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martedì 5 agosto 2008

Sorridi alla vita

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Sorridi alla vita
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(rivista il Cenacolo n. 3/99)

Sorridi alla vita che viene e avanza, sempre così ricca di sorprese e di novità.
Sorridi alla poesia che ti canta nel cuore, per spingerti alla ricerca di spazi sconfinati.
Sorridi al tuo oggi, così fresco e pulito, per niente corroso dalla pesantezza del tempo.
Sorridi ai fiori gialli del campo e ai convolvoli rosa, aggrappati alla siepe della strada.
Sorridi al cinguettio dei passeri che saltano di ramo in ramo tra il verde dei pini.
Sorridi ai tentativi che fai per diventare creatura nuova.
Sorridi al sudore di colui che scalpellando trae dalle viscere austere della pietra il volto radioso di un bimbo.
Sorridi al vento che, accarezzandoti, reca in dono il profumo ossigenante dei campi vicini e lontani.
Sorridi al sole, che ancora non si è stancato di offrirti una cascata di luce e di calore.
Sorridi ai bambini che incontri, perché sono il grande motore del futuro.
Sorridi all'anziano dal volto grinzoso, perché ha nel cuore una storia che ti è necessario sapere.
Sorridi alla musica silenziosa delle stelle che, di lassù, guidano la danza dell'universo.
Sorridi anche alla pagina del dolore, perché, quando l'avrai completata, voltandola, ne troverai una tutta bianca e sarà l'inizio di una stagione nuova.

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lunedì 4 agosto 2008

Le tre monete

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Le tre monete
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(Fonte non specificata)

Un giovane, desideroso di entrare a far parte di un monastero, fu interrogato da un anziano che voleva sapere sino a che punto era disposto a lasciare il mondo:
- Se tu avessi tre monete d'oro, le daresti ai poveri?.
- Di tutto cuore, padre.
- E se tu avessi tre monete d'argento?
- Molto volentieri.
- E se tu avessi tre monete di rame?
- No, padre!
- E perché?
- Perché io ho tre monete di rame.

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domenica 3 agosto 2008

La vita è così...

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Succede....
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(Alessandro Pronzato)

La vita è così... Sono cose che capitano. Succede...
Sì.
Succede che io stia bene e quell'altro languisce in un sanatorio. Succede che io rischi l'indigestione e l'indiano muore di fame.
Succede che io tenga il mio bravo conto in banca e il vicino di casa vada a impegnare una coperta al Monte di Pietà.
Succede che io mi preoccupi per scegliere la villeggiatura e la famiglia di fronte si disperi per il pagamento dell'affitto (due camere in otto).
Succede che io vada in ufficio con l'utilitaria - è più maneggevole della coupé; e lo scaricatore si presenti alle 6 di mattino sulla banchina del porto a vedere se qualcuno ha bisogno delle sue braccia.
Succede che i miei figli ricevano per Natale dei doni favolosi e quella bambina sarda scriva: "Caro Gesù Bambino, vorrei una mela...".
Succede.
Succede che io sia un buon cristiano e quegli altri no.
Succede che io faccia l'elemosina e quegli altri la ricevano.
Succede che io abbia (o mi illuda di avere) Cristo senza la Croce, e quegli altri la croce senza il Cristo.
Succede.
Il gioco della vita è bizzarro. "A chi tocca tocca" (purché tocchi sempre agli altri).
Ma ho già i miei fastidi, io! Perché occuparmi di quelli degli altri?
Che c'entro io?
C'entri, eccome! Dal momento che c'entra anche Dio.
Ecco, ora mi sembra sia possibile rispondere a una semplicissima domanda del catechismo: "Dov'è Dio?".
"Dio è all'altro capo della croce".
La mia croce. Proprio questa. E anche quella dell'altro.
Dovunque ci sia una croce, non c'è che da afferrarla con le mie mani. Da un lato qualsiasi. Dall'altro c'è sempre Lui.
D'ora in poi so dove trovarlo.

