
Se vuoi diventare Donatore di Sangue
PRELIEVO IDONEITA'
DOMENICA 15 GIUGNO 2008
Presso l'Oratorio di Bertesinella
Dalle ore 8.30 alle 11.00
Ti Aspettiamo!!!
Il nome del Blog nasce da una canzone dei Nomadi che è il mio gruppo preferito

Se vuoi diventare Donatore di Sangue
PRELIEVO IDONEITA'
DOMENICA 15 GIUGNO 2008
Presso l'Oratorio di Bertesinella
Dalle ore 8.30 alle 11.00
Ti Aspettiamo!!!
Domenica 8 giugno a partire dalle ore 15.00 in Piazza Marconi a Montecchio Maggiore sarà allestita la "Città dell'Antimafia", stand di tutte le associazioni aderenti con presentazioni ed iniziative di autopromozione. L'organizzazione logistica e contenutistica della manifestazione di domenica è stata affidata alla Cooperativa Piano Infinito: «Il tema attorno al quale sarà allestita la cittadella della legalità è quello della legalità e dell'accettazione della differenza- sottolinea il presidente Pino Strano- le associazioni partecipanti si proporranno per farsi conoscere mediante iniziative da esse stesse curate. Il tutto all'interno dell'allestimento di una vera e propria cittadina, i cui vicoli e strade ricorderanno le persone e gli eventi legati alla storia della mafia nel nostro Paese.»
A tutti i partecipanti sarà donato un oggetto-ricordo della manifestazione: una borsa con il logo "condividere", simbolo del principio guida delle associazioni.
Sarà presente anche la bancarella della Prometeo dedita alla lotta contro la pedofilia e tutela dell'infanzia.

1900-2000 storia di un secolo
"LA FRAGLIA" - Vicenza
Sabato 3 Maggio 2008, ore 20:30 - Ingresso libero Per tutti
Il secolo scorso è stato un secolo di guerre, di invenzioni, di conquiste, di grande progresso. Abbiamo cercato di percorrerlo mostrando alcuni momenti tristi che ricordano le guerre, ed altri più allegri e spensierati che rivivono il quotidiano.
E chi meglio di una famiglia, che da sempre rappresenta la nostra società, poteva fare questo percorso, una famiglia che nel bene e nel male affronta la vita con coraggio e anche spensieratezza?
« Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. »
(Cesare Pavese, da La terra e la morte 9 novembre 1945)
Nel corso della seconda guerra mondiale, la Resistenza italiana (chiamata anche Resistenza partigiana o più semplicemente Resistenza) sorse dall'impegno comune delle ricostituite forze armate del Regno del Sud, di liberi individui, partiti e movimenti che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la conseguente invasione dell'Italia da parte della Germania nazista, si opposero - militarmente o anche solo politicamente - agli occupanti e alla Repubblica Sociale Italiana, fondata da Benito Mussolini sul territorio controllato dalle truppe germaniche.
Il movimento resistenziale - inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazista - fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici). I partiti animatori della Resistenza, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.
La Resistenza costituisce il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica italiana. Infatti, l'Assemblea costituente, eletta il 2 Giugno 1946 contestualmente allo svolgimento del referendum istituzionale, fu in massima parte composta da esponenti dei partiti del CLN (PCI, PSIUP, DC) che, in tale veste, elaborarono la Costituzione, ispirata ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo. « Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)
LA STORIA NON SI CANCELLA
25 aprile: cosa c'è da revisionare?
di Andrea Camilleri
Un senatore, persona assai vicina al presidente Berlusconi, poco prima del voto, ha dichiarato che si sarebbe adoperato perché, nei libri di storia, almeno in quelli a uso scolastico, il «mito» del 25 aprile, cioè della Liberazione, venisse opportunamente ridimensionato.
Non è il primo e, certamente, non sarà l'ultimo a manifestare questo proposito. Che equivale, esattamente, a voler ridimensionare il Risorgimento. Il Risorgimento non è un mito, ma un fatto, come lo sono la Resistenza e la Liberazione.
Gli eventi storici che portarono alla Resistenza sono così semplici da essere assolutamente incontrovertibili, non possono essere né revisionati (la Storia non è un'automobile alla quale rilasciare tagliandi di validità a scadenze stabilite) né ridimensionati. Dopo l'ignominiosa fuga del re e di Badoglio da Roma, gli italiani e le forze armate italiane furono abbandonate a se stesse e il nostro paese venne militarmente occupato dai soldati di Hitler. Allora furono in molti a ribellarsi a questa occupazione diventando partigiani, combattenti per liberare la Patria dallo straniero.
Si trovarono fianco a fianco comunisti, socialisti, cattolici, liberali, uomini del partito d'azione, ufficiali dell'esercito, graduati, soldati, senza partito, reduci dai vari fronti.
