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lunedì 30 luglio 2007

NO ALLA GUERRA ATOMICA




6 agosto 1945, ore 8.15
una bomba atomica sganciata su Hiroshima distrugge la città e provoca 140.000 morti.
9 agosto 1945, ore 11
una seconda bomba devasta la città di Nagasaki: 70.000 morti.



6 – 9 AGOSTO 2007
Ricordiamo e rinnoviamo l’impegno per un mondo libero da armi nucleari




Perché fare memoria di Hiroshima e Nagasaki?


Sono passati 62 anni. I sopravvissuti - gli Hibakusha - che nel 1945 erano già abbastanza grandi da poterci oggi raccontare ciò che è successo, sono ormai vecchi, molto vecchi, quasi tutti morti per le conseguenze di quel bombardamento. I morti immediati furono 140.000 a Hiroshima e 70.000 a Nagasaki. Ma nel corso dei decenni nessuno è stato in grado di tenere la macabra contabilità delle centinaia di migliaia di persone che hanno sofferto e sono morte per le conseguenze, al rallentatore, della radioattività. Coloro che rimangono, però, sono più attivi che mai. Anche Seiko Ikeda, sopravvissuta che fu con noi due anni fa, continua a ripetere: “Prima di morire voglio vedere un mondo che ha messo al bando ed eliminato tutte le bombe atomiche. Solo così potrò riposare in pace.”

E invece il nucleare militare riprende energia. Gli USA e la Russia stanno producendo nuovi ordigni nucleari. La Gran Bretagna vuole varare un costosissimo programma di ammodernamento dei suoi micidiali sottomarini nucleari Trident: ciascuno di essi già oggi possiede una capacità distruttiva di 640 volte la bomba che distrusse Hiroshima. Il neo-presidente francese Sarkozy rilancia il ruolo strategico della “force de frappe” nucleare. E la Cina sperimenta nuovi missili intercontinentali capaci di caricare testate atomiche.

Gli Stati ufficialmente nucleari, con il Trattato di Non Proliferazione nucleare, si erano impegnati a smantellare i propri arsenali. Tutti gli altri a non produrre né acquisire in alcun modo armi nucleari. Oggi invece siamo in piena proliferazione. Abbiamo sentito molto parlare di Corea del Nord e di Iran, ma nessuno che ricordi mai che anche le Potenze nucleari si sono assunte un impegno che non stanno rispettando.

Il Segretario Generale uscente delle Nazioni Unite, Kofi Annan, in uno dei suoi ultimi discorsi, affermò: “Le Potenze nucleari esigono che la priorità sia data alla lotta contro la proliferazione; gli altri Stati invece chiedono che si cominci con il disarmo degli Stati nucleari. Ciascuno chiede che siano gli altri ad agire per primi. In questo modo ci troviamo come su un grande aereo, senza alcun pilota ai comandi, diretti a velocità supersonica verso il disastro”.

E Karl Blix, nelle conclusioni del suo rappporto sulle armi di distruzione di massa, afferma: “Finché anche una sola arma nucleare continuerà a svolgere un ruolo importante nella strategia militare di una qualche potenza, tutti gli altri Stati ne vorranno possedere”. L’unico vero strumento in grado di garantire la non proliferazione è il disarmo.

Quest’anno abbiamo scelto Vicenza come luogo simbolo per fare memoria delle vittime e della drammatica attualità di Hiroshima. Non perché a Vicenza ci siano bombe atomiche, ma perché Vicenza con la nuova base si configura come il pilastro, e al contempo l’avamposto, delle strategie della guerra preventiva. Si corre il rischio che l’Italia rinunci ai valori della sua Costituzione, ai valori della Resistenza su cui si fonda, sposando e diventando complice della guerra preventiva globale. La Repubblica italiana ha come fondamento costitutivo, a meno di snaturarne totalmente la storia, la cultura e la coscienza, il ripudio della guerra e l’affermazione del diritto internazionale che rende la guerra degli Stati illegale.

Cosa succederebbe se, trovandoci di fronte ad un nemico considerato invincibile, passasse di nuovo l’idea terribile che ogni arma è lecita, persino quella che può portare alla distruzione dell’intera umanità?