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sabato 2 agosto 2008

"Credo" che padre Daniele e i suoi fratelli lebbrosi recitavano ogni mattina

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"Credo" che padre Daniele e i suoi fratelli lebbrosi recitavano ogni mattina
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(Servo di Dio padre Daniele da Samarate OFMCap, Missionario Cappuccino in Brasile, Lebbroso)

Io sono figlio di Dio.
Dio abita in me.
Posso essere quello che desidero
perché Dio è il mio aiuto.
Non mi stanco mai
perché Dio è la mia forza.
Non sono mai ammalato e addolorato
perché Dio è la mia salute.
Non mi manca niente
perché Dio è il mio fornitore.
Proprio perché sono figlio di Dio,
sono unito alla Divina Presenza di mio Padre.
Io sono felice in tutto quello che intraprendo
perché il mio sapere e le mie conoscenze
aumentano in me ogni giorno che passa.
Amen.

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venerdì 1 agosto 2008

Il prete

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Il prete
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(M. Pomilio, Il quinto evangelio)

Un prete è sempre un sospetto:
ciascuno pretende di trovarlo conforme ad un ruolo
e di domandargli se è quel che deve e se crede in ciò che dice;

ciascuno lo vuole coerente con l'idea che se ne è fatta
e in continuo contatto con l'assoluto e il sublime;

ciascuno si stupisce per il coraggio di una scelta
che per la sua irreversibilità si è cambiata in un destino.

Ma egli è semplicemente una persona
che accetta di confondersi in una comunità e di spendersi per essa.

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giovedì 31 luglio 2008

Segni per sperare

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Segni per sperare
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(Fonte non specificata)

Il sole, la luna e le stelle...
Primi abbozzi dei nostri disegni di bambini...
Quotidianamente presente
alle realtà della cultura,
segni del giorno e della notte,
direzione da seguire per i naviganti...

Anche ai pastori Dio dà un segno,
e i magi seguono la stella.

A noi,
Gesù domanda di vigilare per cogliere i segni,
di restare svegli e di tenerci pronti.

Ma i segni di Dio
non sono solo quelli del cielo e della terra.
Sono quelli che si trovano
nell'intimo di ogni uomo
e che fanno sì che anche nel cuore della notte,
nelle situazioni
più cupe della disperazione,
bruci un barlume, vacilli una fiamma,
germini la speranza.

A noi esserne gli scopritori,
esserne i testimoni e gli artigiani,
segni di speranza
mai estinta.

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mercoledì 30 luglio 2008

Soltanto un giorno per volta

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Soltanto un giorno per volta
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(Fonte non specificata)

Un uomo anziano, ricoverato in un ospedale con le due braccia ingessate e una gamba in tensione, era pur sempre allegro e scherzoso. "Quanto tempo pensate di dover rimanere ancora così immobilizzato?" Gli fu chiesto.
"Soltanto un giorno per volta", rispose con semplicità.

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martedì 29 luglio 2008

Preghiera della famiglia

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Preghiera della famiglia
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(Fonte non specificata)

Ti preghiamo, Signore, per la nostra famiglia perché ci conosciamo sempre meglio e ci comprendiamo nei nostri desideri e nei nostri limiti.
Fa' che ciascuno di noi senta e viva i bisogni degli altri e a nessuno sfuggano i momenti di stanchezza, di disagio, di preoccupazione dell'altro. Che le nostre discussioni non ci dividano, ma ci uniscano nella ricerca del vero e del bene e ciascuno di noi nel costruire la propria vita non impedisca all'altro di vivere la propria.
Fa', o Signore, che viviamo insieme i momenti di gioia e soprattutto, conosciamo Te e Colui che ci hai mandato, Gesù Cristo in modo che la nostra famiglia non si chiuda in sé stessa, ma sia disponibile ai parenti, aperta agli amici, sensibile ai bisogni dei fratelli.
Fa', o Signore, che ci sentiamo sempre parte viva della Chiesa in cammino e possiamo continuare insieme in Cielo il cammino che insieme abbiamo iniziato sulla terra. Amen.

