(Fonte non specificata)
Amico mio, non camminare davanti a me: non riuscirei a seguirti.
Non camminare dietro di me: non riuscirei a guidarti.
Cammina accanto a me e saremo, l'uno per l'altro, forza!
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Il nome del Blog nasce da una canzone dei Nomadi che è il mio gruppo preferito
6 agosto 1945, ore 8.15
una bomba atomica sganciata su Hiroshima distrugge la città e provoca 140.000 morti.
9 agosto 1945, ore 11
una seconda bomba devasta la città di Nagasaki: 70.000 morti.
| TOMMASO ONOFRI: 20 ANNI A RAIMONDI, ASSOLTO BARBERA |
| Barbera e Raimondi erano accusati di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, con morte come conseguenza non voluta della persona sequestrata. Raimondi era accusato anche della detenzione del coltello utilizzato per il sequestro materialmente portato a termine con Mario Alessi. Il ruolo di Barbera, 33 anni e capomastro amico del padre di Tommy, per l'accusa era quello di informatore della situazione della famiglia del bimbo; era accusato anche di avere rubato il cane Tody dalla casa degli Onofri ed era l'unico degli indagati a piede libero. Per Raimondi l'accusa aveva chiesto una condanna a 20 anni e due mesi senza attenuanti, per Barbera a 13 anni, riconoscendo le attenuanti ma chiedendo l'applicazione di una misura di custodia. Le difese avevano chiesto rispettivamente il riconoscimento delle attenuanti generiche e per la collaborazione (per Raimondi) e l'assoluzione per non avere commesso il fatto (per Barbera). PAOLO ONOFRI: "Ci rimettiamo a giustizia". Queste le prime parole di Paolo Onofri, il papa' di Tommy, all'uscita dalla Procura subito dopo la sentenza. Il verdetto la soddisfa? hanno chiesto i cronisti. "Questo é", è stata la risposta. Vi aspettavate cose diverse? hanno incalzato ancora i giornalisti. "No - ha detto Onofri - ora vedremo andando avanti". Ad una ulteriore domanda sull'assoluzione di Barbera il papà di Tommy si è limitato a dire: "Così il giudice ha deciso". Paolo Onofri ha preferito non stare in aula. "Non riesco a risentire tutto da capo", ha spiegato. Onofri poi è salito in sella alla sua moto per fare rientro a Parma. BARBERA: E' uscito in lacrime dal Palazzo di giustizia di Bologna Pasquale Giuseppe Barbera assolto per non avere commesso il fatto dall'accusa di aver rapito e ucciso Tommaso Onofri. "Sì mi hanno assolto.... - ha detto piangendo - è la fine di un incubo". L'avvocato che lo difende, Alessandro Conti, ha parlato di sentenza giusta che riabilita il suo assistito. "Gli indizi non erano sufficienti e l'avevo previsto - ha spiegato - sono sempre stato convinto dell'innocenza del mio assistito. Finalmente una verità giudiziaria è stata detta. Adesso vedremo le motivazioni della sentenza, ma sono soddisfatto. Se si appellano ci ripresenteremo convinti delle nostre ragioni. Barbera ha bisogno che si faccia pubblicità della sua assoluzione, da questa vicenda ha avuto tanta pubblicità negativa, adesso bisogna che si sappia che è stato assolto per non aver commesso il fatto". RAIMONDI: "Raimondi era preparato, vent'anni erano e vent'anni sono. Adesso abbiamo novanta giorni per le motivazioni poi andremo in appello". Lo ha detto l'avvocato Cavalli che difende Salvatore Raimondi, condannato a 20 anni per il sequestro e l'omicidio di Tommaso Onofri. "Sono convinto che l'appello ci darà ragione - ha aggiunto l'avvocato - non chiediamo la luna. Chiediamo il riconoscimento delle attenuanti per la collaborazione che a nostro giudizio sono doverose". NON HO PAROLE .... allucinante |
Per conoscere le origini di Mozia bisogna risalire all'VIII secolo a.C., quando un gruppo di fenici, provenienti da Tiro, fondarono una colonia nell'isoletta dello Stagnone e la chiamarono appunto Mozia
Questa parola lingua semitica significa "filanda". Sull'isola, infatti, i fenici producevano manufatti tessili che poi commerciavano. Questa attività in poco tempo rese la città florida e rinomata in tutto il mediterraneo.
