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giovedì 6 marzo 2008

Assurdo nel 2000 che ci siano ancora queste cose:

Salerno, tratta neonati: 7 arresti

Avevano pattuito 16mila euro per la vendita di una neonata partorita forse da una nomade rom ad una coppia che voleva adottare un figlio. Ma, al momento della consegna, vicino al campo nomadi di Secondigliano, sono stati arrestati dai carabinieri di Nocera Inferiore (Salerno). A finire in manette con l' accusa di tratta di essere umani, falso ed alterazione di stato civile sono sette persone. Una donna era il capo della banda.

Gli inquirenti ritengono che alla testa dell'organizzazione ci fosse Luigia Giordano, di 53 anni, che risiede nell'agro sarnese-nocerino. Gli altri arrestati nello'operazione "ladri di bambini" sono quattro romeni e due jugoslavi: Djani Jovanovic, 26 anni, nato in Jugoslavia; Susana Radosalevic, 22, anche lei jugoslava, e i cittadini romeni Rodica Mustafà, 27 anni; Santa Constantin, 30; Petrik Constantin, 41; Cristiano Constantin, 32, tutti residenti nel campo nomadi di Secondigliano. Tra le donne potrebbe esservi la madre della piccola Jessica.

Gli arresti sono scattati nelle vicinanze del campo nomadi di Secondigliano, alla periferia nord di Napoli quando stava avvenendo la consegna di una neonata in cambio di ottomila euro, una parte della somma pattuita di 16mila euro.

Ora la bambina che stava per essere venduta si trova ricoverata nel reparto di neonatologia dell'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Il pm Amedeo Sessa ha disposto l'accertamento del Dna degli arrestati per identificare la madre. La piccola, chiamata Jessica dal personale dell'ospedale, ha 20 giorni, un colorito di pelle scuro e capelli nerissimi. Sicuramente - ha detto il procuratore Domenico Romano - non sarà restituita ai genitori che l'hanno venduta.

I carabinieri proseguono tuttavia le indagini perché sospettano che non si sia trattato un caso isolato. Un'altra coppia pare fosse in attesa di ricevere da Luigia Giordano una neonata, che era stata presentata come gemella di Jessica.

Tra le prove raccolte dagli inquirenti c'è anche una specie di "ricevuta", cioè una scrittura privata firmata da Luigia Giordano a una coppia di coniugi del Beneventano nella quale si dà atto del versamento della cifra di 28mila euro per la consegna della piccola Jessica e di una sua presunta gemella - chiamata Giusi dagli investigatori - destinata ad una coppia di Pistoia. I mariti delle due coppie che si erano rivolte alla Giordano sono cognati.

Gli investigatori della Procura di Nocera Inferiore presumono che questi neonati venduti dall'organizzazione siano figli di nomadi rom e slavi, ma non escludono che nella tratta siano coinvolti bambini scomparsi.

Fonte

Quando va bene, i bambini vengono adottati illegalmente…

Quando va male, i bambini entrano nel mercato pedopornografico, già a pochi mesi…

Dei bambini, "non si butta via niente",

E' il nuovo business degli anni 2000…

Il Comitato Troviamo i Bambini

sabato 12 gennaio 2008

banca dati contro la pedofilia


Protocollo d'intesa


Nasce la banca dati contro la pedofilia


L'Italia presto avrà una banca dati in cui confluiranno tutte le informazioni sul fenomeno della pedofilia nel nostro territorio. I protocolli d'intesa per la creazione di questo nuovo strumento sono stati firmati ieri dai Ministri per la Famiglia, dell'Interno, della Giustizia e per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione.


Fonte


Protocollo d'Intesa
Quindi significa che in data 21 dicembre 2007 i Ministri:

On. Rosy Bindi, On. Giuliano Amato, On. Luigi Nicolais


Hanno preso "la giusta posizione" contro questo cancro sociale…


Questo Comitato chiede ai Signori Ministri, di integrare il Protocollo con:


1. L'inserimento delle foto dei pedofili che dovranno essere a disposizione dei cittadini che motivando la richiesta, potranno avere libero accesso alla banca dati.


2. Di informare gli abitanti della zona in cui risiede un pedofilo (anche al momento del rilascio) con uno "Stato di Allerta", per potersi difendere.