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domenica 27 luglio 2008

Al termine della strada

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Al termine della strada
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(Joseph Folliet)

Al termine della strada,
non c'è la strada
ma il traguardo.
Al termine della scalata,
non c'è la scalata
ma la sommità.
Al termine della notte,
non c'è la notte
ma l'aurora.
Al termine dell'inverno,
non c'è l'inverno
ma la primavera.
Al termine della disperazione,
non c'è la disperazione
ma la speranza.
Al termine della morte,
non c'è la morte
ma la vita.
Al termine dell'umanità,
non c'è l'uomo
ma l'Uomo-Dio.

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giovedì 24 luglio 2008

Preghiera degli sposi

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Preghiera degli sposi
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(Elisa P.)

Hai chiamato i nostri cuori per nome.
Hai messo i nostri passi sulla stessa strada.
Hai disegnato il nostro cammino fino a te,
ed oggi la tua presenza avvolge in un tenero abbraccio
il nostro amore.
Hai messo un "sì" sulle nostre labbra per annunciare
l'infinita meraviglia del tuo agire.
Adesso da un angolo del cielo
veglia sulla nostra unione,
rafforza quei passi e guidaci su quella strada.
Dacci forza quando l'amore quotidiano perderà il suo entusiasmo.
Parla ai nostri cuori quando il silenzio si farà sentire.
Dacci parole per chi vive nel silenzio.
Dacci gioia per chi vive nel dolore.
Dacci speranza per chi non la conosce.
La nostra casa sia aperta come lo è la tua oggi.
I nostri figli siano il tuo sogno più bello
e noi capaci di realizzarlo come tu vuoi.
Accompagna chi ci ha portato fin qui,
dona loro la certezza che il nostro amore
è parte del loro,
che la nostra gioia è frutto dei loro sacrifici.
Regala al nostro stare insieme,
tutti i giorni che hai stabilito per noi
e quando chiamerai a Te uno di noi,
l'uno possa dire all'altro un altro "sì".

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giovedì 17 luglio 2008

Dio

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Dio
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(Fonte non specificata)

Dio non ha occhi,
ha solo i nostri occhi
per contemplare i ragazzi e da loro farsi riconoscere.
Dio non ha mani,
ha solo le nostre mani
per accarezzarli e far sentire loro il calore della Sua tenerezza
Dio non ha braccia,
ha solo le nostre braccia
per stringerli al petto e far sentire loro il Suo cuore che batte.
Dio non ha labbra,
ha solo le nostre labbra
per baciarli teneramente e far sentire loro
l'infinita dolcezza del Suo amore.
Dio non ha bocca,
ha solo la nostra bocca per sorridergli
e comunicare loro la Sua gioia infinita
Dio non ha voce,
ha solo la nostra voce
per parlare con i ragazzi che ci sono stati affidati
e ripetergli infinite volte quanto li ama
Dio non ha gambe,
ma ha le nostre gambe
per camminare con loro incontro alla vita,
incontro al Suo amore.

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martedì 15 luglio 2008

Educatore

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Educatore
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(Gesualdo Nosengo)

Se tu rallenti,
essi si perderanno
se ti scoraggi,
essi si fiaccheranno
se ti siedi,
essi si coricheranno
se tu dubiti,
essi si disperderanno
se tu vai innanzi,
essi ti supereranno
se tu doni la tua mano,
essi doneranno la vita
se tu preghi,
essi saranno santi.

Che tu sia sempre l'educatore
che non rallenta,
che non si scoraggia,
che non dubita,
ma va innanzi,
dona la mano, prega.

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domenica 13 luglio 2008

Preservare la rabbia

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Preservare la rabbia
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(Mahatma Gandhi)

Ho imparato,

mediante amare esperienze,

una lezione suprema:

a preservare la mia rabbia;

e, come il calore che non si disperde si converte in energia,

così la nostra rabbia dominata

può trasformarsi in una forza capace di muovere il mondo.

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sabato 12 luglio 2008

Se hai due pezzi di pane

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Se hai due pezzi di pane
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(tradizione indù)

Se hai due pezzi di pane,
danne uno ai poveri,
vendi l'altro e compera dei giacinti
per nutrire la tua anima.

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domenica 29 giugno 2008

Lettera di chi non ha tutto

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Lettera di chi non ha tutto
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(Fonte non specificata)

Caro Gesù,
quest'anno ho voluto anch'io scriverti per Natale. Questa lettera non la leggerà mai nessuno, ma non importa: l'importante è che arrivi a te.

