne riesce con un ovetto di cioccolato in mano e lo dona alla bambina con un sorriso che non dimenticherò mai! E subito scompare, tornando al suo mucchio di povere cose!
Sono rimasto senza parole!
Anche la nipotina è rimasta colpita dal dono ricevuto.
Mi sono subito ripreso, spiegando alla bambina che quello che conta è l'amore! Noi avevamo donato solo una moneta, lui aveva donato oltre all'uovo di cioccolato un enorme gesto d'amore!

"... forse non potrò mai risolvere il problema della povertà per tutti i poveri del mondo, ma per questo povero che ho davanti devo fare tutto quello che è nelle mie possibilità!" (Beata Madre Teresa di Calcutta)

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venerdì 6 marzo 2009

Amate Gesù!

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Amate Gesù!
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(Madre Teresa di Calcutta)

Amate Gesù!
Spesso nel corso della giornata dite a voi stessi:
"Gesù è nel mio cuore.
Credo al tuo tenero amore per me, e ti amo, Gesù".
Bisogna dirlo e ripeterlo costantemente.
E vedrete quale forza, quale gioia e quale pace avrete, grazie a quell'amore che nutrite per Gesù.
E potrete amare gli altri come Gesù vi ama.

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lunedì 2 marzo 2009

Mi presento: sono il Silenzio

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Mi presento: sono il Silenzio
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(Pino Pellegrino)

Per favore. Lasciatemi, una volta tanto, prendere la parola.
Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E' contrario al mio carattere schivo e riservato.
Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza!
Ecco, quindi, qualcosa di me.
Intanto le mie origini sono assolutamente nobili.
Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante.
Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto!
Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore!
Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano!
Io, invece, sì.
Io sono un'officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa.
Io sono come l'uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare. Simpatico, no?
Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati...
Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte.
No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità.
Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle...
Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia.
Io sono il sentiero che conduce al paese dell'anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio!
Ecco qualcosa di me.
Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere.
Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole:
Custoditemi e sarete custoditi!
Proteggetemi e sarete protetti!

Dal vostro primo alleato
Il Silenzio

lunedì 23 febbraio 2009

Imparare per vivere

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Imparare per vivere
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(Hans May)

Tu vivi. Un giorno sei nato.
Nessuno ti ha chiesto di vivere.
Ma ora vivi.
Talvolta è bello. Talvolta sei triste.
Molte cose ancora non le comprendi.
Vivi, ma perché?
Non è un caso che tu vivi.
Ti ha dato mani, occhi, intelletto.
Altrimenti non potresti avere tutto ciò.
Vuole avere te.
Con le tue mani tu devi collaborare
a ordinare il mondo.
Con il tuo intelletto
devi cercare di distinguere
il bene dal male.
Con il tuo cuore devi amare gli uomini
e aiutarli quandi puoi.
Sono tanti i compiti che ti attendono.
Che attendono le tue mani e i tuoi occhi,
il tuo intelletto e il tuo cuore.

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domenica 22 febbraio 2009

Passi il tuo soffio

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Passi il tuo soffio
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(P. Maior)

Vieni, Signore, passi il tuo soffio
come la brezza primaverile
che fa fiorire la vita
e schiude l'amore,
o come l'uragano che scatena
una forza sconosciuta
e solleva energie addormentate

Passi il tuo soffio nel nostro sguardo
per portarlo verso orizzonti
più lontani e più vasti.

Passi il tuo soffio sui nostri volti rattristati
per farvi riapparire il sorriso
sulle nostre mani stanche per rianimarle
e rimetterle gioiosamente all'opera.

Passi il tuo soffio fin dall'aurora
per portare con sé tutta la nostra
giornata in uno slancio generoso.

Passi il tuo soffio
all'avvicinarsi della notte
per conservarci nella tua luce
e nel tuo fervore.
Passi e rimanga in tutta la nostra vita
per rinnovarla e donarle le dimensioni
più vere e più profonde.

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sabato 21 febbraio 2009

Il segno di croce

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Il segno di croce
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(Romano Guardini)

Quando fai il segno di croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all'altra.
Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l'animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, ti consacra, ti santifica. Perché? Perché è il segno della totalità ed il segno della redenzione.
Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce egli santifica l'uomo nella sua totalità, fin nelle ultime fibre del suo essere. Perciò lo facciamo prima della preghiera, affinché esso ci raccolga e ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato. Nella tentazione, perché ci irrobustisca. Nel pericolo, perché ci protegga. Nell'atto di benedizione, perché la pienezza della vita divina penetri nell'anima e vi renda feconda e consacri ogni cosa. Pensa quanto spesso fai il segno della croce, il segno più santo che ci sia!
Fallo bene: lento, ampio, consapevole. Allora esso abbraccia tutto il tuo essere, corpo e anima, pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, tutto vi viene irrobustito, segnato, consacrato nella forza del Cristo, nel nome del Dio uno e Trino.