3. Di inserire obbligatoriamente per coloro che affittano appartamenti, camere e quant'altro una certificazione rilasciata dalla Questura (o ufficio preposto) dove risulti se il richiedente abbia o meno precedenti pedofili. In caso positivo, vi deve essere TASSATIVAMENTE l'informazione "al vicinato".


4. Di inserire obbligatoriamente per coloro che "fanno richiesta di lavoro" a contatto con l'infanzia , una certificazione rilasciata dalla questura (o ufficio preposto) dove si dichiari che il soggetto richiedente: NON ABBIA MAI AVUTO PRECEDENTI NELL'AMBITO PEDOFILO, in caso contrario di INIBIRNE TASSATIVAMENTE l'assunzione, pena da parte di coloro che li assumono il Concorso in reato.


5. Di contemplare nella legge: Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, ANCHE LA FIGURA DEL PEDOFILO.


6. Di inserire nella banca dati anche le persone della Chiesa (Preti e Suore).


7. Di attivarsi perchè questa banca dati diventi A CARATTERE EUROPEO, dove ogni Stato membro abbia la stessa banca dati IN RETE con tutti gli Stati.


Pretendiamo oltre "che tener visionato" il fenomeno


ANCHE di poterci difendere !




Scriviamo tutti assieme ai Ministri:

CLICCA QUI PER MANDARE UNA MAIL

Se non utlizzi outlook questi gli indirizzi a cui mandare una mail: info@scelgorosy.it, bindi_r@camera.it, amato_gln@camera.it, redazioneweb@funzionepubblica.it, info@troviamoibambini.it

Diffondete a tappeto !


Chiediamo a TUTTA LA STAMPA ITALIANA di lottare con noi, nel diffondere questa richiesta !




Tutti assieme per i nostri bambini.


Grazie.




IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
www.troviamoibambini.it

domenica 9 dicembre 2007

Se Uccidi… Diventi un Testimonials ?

Se Uccidi… Diventi un Testimonials ?

Firenze, 18 novembre 2007 - Spero solo di aver letto male o che la notizia che tanto mi ha colpito, pubblicata da Libero, sia stata, come si dice in gergo, un po' forzata. Comunque se le cose stanno come ce le hanno raccontate la situazione è questa: Marco Ahmetovic, il giovane rom che ubriaco fradicio alla guida del suo furgone uccise nell'aprile scorso quattro ragazzi nelle Marche, sarebbe diventato testimonial di una marca di jeans e starebbe per diventarlo di un'altra di occhiali.

Lui, condannato in primo grado a sei anni e mezzo di reclusione per omicidio colposo, sta scontando la pena agli arresti domiciliari (e a spese nostre) in un residence di San Benedetto del Tronto (appartamento con terrazza vista mare). Fra un'abbronzatura e l'altra avrebbe trovato il tempo di incontrare un manager, ditte pronte ad investire a suon di migliaia di euro sulla sua specchiata personalità, e starebbe anche scrivendo un libro dal titolo 'Anch'io sono un essere umano'. Insomma, una vera e propria piccola star in divenire.

Questi sono solo gli inizi. Robetta, i 'rom jeans' o i 'rom glasses'. Poi arriveranno (se un giudice di manica larga concederà di uscire da quel noioso residence per qualche ora) i primi servizi fotografici, le serate in discoteca, qualche comparsata in tv locali, poi le riviste di gossip, e finalmente il grande salto: la tv nazionale. Prima qualche programmino a notte fonda, poi via via in un crescendo senza limiti, i programmi del pomeriggio e poi, se tutto va come deve andare, i talk show di seconda serata. Il massimo del successo. Se poi dovesse arrivare anche il cinema… No, non mettiamo limiti alla provvidenza che quella sera gli ha fatto investire e uccidere quei quattro poveri ragazzi.

Lui nel noioso residence a firmare contratti da testimonial, loro in quella noia senza fine chiamata bara, un paio di metri sotto terra. Ma certo bisogna capire e perdonare, come ci ha insegnato lo Stato da alcuni anni. Sopportare e andare avanti. E dare dei begli insegnamenti ai figli che, poveretti, chiedono spesso cosa faranno da grandi.