Non ho particolari cose da chiederti.. anzi nessuna, se non una. Voglio pregarti per tutte le persone che incontro ogni giorno, che incrocio per le strade, che mi passano accanto nei supermercati, che vedo alla televisione, che assistono ai concerti e ascoltano la musica come me. Voglio pregarti perché siano felici.
Eh sì... perché qualche volta ho l'impressione che non sia così. Mi sembrano tanto tristi... E non capisco cosa gli manchi! Secondo la logica di questo mondo io non ho niente e loro tutto...
Pensa... io vorrei parlare, ma non posso.
Urlare... men che meno!
Vorrei correre... ma come faccio?
Saltare non esiste...
Un po' camminare.. ma che fatica!
Mangiare... mai da solo!
Bere... quando me lo danno.
Andare ai servizi... non ne parliamo!
Cantare: un sogno!
Per la musica che fanno gli altri... impazzisco!
Scrivere... non se ne parla;
prima vorrei imparare i colori, ma non ci riesco!
Adoro il calcio, ma non ci gioco...

Una cosa bella, però, ce l'ho anch'io; è una cosa spettacolare, il più grande dono che potessi ricevere:
il sorriso.
Quello non lo risparmio mai a nessuno: né ai genitori, né a mia nonna o a mia sorella, né agli educatori né ai volontari, né ai bambini né agli sconosciuti...
È la mia arma vincente e la uso fino in fondo.

Allora, Gesù, ti prego: dona un po' di questo mio sorriso agli altri; è un sorriso semplice, di chi non parla, non canta, non corre, non gioca... ma che viene dal cuore; dal cuore di chi, nel suo silenzio, ti incontra ogni giorno e ti parla nel segreto. Il sorriso di chi, come te, quando giacevi nella mangiatoia in fasce, avevi bisogno di tutto: di essere nutrito, cambiato, lavato, compreso per le espressioni del tuo viso perché senza parole... Ma io ho 26 anni. Nella mia povertà mi sento vicino a te, e per me questo è tutto. Per questo niente di ciò che mi manca potrà mai togliermi il sorriso.

Questa lettera non la leggerà mai nessuno, perché non potrò mai scriverla. Ma ce l'ho nel cuore e vorrei urlarla al mondo intero

sabato 28 giugno 2008

RIEMPITE GLI AEREI E PORTATECI...

RIEMPITE GLI AEREI E PORTATECI...

(Tratto dal libro di Don Tonino Bello e Giuliana Martirani "FOTOGRAFIE DAL FUTURO" Le Beatitudini come stile di vita Editrice San Paolo)

"Che cosa può venire di buono da Nazareth?"

Che cosa può venire di buono da Debrezeit,

da Addis Abeba, dai villaggetti africani?

Noi siamo venuti a dare, a portare!

A noi c'è rimasta questa idea: che i missionari,

le missionarie sono quelli che vanno a portare aiuti.

 
 

Dovremmo dire ai missionari:

"Quando tornate qui da noi, in Europa,

riempite gli aerei, riempite le navi, portateci...

portateci... vi preghiamo, dei pacchi dono...

perché stiamo morendo non di fame,

ma morendo di tutti questi grandi valori.

Mandateci, pacchi dono di speranza, di fiducia,

di solidarietà, che qui si muore".

 
 

Una piccola nube si nasconde

negli irreprensibili, in Bartolomeo:

la riluttanza a ricevere.

Dite la verità, non avete mai affermato, anche voi:

"Che cosa può venire di buono da Nazareth?"

 
 

Forse questo è il vostro peccato,

piccolo quanto volete,

ma che vi colloca tra gli ultimi, pure voi.

 
 

Vi siete esercitati solo a dare, a ricevere no!

Da un drogato può mai venire qualcosa di buono?

Da una prostituta? Da un avanzo di galera?