Per questo da Vicenza vorremmo lanciare in positivo un altro messaggio per “Un futuro senza atomiche”, con una proposta di Legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia un paese libero da armi nucleari. Permettendo la presenza di 90 bombe atomiche sul territorio italiano, noi per primi siamo in violazione degli obblighi internazionali. Come chiede in quell’appello accorato Kofi Annan, vogliamo che l’Italia agisca per prima, rimediando ai suoi errori. Solo così sarà possibile chiedere con maggior forza e determinazione anche agli altri di rispettare i loro obblighi. Faremo il primo passo verso un mondo finalmente libero da armi nucleari.

domenica 29 luglio 2007

La magia del tuo fuoco

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(Rabindranath Tagore)

Tocca la mia vita con la magia del tuo fuoco
rendila preziosa col suo cocente dono di dolore.
Adopera questo mio corpo come lampada
da innalzare nel tuo tempio,
e lascia che la sua fiamma bruci in canti
durante la notte e durante il giorno.
Lascia che le stelle vibrino nella mia oscurità,
lungo il corso del tuo tocco,
durante le ore di veglia nella notte.
La nera caligine svanirà dai miei occhi,
ovunque si volgano vedranno tutto nella tua luce,
il mio dolore salirà in alto, fino al tuo altare,
in una fiammante esplosione.

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mercoledì 25 luglio 2007

Il nome

Il nome
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(non specificata)

Un nome e tanti ricordi che lo circondano.
Un nome e tanti sogni che si realizzano.
Un nome che significa amore e vita.
Un nome che racchiude gioia e speranza.
Un nome che diffonde armonia e gioia.
Un nome che consola dalle lacrime.
Un nome che ristora dalla stanchezza.
Un nome, il tuo nome, che ho scritto nel mio cuore.
Un nome, il tuo nome, che Dio in cielo pronuncia con amore.

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venerdì 20 luglio 2007

L'albero carico di frutti


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(Paulo Coelho, I racconti del maktub)

Un maestro stava viaggiando con i suoi discepoli, quando notò che stavano discutendo tra loro su chi fosse il migliore. "Ho praticato la meditazione per quindici anni", disse uno. "Sono stato caritatevole fin da quando ho lasciato la casa dei miei genitori", disse un altro. A mezzogiorno, si fermarono sotto un melo per riposarsi. I rami dell'albero raggiungevano il terreno. "Quando un albero è carico di frutti, i suoi rami si piegano fino a toccare il terreno. Il vero saggio è colui che è umile. Gli stupidi credono sempre di essere migliori degli altri".

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mercoledì 18 luglio 2007

La giustizia .... mah!!!

TOMMASO ONOFRI: 20 ANNI A RAIMONDI, ASSOLTO BARBERA
BOLOGNA - Il giudice di Bologna Rita Zaccariello ha condannato a una pena di 20 anni Salvatore Raimondi e ha assolto Pasquale Barbera, accusati del sequestro di Tommaso Onofri rapito e ucciso a Casalbarancolo (Parma) il 2 marzo 2006.

Barbera e Raimondi erano accusati di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, con morte come conseguenza non voluta della persona sequestrata. Raimondi era accusato anche della detenzione del coltello utilizzato per il sequestro materialmente portato a termine con Mario Alessi. Il ruolo di Barbera, 33 anni e capomastro amico del padre di Tommy, per l'accusa era quello di informatore della situazione della famiglia del bimbo; era accusato anche di avere rubato il cane Tody dalla casa degli Onofri ed era l'unico degli indagati a piede libero. Per Raimondi l'accusa aveva chiesto una condanna a 20 anni e due mesi senza attenuanti, per Barbera a 13 anni, riconoscendo le attenuanti ma chiedendo l'applicazione di una misura di custodia. Le difese avevano chiesto rispettivamente il riconoscimento delle attenuanti generiche e per la collaborazione (per Raimondi) e l'assoluzione per non avere commesso il fatto (per Barbera).

PAOLO ONOFRI: "Ci rimettiamo a giustizia". Queste le prime parole di Paolo Onofri, il papa' di Tommy, all'uscita dalla Procura subito dopo la sentenza. Il verdetto la soddisfa? hanno chiesto i cronisti. "Questo é", è stata la risposta. Vi aspettavate cose diverse? hanno incalzato ancora i giornalisti. "No - ha detto Onofri - ora vedremo andando avanti". Ad una ulteriore domanda sull'assoluzione di Barbera il papà di Tommy si è limitato a dire: "Così il giudice ha deciso". Paolo Onofri ha preferito non stare in aula. "Non riesco a risentire tutto da capo", ha spiegato. Onofri poi è salito in sella alla sua moto per fare rientro a Parma.