E tu lì a cercare risposte adatte ai tempi. Allora, se sei donna, per trovarti benino nella vita, non importa studiare. L'importante è tentare almeno di diventare velina. Qualche concorsino da miss, qualche fotografo 'giusto', qualche scandaletto tanto per apparire, e poi su su. Ricordandosi di 'essere sempre gentile'. Il massimo della disponibilità potrebbe essere concesso se non proprio a un ministro, al portavoce o al segretario dello stesso. O addiruttura alla guardia del corpo. Se invece sei maschio le cose sono un po' più in salita.

La via più breve per la celebrità, se uno è ragazzo, è far fuori i nonni perché ti hanno rifiutato la pensione per un po' di sana coca (una scusa del genere fa sempre effetto) vivisezionarli e mettere tutto su YouTube. Un successone. Se sei invece un po' più grandino la cosa è più complicata di questi tempi. Comunque il consiglio migliore è sempre quello di mettersi a fare il terrorista: basta un agente ammazzato così tanto per fare, un po' di molotov da tirare contro qualche caserma, dichiararsi prigioniero politico e poi pentirsi. Dopo pochi anni di galera, lo Stato ti riconoscerà tutti i diritti e ti ricompenserà per tutto quello che hai fatto.

Non so con che occhi guardiate voi questa società: con gli occhi di sinistra, di centro, di destra, con gli occhi di Diliberto che vuol portare in Italia la mummia di Lenin o con quelli di Storace che forse pensa ancora al Duce. Una cosa è certa: spero che concordiate che questa società così come si presenta è davvero malata. E che ha bisogno urgente di cure. Ma continuo a sperare di aver letto male la notizia che riguarda il signor Marco Ahmetovic, rom con quattro giovani vite sulla coscienza.

Fonte


Eccolo qui Alessio Sundas in tutto il suo splendore…

Il Signor Alessio Sundas, manager del ragazzino in questione dichiara che: "(…) Ho investito soldi per questo con un'equipe di nove tra produttori e grafici che hanno studiato e creato i prodotti oggi ambitissimi da aziende di gran nome". E ancora: "Insomma, non mi fermo, il meccanismo economico che si è creato ora non può bloccarsi"…

Non è interessato il Signor Alessio al messaggio sbagliato che sta trasmettendo ai nostri ragazzi ?

Evidentemente no, al Sundas piacciono molto gli Euri…

"Ravanando" in internet, che troviamo dal sito di

MI MANDA RAI 3 ?

Il mondo della moda e dello spettacolo può coinvolgere giovani e giovanissimi. Spesso sono però i genitori a credere in questo sogno per i propri figli. Quello che però non si immaginano è che bisogna stare davvero molto attenti a chi ci si rivolge, altrimenti si rischia, non solo di spendere inutilmente il proprio denaro, ma di non sapere nemmeno dove vanno a finire le fotografie del proprio bambino.

È questa la disavventura capitata ad alcuni genitori che, intervenuti a Mi Manda RaiTre, hanno raccontato di essere stati attratti dal mondo dello spettacolo, con la prospettiva di poter far partecipare i loro figli a casting per pubblicità e fiction televisive, e di avere per questo cercato un'agenzia che potesse aiutarli a realizzare questo loro desiderio.

Navigando su internet, sono tutti incappati nella "Alessio Sundas Management", un'agenzia di moda il cui titolare, Alessio Sundas appunto, prometteva grandi prospettive e contratti di lavoro immediati per i piccoli modelli. Promesse però mai mantenute
nonostante le cifre, a volte considerevoli, che alcuni genitori avevano investito nel progetto.

Alessio Sundas, intervenuto in diretta durante la trasmissione, non ha saputo spiegare che fine avessero fatto tutti i soldi versati dagli ignari genitori. Nonostante infatti abbia continuato sempre a sostenere di aver utilizzato quel denaro per confezionare i book fotografici dei bimbi, non c'è alcuna prova tangibile che li abbia veramente realizzati, nè tantomeno che li abbia inviati, come da lui sostenuto, ad agenzie di moda.

Anna Bartolini, intervenuta sul caso in questione, ha consigliato a chi fosse incappato in una situazione di questo tipo di rivolgersi immediatamente ad un legale per cercare di recuperare il maltolto.