Per un paio di secoli, la vita dell'isola si svolse serenamente, ma, a partire dal VIsecolo a.C. i Greci di Sicilia cominciarono ad insidiare il dominio commerciale fenicio-punico nel Mediterraneo. Per proteggersi dal pericolo i moziesi fortificarono l'isola con alte mura, torri, robuste porte e accettarono la protezione della flotta cartaginese
Nonostante queste precauzioni, quando nel 397 a.c. il sinistro tiranno di Siracusa attaccò l'isola con 700 navi e più di 100.000 soldati, l'isola venne distrutta ed incendiata e gli abitanti barbaramente trucidati.
Da quel momento Mozia venne dimenticata.
Nel 1101 alcuni monaci eressero qui un convento dedicato al loro Santo protettore: S. Pantaleo. Da qui il nome con il quale l'isola venne per alcuni secoli conosciuta, fin quando Giuseppe Whitaker non la scoprì valorizzandone l'ingente patrimonio storico e archeologico.
Giuseppe Pipla Whitaker, grande appassionato d'archeologia, acquistò l'isola nel 1906 ed iniziò gli scavi. Nel 1927, a conclusione dei lavori, pubblicò un volume intitolato " Mothia, a Phoeniciancolonyin Sicily" nel quale riportava le varie fasi degli scavi ed elencava i numerosi ritrovamenti.
Per seguire da vicino i lavori di scavo fece costruire sull'isola una villa che oggi è sede del museo a lui intitolato
Alla morte di Pipla figlia Delia ereditò Mozia insieme ad un ingente patrimonio.
Oggi l'isola appartiene alla fondazione G. Whitaker che ha sede a Villa Malfitano a Palermo.
Una delle attrazioni principali della splendida isola di Mozia è la statua marmorea di un giovane, comunemente nota come il "Giovanetto di Mozia". Dagli studiosi che ad essa si sono interessati è stata definita come la "statua dei misteri", proprio perché misteriosi sono la sua origine, la sua rappresentazione simbolica, lo stile artistico e il secolo in cui la si possa collocare.
Alla scoperta del giovine di Mozia
Il Misterioso insieme è il fatto che si tratti di un reperto greco rinvenuto in una provincia punica.
Ciò, infatti, ha destato molto stupore negli archeologi almomento del suo ritrovamento, il 31 ottobre 1979.
A prima vista potrebbe sembrare una uriga per via della tunica di garza a piegoline verticali e parallele, stretta alpetto, all'altezza dellosterno, daunafascia. Ma varie sono le ipotesi: sufeta, atleta vincitore e persino dio.
Parecchie difficoltà sono sorte riguardo al secolo e dallo stile artistico del manufatto. Appartiene probabilmente alla fase dell'arte greca che va da l470 al 448 a.C.
IL MUSEO
Il museo, dedicato a Giuseppe Whitaker, ospita i reperti più importanti ritrovati durante gli scavi, oltre al plastico di tutta l'isola
LA VITA NELL'ISOLA OGGI
Ai nostri giorni l'isola è abitata solamente dai guardiani che durante la notte sorvegliano onde evitare saccheggi o vandalismo da parte di persone esterne.
Durante il giorno invece la si può visitare raggiungendola in pochi minuti con un traghetto .
PAESAGGIO & NATURA
Il paesaggio che ci troviamo davanti quando arriviamo è spettacolare perché non ha subito modifiche di alcun genere, infatti le uniche costruzioni contemporanee sono state il museo e poche case attorno ad esso in modo da mantenere il luogo tale e quale a 2500 anni fa. Un sentiero però permette di effettuare il periplo dell'isola e di scoprire i resti della città fenicia percorribile in 1 h e 30 min circa.
Fino al 1971 si poteva raggiungere l'isola anche a bordo di un carretto trainato da un cavallo lungo il tracciato di una strada fenicia che collega l'isola alla terraferma.
Dato che la strada si trova appena sotto il pelo dell'acqua si aveva la strana sensazione che il carretto "camminasse sull'acqua". Era questo il mezzo più comune per il trasporto dell'uva Grillo coltivata sull'isola dal XIX sec, ed utilizzata per la produzione del Marsala. Si giunge in prossimità dell'isola accolti da una profusione di profumi e di colori: la vegetazione, di tipo mediterraneo, è rigogliosissima soprattutto in primavera