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domenica 15 febbraio 2009

L’ultima salita – Per non dimenticare Marco Pantani

L'ultima salita (Nomadi)

Corri più veloce del vento
il vento non ti prenderà mai
corri ancora adesso lo sento
sta soffiando sopra gli anni tuoi.
Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no

Dimmi cos'è che fa sentire
il vuoto che ti toglie tutto
e fa finire il gioco
dimmi cos'è dentro di te
dimmi perchè

Cerchi questo giorno d'inverno
il sole che non tramonta mai
lo cerchi in questa stanza d'albergo
solo e sempre con i tuoi guai.
Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no

Dimmi cos'è che fa sentire il vuoto
che ti toglie tutto
e fa finire il gioco
dimmi cos'è dentro di te
dimmi perchè

Dimmi cos'è che fa sentire
il vuoto che ti toglie tutto
e fa finire il gioco
dimmi cos'è dentro di te
dimmi perchè

A braccia alzate verso il cielo
nella notte te ne andrai
e a pugni chiusi sulla vita
la tua vita graffierai

Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no

Dimmi cos'è dentro di te
dimmi perchè
dimmi cos'è dentro di te
dimmi perchè....

mercoledì 11 febbraio 2009

ADDIO ELUANA

ADDIO ELUANA

 
 

Vorrei parlare a tutti,

vorrei gridare al mondo la mia rabbia.

Vorrei incontrare tutta quella gente

che ha contribuito a erigere cavilli,

mentre con fretta e senza pietà,

in fondo hanno sfidato pure Dio.

 
 

Addio Eluana,

fiore che non avrai più primavere.

Addio Eluana,

di te alla fine si son "liberati".

Il corpo tuo ormai senza più vita

di certo sarà giunto in quella méta

che ti spettava già da tanto tempo.

 
 

Addio Eluana,

lo avranno detto anche le Suorine

che ti presero in cura con amore.

Addio per sempre, ma non so se è vero!

In fondo penso, fosti fortunata,

chi come te volò pel mondo intero?

Giovane, bella e tanto martoriata,

in quali mani fosti tu affidata.

 
 

Goditi ormai la pace che ti spetta

e che senza pietà ti fu negata.

Tu ormai fai parte della vita eterna

e son finite le tue sofferenze.

Sapessi qui, tra noi come si parla!

Ma quelli che ti vollero un gran bene

ti diranno per sempre.

Addio Eluana.

 
 

Rino Vittozzi

martedì 10 febbraio 2009

Il valore del tempo

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Il valore del tempo
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(Fonte non specificata)

Per scoprire il valore di un anno,
chiedi a uno studente che è stato bocciato all'esame finale.

Per scoprire il valore di un mese,
chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.

Per scoprire il valore di una settimana,
chiedi all'editore di una rivista settimanale.

Per scopire il valore di un'ora,
chiedi agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.

Per scoprire il valore di un minuto,
chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.

Per scoprire il valore di un secondo,
chiedi a qualcuno che è sopravvisuto a un incidente.

Per scoprire il valore di un millesecondo,
chiedi ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.

Il tempo non aspetta nessuno.

Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore.

Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante.

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lunedì 9 febbraio 2009

La vita risponde

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La vita risponde
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(Alessandro Baricco)

Accadono cose nella vita che sono come domande.
Passano minuti o anni e poi la vita risponde.

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giovedì 5 febbraio 2009

Preghiera per l'amico

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Preghiera per l'amico
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(Fonte non specificata)

A te, Signore, amante della vita,
Amico dell'uomo,
innalzo la mia preghiera
per l'amico che mi hai fatto incontrare
sul cammino del mondo.
Uno come me, ma non uguale a me.
Fa' che la nostra
sia l'amicizia di due esseri
che si completano con i tuoi doni,
che si scambiano le tue ricchezze,
che si parlano con il linguaggio
che tu hai posto nel cuore.
Aiutaci a guardare con quello sguardo,
che comprende senza che l'altro chieda.
Aiutaci ad avere un cuore grande,
che sa partire prima che l'altro esprima.
Aiuta la nostra amicizia
Affinché non divenga chiusura;
dalle il respiro della vera libertà,
la forza di resistere nelle difficoltà,
il coraggio di andare oltre
il desiderio dell'egoismo.
La volontà di cedere per amore,
di amare anche oltre l'errore,
di giungere al sommo dell'amore: perdonare.
Perché soltanto quando si sa perdonare,
si può credere all'amore.
Fa' che le nostre mani
siano protese in un gesto di pace.
Fa' che le nostre parole
siano dolci ma anche forti.
Fa' che il nostro sorriso,
come le nostre lacrime,
non siano una maschera,
ma esprimano la profondità e la verità
dei sentimenti più sinceri e autentici.