Fonte

Volete esprimere il Vostro indice di gradimento al Signor Sundas…

Via telefono ? Tel 06 54832824

Via Fax ? Fax 0654834000

 
 

Via e mail ? Clicca qui

 
 

Allora fatelo !

Perchè tutto sto schifo finisca !

 
 

Grazie a tutti.

IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI

domenica 28 ottobre 2007

Finalmente una Bella Notizia

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Con le lacrime agli occhi siamo felicissimi di informare tutti che Ruben Bianchi è stato ritrovato in Mozambico…

Il nostro prossimo articolo doveva essere destinato a Ruben, con una lettera del papà e un video con la sua voce, ve lo riportiamo di seguito:

Riportiamo a casa Ruben Bianchi

Dall'agosto del 2004 mio figlio Ruben Bianchi, nato nell'anno 1999, è tenuto nascosto e nella illegalità. Di lui ignoro completamente tutto, compreso il suo stato di salute e le sue condizioni di vita. Tra di noi non è permesso alcun contatto, diretto o indiretto. L'unica cosa certa che conosco del mio amore è che é privato di alcuni suoi più importanti ed elementari diritti tra cui quello di avere un padre. Inoltre che deve vivere da vari anni insieme ad una donna purtroppo ricercata dalla polizia in tutto il mondo. Io sono disperato. Questo video è stato realizzato grazie al grande aiuto del Comitato "Troviamo i bambini", che ringrazio infinitamente: è destinato principalmente a lui, al mio bambino, direttamente o attraverso tutti coloro che potranno eventualmente a lui divulgarlo. Non avendo altri mezzi a mia disposizione, chiedo con tutto il mio cuore di genitore straziato dal dolore che chiunque abbia la possibilità di contattare la mia creatura, gli faccia in questo modo sapere che non l'ho dimenticato neppure per un istante, che lo amo, che lo cerco disperatamente e che mi manca moltissimo. Spero anche che le Autorità preposte a far rispettare la legge ma soprattutto coloro che - in particolare in Svizzera - stanno rendendo possibile questa assurda situazione di latitanza che coinvolge un innocente ed indifeso minore, siano in questo modo sensibilizzate a ricordare alla madre di mio figlio che Ruben ha anche un padre.

Stefano Bianchi
Papà di Ruben

domenica 23 settembre 2007

Una vergogna... non tocchiamo i bambini

Una storia di slavi, scritte sull'asfalto e intercettazioni telefoniche.
Chi è il mandante dell'omicidio di Tommaso Onofri e perchè?
 