Che cosa può dare mai un marocchino,

se non un pericolo di infezione?

giovedì 26 giugno 2008

Ero lungo la strada

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Ero lungo la strada
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(Fonte non specificata)

Ero lungo la strada,
battuta dal vento gelido
e sedevo per terra appesantito dalla noia,
vestito come un misero straccione.
Tu, Signore, sei passato, mi hai guardato
e i nostri occhi si sono incontrati.
I miei erano come spenti,
ma i tuoi erano luminosi come il sole.
Tu mi hai preso per mano e mi hai voluto con te.
Non ti conoscevo e nulla sapevo di te.
Potevi prenderti uno che ti conosceva,
uno meno sporco di me,
uno meno sbagliato di me.
Invece, no: hai voluto proprio me.
Non so proprio cosa hai visto
di interessante in me!
Non te lo chiedo nemmeno
tanto so che non valgo niente.
Eppure hai scelto proprio me,
ultimo fra gli ultimi,
per farmi diventare
un capolavoro del tuo cuore.
Come non ringraziarti, Signore,
ora che, con te, la vita
mi è diventata più preziosa
di mille pezzi d'oro fino?
Ora che i miei stracci sono cambiati
in una veste regale
e da uomo insignificante e inutile
sono diventato cellula viva
del tuo corpo, pieno di affascinante mistero,
come non cantare la tua lode,
come non adorarti presente e operante in me?
Amen.

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lunedì 23 giugno 2008

Solo quando avremo taciuto

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Solo quando avremo taciuto
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(Tonino Bello)

Solo quando
avremo taciuto noi,
Dio potrà parlare.
Comunicherà a noi
solo sulle sabbie del deserto.
Nel silenzio maturano
le grandi cose della vita:
la conversione,
l'amore, il sacrificio.
Quando il sole si eclissa
pure per noi,
e il Cielo non risponde
al nostro grido, e la terra
rimbomba cava sotto i passi,
e la paura dell'abbandono
rischia di farci disperare,
rimanici accanto.
In quel momento,
rompi pure il silenzio:
per dirci parole d'amore!
E sentiremo i brividi della Pasqua.

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L'ala sinistra

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L'ala sinistra
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(Laura Fenuta)

Ho spiccato il volo verso Te, Signore,
ma la mia ala sinistra è rimasta imprigionata tra i rami.
Potevo sentirTi
mentre mi mostravi il mondo
mentre la Tua mano
m'additava la via
mentre il Tuo sguardo
si posava sui cuori che avrei dovuto riscaldare
mentre il Tuo cuore
sorrideva al pensiero delle mie cadute.

Ho spiccato il volo per la Tua via,
ma la mia ala sinistra ha toccato la terra.
Potevo sentirti
mentre per me raccoglievi i sassi
e scostavi via la polvere.

Ho spiccato il volo verso i cuori, Signore,
ma la mia ala sinistra si è ferita alle loro porte.
Potevo sentirti
mentre mi dicevi che quelle erano porte strette
mentre, pietoso, il Tuo dito scavava in quegl'usci
mentre, misericordioso, scavavi nella mia ala sinistra.

Hai spiccato il volo verso me, Signore,
e la mia ala sinistra è rimasta avvinta alla Tua.
Ora possiamo sentirci, così vicini!
Il mondo non ha luogo tra di noi
La terra più non ferisce il mio volo radente,
ma, Tu, perdona se ancora inciampo nei sassi.
La mia ala sinistra è il mio cuore, ancora porta da scavare!

Spicchiamo il volo insieme, Signore!
E che la Tua Ala sinistra
per sempre ferisca e guarisca la mia.

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venerdì 20 giugno 2008

Maria, Madre della speranza

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Maria, Madre della speranza
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(Giovanni Paolo II a Fatima)

Maria,
Madre della speranza,
a Te con fiducia ci affidiamo.
Con Te intendiamo seguire Cristo,
Redentore dell'uomo:
la stanchezza non ci appesantisca
né la fatica ci rallenti,
le difficoltà non spengano il coraggio
né la tristezza la gioia del cuore.

Tu Maria,
Madre del Redentore
continua a mostrarti Madre per tutti,
veglia sul nostro cammino
e aiuta i tuoi figli,
perché incontrino, in Cristo,
la via di ritorno al Padre comune!
Amen.

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