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martedì 3 febbraio 2009

Il sorriso

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Il sorriso
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(Descalzo)

Il sorriso è una grande fedeltà interiore a se stessi... E' un'arte che bisogna praticare con ostinazione e costanza. Non facendo le smorfie di fronte allo specchio, perché il risultato di simili tentativi non è il sorriso, ma la maschera.
Bisogna impararla vivendo, lasciando che l'allegria interiore illumini tutto ciò che ci accade quotidianamente e imponendo ad ognuna delle nostre parole l'obbligo di non uscire dalla bocca senza prima essersi impregnata di un sorriso.

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lunedì 2 febbraio 2009

Ricevi, o Signore

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Ricevi, o Signore
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(A. Ganube)

Ricevi, o Signore, le nostre paure
e trasformale in fiducia.
Ricevi la nostra sofferenza,
e trasformala in crescita.
Ricevi le nostre crisi,
e trasformale in maturità.
Ricevi le nostre lacrime,
e trasformale in preghiera.
Ricevi il nostro scoraggiamento,
e trasformalo in fede.
Ricevi la nostra solitudine,
e trasformala in contemplazione.
Ricevi le nostre attese,
e trasformale in speranza.
Ricevi la nostra morte,
e trasformala in risurrezione.

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mercoledì 28 gennaio 2009

No alla violenza

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No alla violenza
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(Mahatma Gandhi)

Mi oppongo alla violenza perché, anche quando pare apportare il bene, si tratta solo di un bene temporaneo, mentre il male che arreca è permanente.

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martedì 27 gennaio 2009

Per Non Dimenticare

Il 27 gennaio 1945 l'Armata Rossa apriva i cancelli di Auschwitz-Birkenau, il campo di sterminio che incarna e simboleggia l'orrore della Shoah. Ogni 27 gennaio è dunque il Giorno della Memoria, in cui si chiede al pianeta di ricordare pubblicamente o in privato lo sterminio degli ebrei e tutti gli altri genocidi. Perché certe tragiche follie non si ripetano. Mai più

Non dire non posso

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Non dire non posso
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(Monaco nel mondo)

È una parola che pronunciamo con troppa leggerezza.
È una parola micidiale.
È una parola che spesso liquida i problemi senza lasciarceli neppure affrontare.
È una parola che molto spesso uccide la nostra carità.
Ho ricevuto una lettera da un lebbrosario: è di una nostra sorella che vive tra i lebbrosi.
Scriveva:
"Oggi ho avuto tanta forza da una scena che Dio mi ha messo sotto gli occhi: ho visto un povero lebbroso che non camminava più, un lebbroso che si trascinava senza gambe. L'ho visto aiutare un bambino poliomielitico a camminare. Il piccolo era aggrappato alle sue spalle e lui si trascinava carponi intorno alla capanna per farlo camminare. La scena mi ha fatto piangere".
Ha commosso anche me e ho chiesto perdono a Dio per tutte le volte che davanti ad una carità ho detto: non posso.
Ci siamo tanto abituati a quelle due parole che le portiamo in noi costantemente. È un cliché preparato al nostro egoismo.
Quando è che in realtà "non possiamo"?
Se non possiamo fare noi, possiamo almeno trovare chi farà per noi.
se non possiamo fare oggni, possiamo fare domani.
Se non possiamo fare tutto, possiamo almeno fare qualcosa.
È tremendo dire: non posso!
È una ghigliottina della carità cristiana.
Bisogna bandire quelle parole.
Quando non posso veramente, posso almeno calarmi nel bisogno del fratello e versare una lacrima con lui.

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venerdì 23 gennaio 2009

Formiche - Preghiera della sera

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Formiche - Preghiera della sera
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(personale)

Ti ringrazio, Signore
della vita che oggi
mi hai dato di vivere.
E' stato un Tuo
inesplicabile dono.
Noi, non siamo
che minuscole formiche;
granelli, che camminano solo
se Tu vi soffi sopra
il Tuo alito di Vita.
Se Tu, Signore,
smettessi di soffiare,
noi smetteremmo
di camminare.