tommaso.jpg2 Marzo 2006 ore 21.00 Parma
Una famiglia come tante nella campagna Parmense, mamma, papà due bambini, uno di 8 anni Sebastiano ed uno più sfortunato Tommaso Onofri di 18 mesi…
La famiglia sta cenando, nella loro abitazione irrompono due sconosciuti, legano il padre Paolo Onofri di 46 anni, la mamma, Sebastiano e rapiscono il piccolo Tommy gravemente malato di epilessia. Paolo Onofri riesce a liberarsi ed a lanciare l'allarme, del piccolo nessuna traccia…
Il caso del piccolo Tommy commuove il Paese e provoca una vasta ondata di indignazione per il rapimento. Il 7 marzo 2006 la magistratura che segue il caso del piccolo rapito chiede tre giorni di silenzio stampa, mentre si apprende che presso gli uffici della Procura della Repubblica di Parma vengono ascoltati alcuni operai che qualche tempo prima avevano prestato la propria opera per lavori di ristrutturazione svolti presso la casa degli Onofri.
Il 10 marzo 2006 si apprende che a seguito di una perquisizione da parte delle forze dell'ordine presso un locale adibito a magazzino e di proprietà di Paolo Onofri, viene rinvenuto nel computer dello stesso Onofri, materiale pedopornografico. (Successivamente si apprenderà che patteggierà 6 mesi con la condizionale per possesso del "materiale", del quale non si è mai appreso il perchè venisse "conservato" dal Signor Onofri…) Paolo Onofri viene iscritto nel Registro degli indagati…
Tutta l'Italia è sconvolta da tanta violenza, dalle carceri italiane i detenuti lanciano un messaggio ai rapitori di Tommy: "Rilasciatelo…"
Le ricerche da parte degli inquirenti continuano verso ogni forma di "possibile indizio", ma del bambino nessuna traccia.
Il 26 marzo 2006, a breve distanza dall'abitazione degli Onofri, viene rinvenuta, tracciata a vernice bianca sull'asfalto la frase "Ne hai abbastanza?", che viene interpretata come un possibile messaggio dei rapitori (Ma a chi era indirizzato il messaggio e perchè ?).
Il 28 marzo 2006 vengono individuati i potenziali rapitori, un gruppo di persone, fra le quali una donna, grazie ad un impronta lasciata sul nastro adesivo utilizzato nel momento dell'irruzione per immobilizzare gli Onofri. L'impronta risulterà essere di un muratore di origini siciliane Salvatore Raimondi , "amico" di Mario Alessi di 44 anni , che partecipò ai lavori di ristrutturazione nell'abitazione della famiglia Onofri. Il "Signor" Alessi è un pluripregiudicato imputato dei reati di sequestro di persona, violenza carnale , rapina e minacce, per i quali reati vengono richiesti 9 anni, ne vengono invece comminati 6, di cui sconterà SOLI 6 MESI.
Per meglio capire l'assurdo della legislazione italiana che verte maggiormente a condannare reati che vanno a colpire "il portafoglio" vorremmo aprire una parentesi, che ci permettiamo di aprire, perchè la stessa Associazione "Tommy nel cuore" la sottolinea:
(…) Non è più pensabile infatti di tollerare una situazione di stravaganza tale per la quale un Pubblico Ministero in Sicilia abbia potuto richiedere solo 9 anni di reclusione (dei quali solo 6 comminati,e dei quali solo 6 mesi scontati) per il Sig. ALESSI imputato dei reati di sequestro di persona, violenza carnale, rapina, e minacce, mentre in Lombardia un altro Pubblico Ministero abbia invece richiesto per la figlia di VANNA MARCHI (che pure, presumibilmente, non è uno stinco di santa, essendo accusata di essere una volgare ciarlatana televisiva) ben 13 anni di reclusione per i reati di truffa e minaccia! Comunque, supponendo più che probabile che costei abbia imbrogliato migliaia di creduloni non si comprende proprio quale proporzione vi sia fra queste 2 richieste e i 2 diversi reati compiuti! Infatti, atteso che la Marchi sia un'imbrogliona, va indubbiamente punita, ma pensiamo che qualsiasi persona di buon senno considera assurdo chiedere 13 anni di reclusione per una ciarlatana che vendeva creme dimagranti e numeri al lotto attraverso la televisione e chiedere invece 9 anni di reclusione per un sequestratore sadico e immorale che ha violentato la sua vittima, offrendola anche al suo complice, e legando ad un albero il suo fidanzato, dopo averlo rapinato di povere cose, perché assistesse impotente e umiliato alla doppia violenza inferta alla sua compagna ? (…)
Il 29 marzo 2006 si apprende che, nel frattempo, le indagini sono state estese a San Biagio Platani (Agrigento), paese d'origine di Mario Alessi e presso il quale vivono i famigliari dell'ex moglie di Paolo Onofri, Francesca Traina, il cui compagno risulta incarcerato per omicidio.