BARBERA: E' uscito in lacrime dal Palazzo di giustizia di Bologna Pasquale Giuseppe Barbera assolto per non avere commesso il fatto dall'accusa di aver rapito e ucciso Tommaso Onofri. "Sì mi hanno assolto.... - ha detto piangendo - è la fine di un incubo". L'avvocato che lo difende, Alessandro Conti, ha parlato di sentenza giusta che riabilita il suo assistito. "Gli indizi non erano sufficienti e l'avevo previsto - ha spiegato - sono sempre stato convinto dell'innocenza del mio assistito. Finalmente una verità giudiziaria è stata detta. Adesso vedremo le motivazioni della sentenza, ma sono soddisfatto. Se si appellano ci ripresenteremo convinti delle nostre ragioni. Barbera ha bisogno che si faccia pubblicità della sua assoluzione, da questa vicenda ha avuto tanta pubblicità negativa, adesso bisogna che si sappia che è stato assolto per non aver commesso il fatto".

RAIMONDI: "Raimondi era preparato, vent'anni erano e vent'anni sono. Adesso abbiamo novanta giorni per le motivazioni poi andremo in appello". Lo ha detto l'avvocato Cavalli che difende Salvatore Raimondi, condannato a 20 anni per il sequestro e l'omicidio di Tommaso Onofri. "Sono convinto che l'appello ci darà ragione - ha aggiunto l'avvocato - non chiediamo la luna. Chiediamo il riconoscimento delle attenuanti per la collaborazione che a nostro giudizio sono doverose".
 
NON HO PAROLE .... allucinante
 

martedì 17 luglio 2007

Preghiera di un pagliaccio


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(Manoscritto spagnolo)

Padre,
sono un fallito, però ti amo.
Sono vari anni che sto nelle tue mani,
presto verrà il giorno in cui volerò da te...

La mia bisaccia è vuota,
i miei fiori appassiti e scoloriti,
solo il mio cuore è intatto.
Mi spaventa la mia povertà
però mi consola la tua tenerezza.

Sono davanti a te come una brocca rotta,
però con la mia stessa creta
puoi farne un'altra come ti piace...

Signore,
cosa ti dirò quando mi chiederai conto?
Ti dirò che la mia vita, umanamente,
è stata un fallimento,
che ho volato molto basso.

Signore, accetta l'offerta di questa sera...
La mia vita, come un flauto,
è piena di buchi...
ma prendila nelle tue mani divine.

Che la tua musica passi attraverso me
e sollevi i miei fratelli, gli uomini,
che sia per loro ritmo e melodia,
che accompagni il loro camminare,
allegria semplice
dei loro passi stanchi...

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venerdì 15 giugno 2007

Pensa

Bellissime parole...
 
Pensa

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commententare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa

Il coraggio e la certezza dell'amore

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Il coraggio e la certezza dell'amore
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(R. Tagore)

Dammi il supremo coraggio dell'amore.
Questa è la mia preghiera:
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temprami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.

Dammi la suprema certezza dell'amore.
Questa è la mia preghiera:
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre e ad ogni costo.

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giovedì 14 giugno 2007

Mozia leggete ma andate a visitarla

Mozia

Per conoscere le origini di Mozia bisogna risalire all'VIII secolo a.C., quando un gruppo di fenici, provenienti da Tiro, fondarono una colonia nell'isoletta dello Stagnone e la chiamarono appunto Mozia


Questa parola lingua semitica significa "filanda". Sull'isola, infatti, i fenici producevano manufatti tessili che poi commerciavano. Questa attività in poco tempo rese la città florida e rinomata in tutto il mediterraneo.

Per un paio di secoli, la vita dell'isola si svolse serenamente, ma, a partire dal VIsecolo a.C. i Greci di Sicilia cominciarono ad insidiare il dominio commerciale fenicio-punico nel Mediterraneo. Per proteggersi dal pericolo i moziesi fortificarono l'isola con alte mura, torri, robuste porte e accettarono la protezione della flotta cartaginese

Nonostante queste precauzioni, quando nel 397 a.c. il sinistro tiranno di Siracusa attaccò l'isola con 700 navi e più di 100.000 soldati, l'isola venne distrutta ed incendiata e gli abitanti barbaramente trucidati.


Da quel momento Mozia venne dimenticata.


Nel 1101 alcuni monaci eressero qui un convento dedicato al loro Santo protettore: S. Pantaleo. Da qui il nome con il quale l'isola venne per alcuni secoli conosciuta, fin quando Giuseppe Whitaker non la scoprì valorizzandone l'ingente patrimonio storico e archeologico.