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lunedì 12 gennaio 2009

La mano

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La mano
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(Bruno Ferrero, Cerchi nell'acqua, Elle Di Ci)

Un bambino aveva fatto la spesa per la mamma.
Era stato preciso e attento.
Il droghiere, per premiarlo, prese da uno scaffale una grossa scatola di caramelle, l'aprì e la presentò al bambino.
"Prendi piccolo!".
Il bambino prese una caramella, ma il droghiere lo incoraggiò:
"Prendi tutte quelle che ti stanno in mano".
Il bambino lo guardò con i suoi grandi occhi.
"Oh... allora, prendile tu per me!"
"Perché?".
"Perché tu hai la mano più grande!".

Quando preghiamo, non misuriamo le nostre domande con la piccolezza della nostra fede. Ci ricordiamo semplicemente che la mano di Dio è più grande.

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sabato 10 gennaio 2009

Il cappellino

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Il cappellino
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(Fonte non specificata)

"Se non me lo lasci fare non potrò andare a scuola! Mi vergognerei troppo... È terribilmente importante, mamma!".
Elena scoppiò a piangere. Era la sua arma più efficace.
"Uffa', fa' come vuoi..." brontolò la madre, sbattendo il cucchiaino nel lavello.
"Sembrerai un mostro. Peggio per te!".
In altre 23 famiglie stava avvenendo una scenetta più o meno simile.
Erano i ragazzi della Seconda B della Scuola Media "Carlo Alberto di Savoia".
Per quel giorno avevano preso una decisione importante.
Ma gli allievi della Seconda B erano 25.
In effetti, solo nella venticinquesima famiglia, le cose stavano andando in un modo diverso.
Elisabetta era un concentrato di apprensione, la mamma e il papà cercavano di incoraggiarla.
Era la quindicesima volta che la ragazzina correva a guardarsi allo specchio.
"Mi prenderanno in giro, lo so. Pensa a Marisa che non mi sopporta o a Paolo che mi chiama canna da pesca! Non aspetteranno altro!".
Grossi lacrimoni salati ricominciarono a scorrere sulle guance della ragazzina.
Cercò di sistemarsi il cappellino sportivo che le stava un po' largo.
Il papà la guardò con la sua aria tranquilla:
"Coraggio Elisabetta. Ti ricresceranno presto. Stai reagendo molto bene alla cura e fra qualche mese starai benissimo".
"Sì, ma guarda!". Elisabetta indicò con aria affranta la sua testa che si rifletteva nello specchio, lucida e rosea.
La cura contro il tumore che l'aveva colpita due mesi prima le aveva fatto cadere tutti i capelli. La mamma la abbracciò: "Forza Elisabetta! Si abitueranno presto, vedrai...".
Elisabetta tirò su con il naso, si infilò il cappellino, prese lo zainetto e si avviò.
Davanti alla porta della Seconda B, il cuore le martellava forte.
Chiuse gli occhi ed entrò.
Quando riaprì gli occhi per cercare il suo banco, vide qualcosa di strano.
Tutti, ma proprio tutti, i suoi compagni avevano un cappellino in testa!
Si voltarono verso di lei e sorridendo si tolsero il cappello esclamando:
"Bentornata Elisabetta! ".
Erano tutti rasati a zero, anche Marisa così fiera dei suoi riccioli,
anche Paolo, anche Elena e Giangi e Francesca... Tutti! Ma proprio tutti!
Si alzarono e abbracciarono Elisabetta che non sapeva se piangere o ridere e mormorava soltanto: "Grazie...".
Dalla cattedra, sorrideva anche il professor Donati, che non si era rasato i capelli, semplicemente perché era pelato di suo e aveva la testa come una palla da biliardo.

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sabato 3 gennaio 2009

Irripetibili

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Irripetibili
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(Kahlil Gibran, Le parole non dette)

Alcuni di noi sono come l'inchiostro,
altri come la carta.
E se non fosse
per il nero di quelli,
qualcuno tra noi sarebbe muto;
e se non fosse per il bianco di questi,
qualcuno tra noi sarebbe cieco.
Se ci fossero due uomini uguali,
il mondo
non sarebbe grande abbastanza
da contenerli.

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giovedì 1 gennaio 2009

Dio, artista delle nostre vite

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Dio, artista delle nostre vite
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(Edith Stein)

Il Signore guida ciascuno
per la propria strada,
e ciò che chiamiamo "destino"
è l'opera sua d'artista, dell'artista divino
che si prepara la materia
e la forma per diverse vie:
con lievi tocchi di dita
ma anche a colpi di scalpello.
Non è materia inerte quella che Dio lavora.
La sua più grande gioia di creatore
è che nasce la vita sotto la sua mano,
che vita gli sgorga incontro,
quella vita che vi ha posto dentro egli stesso
e che ora dal di dentro risponde
ai tocchi lievi delle dita,
ai colpi di scalpello.
È così che collaboriamo
alla sua opera d'artista.

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