Fu un movimento del tutto spontaneo e popolare. Solo dopo, solo quando il fantoccio Mussolini creò la Repubblica di Salò, la guerra di Liberazione divenne anche lotta contro i repubblichini che avevano così entusiasticamente affiancato i nazisti, autori d'innumerevoli stragi contro la popolazione inerme.
Non si trattò di una guerra civile, come affermano alcuni storici, e se lo fu in parte questo avvenne come conseguenza dell'intervento dei fascisti. I partigiani hanno segnato una pagina gloriosa della nostra storia. Hanno permesso che l'Italia si riscattasse dalle colpe del fascismo, prime tra tutte le leggi razziali, e riacquistasse la sua dignità di nazione. Hanno fatto sì che nascesse uno Stato democratico, hanno fatto sì che si potesse scrivere una Costituzione alla stesura della quale hanno contribuito tutti i rappresentanti delle diverse volontà popolari.
Hanno fatto rinascere l'Italia. Che c'è da revisionare?
Testo scritto per la rivista «Il Salvagente»
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati - Bertold Brecht -
Per la memoria di Hiroshima e Nagasaki
"Siamo qui per invitare il Sindaco Hullweck, e tutti gli altri Amministratori della città di Vicenza che ci hanno vietato l'uso di Piazza Matteotti, a partecipare alle iniziative che abbiamo programmato per ricordare Hiroshima e Nagasaki. Per due motivi. Primo: la lotta contro l'atomica è un obiettivo comune dell'umanità. Secondo: chiediamo che vengano a verificare i contenuti e il metodo delle azioni per le quali abbiamo chiesto di usufruire della Piazza. Venga il Sindaco, e solo dopo - non prima dichiari che si tratta di quattro giorni di antiamericanismo."
Questo abbiamo detto nella conferenza stampa, fatta ieri alle 12 in strada, davanti al Comune.
Sono almeno 20 anni che l'associazione Beati i costruttori di pace fa memoria ogni 6 agosto dei 140.000 morti di Hiroshima e - il 9 agosto - dei 70.000 di Nagasaki, per rinnovare l'impegno contro le bombe atomiche, contro le guerre, tutte le guerre. Quest'anno le nostre iniziative cominciano con una veglia di preghiera ecumenica e continuano, ogni sera, con momenti di spettacolo e riflessione su San Francesco, sull'opposizione alle guerre, sulla necessità della nonviolenza, e la proposta di una Legge d'iniziativa popolare per eliminare le bombe atomiche dall'Italia.
Mai ci era successo che l'Amministrazione comunale della città in cui organizzavamo gli eventi ci negasse uno spazio pubblico.
E invece, nel 2007 in Italia, succede anche questo. Il Sindaco Hullweck, insieme al vicesindaco e assessore alla Pubblica Sicurezza Valerio Sorrentino, l'assessore al Turismo Pietro Magaddino, l'assessore allo Sviluppo Economico Ernesto Gallo, la responsabile dell'Ufficio Unesco Lorella Bressanello, la direttrice dei Musei Civici Maria Elisa Avagnina, il direttore del settore Cultura Riccardo Brazzale e il direttore della Mobilità Fausto Zavagnin negano lo spazio pubblico. Almeno così riferisce il Giornale di Vicenza. A noi, però, è arrivato solo un fax firmato da un funzionario, il capo dipartimento Finanza e Sviluppo Economico. In pratica, rispondono alla nostra richiesta di autorizzazione all'uso dello spazio pubblico di Piazza Matteotti spiegando che non si può! Nelle altre piazze della città ci sono i lavori in corso; in Piazza Matteotti devono parcheggiare i pullman dei turisti. E poi: "La città e la cittadinanza stanno attraversando un momento di particolare delicatezza e sensibilità in relazione alle ben note vicende di interesse nazionale a causa delle quali potrebbero scaturire particolari tensioni sociali dagli esiti non prevedibili e pericolosi."
E' proprio per questo "momento di particolare delicatezza" che abbiamo scelto quest'anno Vicenza come luogo per far memoria delle vittime di Hiroshima. E lo abbiamo scritto: "non perché a Vicenza ci siano le bombe atomiche, ma perché Vicenza con la nuova base si configura come il pilastro, e al contempo l'avamposto, delle strategie della guerra preventiva." Sono riflessioni che vogliamo condividere. Da quando in qua, le riflessioni possono portare a "esiti non prevedibili e pericolosi"? Non sarà che il confronto sia ormai vietato? O forse la preghiera è diventata pericolosa!
In questi anni abbiamo attraversato tanti posti di blocco di eserciti in guerra. Con la stessa serenità, ma con la stessa determinazione, da oggi pomeriggio alle 17.30 saremo in Piazza Matteotti, come da programma. Vi aspettiamo.