Giuseppe Pipla Whitaker, grande appassionato d'archeologia, acquistò l'isola nel 1906 ed iniziò gli scavi. Nel 1927, a conclusione dei lavori, pubblicò un volume intitolato " Mothia, a Phoeniciancolonyin Sicily" nel quale riportava le varie fasi degli scavi ed elencava i numerosi ritrovamenti.

Per seguire da vicino i lavori di scavo fece costruire sull'isola una villa che oggi è sede del museo a lui intitolato

Alla morte di Pipla figlia Delia ereditò Mozia insieme ad un ingente patrimonio.

Oggi l'isola appartiene alla fondazione G. Whitaker che ha sede a Villa Malfitano a Palermo.

Una delle attrazioni principali della splendida isola di Mozia è la statua marmorea di un giovane, comunemente nota come il "Giovanetto di Mozia". Dagli studiosi che ad essa si sono interessati è stata definita come la "statua dei misteri", proprio perché misteriosi sono la sua origine, la sua rappresentazione simbolica, lo stile artistico e il secolo in cui la si possa collocare.

Alla scoperta del giovine di Mozia



Il Misterioso insieme è il fatto che si tratti di un reperto greco rinvenuto in una provincia punica.

Ciò, infatti, ha destato molto stupore negli archeologi almomento del suo ritrovamento, il 31 ottobre 1979.

A prima vista potrebbe sembrare una uriga per via della tunica di garza a piegoline verticali e parallele, stretta alpetto, all'altezza dellosterno, daunafascia. Ma varie sono le ipotesi: sufeta, atleta vincitore e persino dio.

Parecchie difficoltà sono sorte riguardo al secolo e dallo stile artistico del manufatto. Appartiene probabilmente alla fase dell'arte greca che va da l470 al 448 a.C.


IL MUSEO

Il museo, dedicato a Giuseppe Whitaker, ospita i reperti più importanti ritrovati durante gli scavi, oltre al plastico di tutta l'isola

LA VITA NELL'ISOLA OGGI


Ai nostri giorni l'isola è abitata solamente dai guardiani che durante la notte sorvegliano onde evitare saccheggi o vandalismo da parte di persone esterne.

Durante il giorno invece la si può visitare raggiungendola in pochi minuti con un traghetto .

PAESAGGIO & NATURA


Il paesaggio che ci troviamo davanti quando arriviamo è spettacolare perché non ha subito modifiche di alcun genere, infatti le uniche costruzioni contemporanee sono state il museo e poche case attorno ad esso in modo da mantenere il luogo tale e quale a 2500 anni fa. Un sentiero però permette di effettuare il periplo dell'isola e di scoprire i resti della città fenicia percorribile in 1 h e 30 min circa.


Fino al 1971 si poteva raggiungere l'isola anche a bordo di un carretto trainato da un cavallo lungo il tracciato di una strada fenicia che collega l'isola alla terraferma.


Dato che la strada si trova appena sotto il pelo dell'acqua si aveva la strana sensazione che il carretto "camminasse sull'acqua". Era questo il mezzo più comune per il trasporto dell'uva Grillo coltivata sull'isola dal XIX sec, ed utilizzata per la produzione del Marsala. Si giunge in prossimità dell'isola accolti da una profusione di profumi e di colori: la vegetazione, di tipo mediterraneo, è rigogliosissima soprattutto in primavera





giovedì 7 giugno 2007

Visita Mozia

Ciao a domani parto per Mozia un'isola vicino alla Sicilia. Spero di rimanere tutto il tempo possibile per visitare sia l'isola di Mozia che dicono sia bellissima sia la Sicilia che dicono sia splendida.
Quando torno inserirò anche delle foto
Ciao

mercoledì 6 giugno 2007

Allegria

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Allegria
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(Rivista "Il Cenacolo" n. 6-2002)

Sii benedetto, Signore, per la gioia che mi doni
gioia più grande di tutte le gioie:
la gioia della salvezza che hai offerto,
la gioia della risurrezione che promette futuro,
la gioia del Vangelo che è messaggio di vita,
la gioia della tua parola, Signore,
più ricca di tutti i tesori,
più splendente di tutti gli onori.

Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.
Fa' crescere in me, Signore,
la gioia di offrire e la gioia di perdonare,
la gioia di servire e la gioia di condividere,
la gioia di credere e la gioia di sperare.

Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.
Il tuo sole entri nella mia casa
e la tua gioia illumini il mio volto.
Perdona le mie arie accigliate,
i miei sorrisi stereotipati,
le mie debolezze e i miei scoraggiamenti.
Perdona se dimentico l'immensa felicità di vivere.

Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.
Aiutami a scoprire la faccia luminosa
di ogni persona che incontro,
e che un raggio di sole brilli
su tutti coloro che sono nella miseria.
Donami un cuore inondato di sole perché
sappia offrire ad ogni istante un viso gioioso.
Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.


 

sabato 2 giugno 2007

Cittadino del mondo

Dedicato a chi non vede più in la del suo naso. Pensiamoci ...
 
Cittadino del mondo
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(Fonte non specificata)

Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere... straniero.

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mercoledì 30 maggio 2007

La direzione sbagliata

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La direzione sbagliata
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(Bruno Ferrero)

Eravamo in due nello stesso scompartimento del treno.
La giornata era fredda e piovosa. Dai finestrini si vedeva scorrere un paesaggio grigio e nelle stazioni i pochi passeggeri erano intabarrati in cappotti e sciarpe. Ma lo scompartimento era confortevolmente riscaldato e il ritmico sferragliare del treno conciliava una quieta beatitudine. Il passeggero che divideva lo scompartimento con me, invece, era stranamente inquieto. Ad ogni fermata del treno scattava in piedi, correva al finestrino e leggeva ad alta voce il nome della stazione. Poi si sprofondava emettendo un sospiro da strappare il cuore. Dopo sette od otto stazioni, preoccupato gli chiesi: "C'è qualcosa che non va? Non si sente bene?". Con un nuovo desolato sospiro, rispose: " Non proprio. E' che sto andando nella direzione sbagliata. Avrei dovuto cambiare treno già da molte stazioni. Ma si sta così bene e al calduccio, qui...".

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martedì 29 maggio 2007

Il cammino si fa di notte

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Il cammino si fa di notte
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(Ferdinand Ebner, Parola e amore)

Nell'avventura imprevedibile della grazia
tu, Signore, rifiuti categoricamente
di fornirci una carta topografica.
Il nostro cammino si fa di notte.
Ciascun atto da compiere si illumina a suo turno
come uno scatto di segnali.
Sovente la sola garanzia che abbiamo
è la fatica quotidiana
dello stesso lavoro ogni giorno da fare
della stessa vita da ricominciare
degli stessi difetti da correggere
delle stesse sciocchezze da non commettere.
Ma al di là di questa garanzia
tutto il resto è lasciato alla tua fantasia
che ci lega al suo libero e imperscrutabile gioco.

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Vivere di te (Preghiera del Catechista)

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Vivere di te (Preghiera del Catechista)
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(Tonino Bello)

Chiamato ad annunciare la tua Parola,
aiutami, Signore, a vivere di Te,
e a essere strumento della tua pace.

Assistimi con la tua luce, perché i ragazzi
che la comunità mi ha affidato
trovino in me un testimone credibile del Vangelo.

Toccami il cuore e rendimi trasparente la vita,
perché le parole, quando veicolano la tua,
non suonino false sulle mie labbra.

Esercita su di me un fascino così potente,
che, prima ancora dei miei ragazzi,
io abbia a pensare come Te,
ad amare la gente come Te
a giudicare la storia come Te.

Concedimi il gaudio di lavorare in comunione,
e inondami di tristezza ogni volta che,
isolandomi dagli altri,
pretendo di fare la mia corsa da solo.

Ho paura, Signore, della mia povertà.
Regalami, perciò, il conforto
di veder crescere i miei ragazzi
nella conoscenza e nel servizio di Te,
Uomo libero e irresistibile amante della vita.

Infondi in me una grande passione per la Verità,
e impediscimi di parlare in tuo nome
se prima non ti ho consultato con lo studio
e non ho tribolato nella ricerca.

Salvami dalla presunzione di sapere tutto,
dall'arroganza di chi non ammette dubbi;
dalla durezza di chi non tollera ritardi;
dal rigore di chi non perdona debolezze;
dall'ipocrisia di chi salva i principi e uccide le persone.

Trasportami, dal Tabor della contemplazione,
alla pianura dell'impegno quotidiano.
E se l'azione inaridirà la mia vita,
riconducimi sulla montagna del silenzio.
Dalle alture scoprirò ì segreti della «contemplatività»,
e il mio sguardo missionario
arriverà più facilmente agli estremi confini della terra.

Affidami a tua Madre.
Dammi la gioia di custodire i miei ragazzi
come Lei custodì Giovanni.
E quando, come Lei, anch'io sarò provato dal martirio,
fa' che ogni tanto possa trovare riposo
reclinando il capo sulla sua spalla. Amen.

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