tommaso_onofri01.jpg1 aprile 2006 gli inquirenti dopo aver ascolatato una quarantina di persone, mette in stato di fermo: MARIO ALESSI, la sua compagna ANTONELLA CONSERVA e SALVATORE RAIMONDI (il pregiudicato cui risulta appartenere l'impronta digitale rinvenuta). Mario Alessi, interrogato per alcune ore, confessa l'omicidio di Tommy, commesso una ventina di minuti dopo il suo rapimento.
Il 2 aprile 2006:"L'hanno ammazzato perchè piangeva, l'hanno ammazzato barbaramente con una badilata sul viso…."
Il cadavere del piccolo Tommaso Onofri e' stato trovato dai vigili del fuoco nei pressi del torrente Enza, tra Parma e Reggio Emilia, ad una ventina di metri dal corso d' acqua e non lontano dal tranquillo paesino di Casalbaroncolo. Secondo le prime indiscrezioni, il corpicino del piccolo e' stato ritrovato sepolto sotto una trentina di centimetri di terra ed indosso aveva ancora il pigiamino turchese che indossava al momento del sequestro..
Ricordiamo che il bimbo era stato rapito il 2 marzo scorso, appunto a Casalbaroncolo, vicino Parma. E a quanto pare, stando alle prime confessioni di Salvatore Raimondi e Mario Alessi, i due individui che la sera del 2 marzo entrarono in casa della famiglia Onofri e sequestrarono Tommaso, il piccolo sarebbe stato barbaramente ammazzato praticamente subito dopo il sequestro. E la motivazione dell'uccisone è appunto quella del pianto : "L'abbiamo ucciso perchè piangeva", hanno dichiarato! Una giustificazione tanto semplice quanto terrificante. E pensare che fino all'ultimo, l'Alessi aveva negato tutto, dichiarando di amare i bambini fino a quel patetico appello ai fantomatici rapitori ! (Ricordiamo tutti l'intervista al "Signor" Alessi assieme alla compagna Conserva, dove teneramente si tenevano la mano, dichiarandosi innocenti ed offesi dalle accuse che li vedeva coinvolti nel rapimento…)
3 aprile 2006 Indagato per favoreggiamento nell'inchiesta sull'omicidio del piccolo Tommaso Onofri il capomastro che lavoro' alla ristrutturazione della villa di Casalbaroncolo. Si tratta di Pasquale Giuseppe Barbera, originario di Pantelleria ma residente a Parma da molti anni. La conferma arriva da fonti investigative. Intanto alle 12 sara' eseguita l'autopsia sul corpo del bambino.
4 aprile 2006 Il medico legale Masotti che ha eseguito l'autopsia: «Il bambino può essere stato ucciso un mese fa» «È un corpo macerato» sono state le prime parole, dette a bassa voce, del professor Guglielmo Masotti, direttore dell'Istituto di Medicina legale di Parma, che ha eseguito l'autopsia sul piccolo Tommaso Onofri. L'esame, durato cinque ore, è stato filmato dagli agenti della polizia scientifica della Direzione Centrale anticrimine. «Un corpicino che è stato un mese nella terra bagnata e umida. È quindi un corpo macerato»
6 aprile 2006 Paolo Onofri sa chi è il mandante del rapimento del piccolo Tommy.
(leggete attentamente…)
''E' una persona che conosco da più di dieci anni - ha continuato Onofri con il settimanale ( Panorama) - Mi ha fatto molto male e io ne ho fatto a lui. Gli ho pestato i calli spesso. E' stato sotto inchiesta molte volte e ne è uscito sempre pulito, ma io gli ho tenuto il fiato sul collo. Sono convinto che sia lui ad avermela fatta pagare''.
''Il presunto mandante avrebbe conosciuto Onofri alle Poste e al sindacato'', scrive 'Panorama'. ''Ci sono persone che non distinguono tra sindacato e lavoro - ha detto Onofri - A volte confondono i ruoli e vanno richiamati all'ordine. Se i fatti mi daranno ragione scoppierà un bel casino''.
tommy3.jpg7 aprile 2006 Lucia Musti, pm della Dda bolognese, che indaga sull' omicidio di Tommaso Onofri ha spiegato in un' intervista al Gr Rai: " A noi non risulta il pianto del bambino, né l'uccisione del bambino perché piangeva". "Il punto è un altro che il bambino è stato ucciso sicuramente poco dopo essere stato sequestrato. Non sappiamo bene quando, sappiamo che il bambino è morto praticamente subito".
E poi sul movente del delitto ha aggiunto che "é evidente che sarebbe importante sapere perché il bambino è stato ucciso. Potrebbe essere un momento, un input omicidiario, ovvero potrebbero esserci degli altri motivi che non conosciamo e per i quali stiamo lavorando". In merito all'ipotesi - avanzata dal giornalista - di altri possibili moventi oltre all' estorsione nei confronti di Onofri, il magistrato ha risposto che si tratta di "un fronte sul quale si continua a lavorare, come molti altri aspetti che sono ancora da chiarire".
8 aprile 2006 si sono tenuti i funerali di Tommy. E' stato proclamato il lutto cittadino, e il Comune di Parma ha deciso di costituirsi parte civile contro gli assassini. I detenuti li vorrebbero ammazzare con le loro mani, li hanno invitati a «uccidersi da soli». Alessi, dall'isolamento («E' stordito, ha rimosso tutto», flauta l'avvocato di fiducia, la bionda Ferraboschi, già pronta a chiedere una perizia psichiatrica che potrebbe evitargli il carcere, ha fatto sapere di volersene andare via, in una cella più sicura. Idem Raimondi, molto più terrorizzato dai compagni di pena che dai magistrati.
Secondo la versione fornita da Alessi, inoltre, i rapitori avrebbero dovuto rapire anche la madre di Tommaso.
13 aprile 2006 Passa da una telefonata intercettata alle 13.20 del 4 marzo scorso, 48 ore dopo il rapimento, l'ipotesi che il papà del piccolo Tommy, avesse "paura" che il sequestro potesse essere una vendetta contro di lui. "Tu non hai fatto il mio nome, me lo giuri sui tuoi figli?" chiese Paolo Onofri. Risposta di Giuseppe Barbera, capomastro dei lavori di ristrutturazione a casa Onofri: "Paolo,secondo te? Era una cosa tra me e te e basta".
Una vendetta per quell'affare "non proprio pulito" cui lavoravano Barbera e Mario Alessi, manovale ora in carcere con l'accusa di sequestro e omicidio, e del quale Onofri giura di non aver mai saputo nulla. La telefonata, pur fra diverse ritrattazioni, viene interpretata comunque così da Barbera, durante l'interrogatorio del 7 marzo davanti al Procuratore aggiunto e coordinatore della Dda di Bologna Silverio Piro e al Pm di Parma Pietro Errede: "Paolo aveva paura che laddove io avessi fatto il suo nome con gli slavi, loro avrebbero potuto rifarsi contro di lui sequestrando il bambino".
tommi4.jpg14 aprile 2006 Tommaso sarebbe morto strangolato e non a badilate, come avvallato in precedenza. In base ai primi elementi emersi dall'autopsia, che sarà ufficializzata nelle prossime 24 ore, la causa del decesso sarebbe una profonda lesione al collo. I colpi alla testa sarebbero stati inferti sul corpo già senza vita. L'ipotesi sarebbe compatibile con la versione fornita da Salvatore Raimondi, l'operaio arrestato per l'omicidio.
In un secondo momento, venne colpito al capo: a calci o con un attrezzo corto e pesante dai bordi acuminati. Non si esclude che possa essere stato proprio un badile, come si era detto nei giorni scorsi. Ma il piccolo aveva smesso di soffrire: dai primi esami autoptici, era già morto.
Il 19 luglio 2006 Spunta un testiomone chiave che potrebbe svelare importanti novità nell'omicidio del piccolo Tommaso Onofri. Un parmigiano di mezza età (gli inquirenti non hanno svelato le sue generalità) che avrebbe incrociato i due assassini (Alessi e Raimondi) a bordo di uno scooter in via del Traglione, la sera del 2 marzo. "Ho visto due persone a bordo di uno scooter - ha raccontato l'uomo agli investigatori -. Era proprio la sera del 2 marzo". L'uomo stava ritornando a casa intorno a mezzanotte, ma non è stato in grado di dire se insieme ai due rapitori vi fosse anche il piccolo Tommy. Il superstestimone si è rivolto alla polizia subito dopo il ritrovamento del corpo senza vita del bambino, ma la notizia è trapelata solo in queste ultime ore.
Il 22 settembre 2007 dopo 10 ore di camera di consiglio, la linea tenuta dai giudici va ad escludere l'ammissione di quei testi che, secondo l'avvocato di Alessi, avrebbero potuto inquadrare alcuni rapporti di Paolo Onofri nell'ambito di un possibile movente del rapimento che avrebbe riguardato una vendetta nel giro della pedopornografia.
Paolo Onofri: «Non lo rapirono per avere i soldi»
Aveva diciotto mesi Tommaso Onofri quando fu rapito e poi massacrato a colpi di pala. Dopo un anno e mezzo si cerca ancora di capire perché. Troppo vaghe e troppo assurde («L'abbiamo ammazzato perché piangeva») le spiegazioni date in quei giorni. Balle. Da oggi, tocca ai giudici cercare il vero movente: si apre il processo in Corte d'Assise a Parma.
Fonti: La Stampa - Il Corriere della Sera - La Repubblica - Il Tempo - Delitti imperfetti
In un tempo molto lontano, i bambini e le donne erano intoccabili…
Oggi sono i soggetti "migliori" sui quali riversare violenze e vendette.
E' questo il futuro che ci aspetta ?
IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI

mercoledì 18 luglio 2007

La giustizia .... mah!!!

TOMMASO ONOFRI: 20 ANNI A RAIMONDI, ASSOLTO BARBERA
BOLOGNA - Il giudice di Bologna Rita Zaccariello ha condannato a una pena di 20 anni Salvatore Raimondi e ha assolto Pasquale Barbera, accusati del sequestro di Tommaso Onofri rapito e ucciso a Casalbarancolo (Parma) il 2 marzo 2006.

Barbera e Raimondi erano accusati di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, con morte come conseguenza non voluta della persona sequestrata. Raimondi era accusato anche della detenzione del coltello utilizzato per il sequestro materialmente portato a termine con Mario Alessi. Il ruolo di Barbera, 33 anni e capomastro amico del padre di Tommy, per l'accusa era quello di informatore della situazione della famiglia del bimbo; era accusato anche di avere rubato il cane Tody dalla casa degli Onofri ed era l'unico degli indagati a piede libero. Per Raimondi l'accusa aveva chiesto una condanna a 20 anni e due mesi senza attenuanti, per Barbera a 13 anni, riconoscendo le attenuanti ma chiedendo l'applicazione di una misura di custodia. Le difese avevano chiesto rispettivamente il riconoscimento delle attenuanti generiche e per la collaborazione (per Raimondi) e l'assoluzione per non avere commesso il fatto (per Barbera).

PAOLO ONOFRI: "Ci rimettiamo a giustizia". Queste le prime parole di Paolo Onofri, il papa' di Tommy, all'uscita dalla Procura subito dopo la sentenza. Il verdetto la soddisfa? hanno chiesto i cronisti. "Questo é", è stata la risposta. Vi aspettavate cose diverse? hanno incalzato ancora i giornalisti. "No - ha detto Onofri - ora vedremo andando avanti". Ad una ulteriore domanda sull'assoluzione di Barbera il papà di Tommy si è limitato a dire: "Così il giudice ha deciso". Paolo Onofri ha preferito non stare in aula. "Non riesco a risentire tutto da capo", ha spiegato. Onofri poi è salito in sella alla sua moto per fare rientro a Parma.

BARBERA: E' uscito in lacrime dal Palazzo di giustizia di Bologna Pasquale Giuseppe Barbera assolto per non avere commesso il fatto dall'accusa di aver rapito e ucciso Tommaso Onofri. "Sì mi hanno assolto.... - ha detto piangendo - è la fine di un incubo". L'avvocato che lo difende, Alessandro Conti, ha parlato di sentenza giusta che riabilita il suo assistito. "Gli indizi non erano sufficienti e l'avevo previsto - ha spiegato - sono sempre stato convinto dell'innocenza del mio assistito. Finalmente una verità giudiziaria è stata detta. Adesso vedremo le motivazioni della sentenza, ma sono soddisfatto. Se si appellano ci ripresenteremo convinti delle nostre ragioni. Barbera ha bisogno che si faccia pubblicità della sua assoluzione, da questa vicenda ha avuto tanta pubblicità negativa, adesso bisogna che si sappia che è stato assolto per non aver commesso il fatto".

RAIMONDI: "Raimondi era preparato, vent'anni erano e vent'anni sono. Adesso abbiamo novanta giorni per le motivazioni poi andremo in appello". Lo ha detto l'avvocato Cavalli che difende Salvatore Raimondi, condannato a 20 anni per il sequestro e l'omicidio di Tommaso Onofri. "Sono convinto che l'appello ci darà ragione - ha aggiunto l'avvocato - non chiediamo la luna. Chiediamo il riconoscimento delle attenuanti per la collaborazione che a nostro giudizio sono doverose".
 
NON HO PAROLE .... allucinante