
Il nome del Blog nasce da una canzone dei Nomadi che è il mio gruppo preferito
Benvenuto
sono Claudio e vi do il benvenuto sul mio Blog
giovedì 21 giugno 2007
venerdì 15 giugno 2007
Pensa
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commententare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa
Il coraggio e la certezza dell'amore
Il coraggio e la certezza dell'amore
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(R. Tagore)
Dammi il supremo coraggio dell'amore.
Questa è la mia preghiera:
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temprami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza dell'amore.
Questa è la mia preghiera:
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre e ad ogni costo.
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giovedì 14 giugno 2007
Mozia leggete ma andate a visitarla
Per conoscere le origini di Mozia bisogna risalire all'VIII secolo a.C., quando un gruppo di fenici, provenienti da Tiro, fondarono una colonia nell'isoletta dello Stagnone e la chiamarono appunto Mozia
Questa parola lingua semitica significa "filanda". Sull'isola, infatti, i fenici producevano manufatti tessili che poi commerciavano. Questa attività in poco tempo rese la città florida e rinomata in tutto il mediterraneo.
Per un paio di secoli, la vita dell'isola si svolse serenamente, ma, a partire dal VIsecolo a.C. i Greci di Sicilia cominciarono ad insidiare il dominio commerciale fenicio-punico nel Mediterraneo. Per proteggersi dal pericolo i moziesi fortificarono l'isola con alte mura, torri, robuste porte e accettarono la protezione della flotta cartaginese
Nonostante queste precauzioni, quando nel 397 a.c. il sinistro tiranno di Siracusa attaccò l'isola con 700 navi e più di 100.000 soldati, l'isola venne distrutta ed incendiata e gli abitanti barbaramente trucidati.
Da quel momento Mozia venne dimenticata.
Nel 1101 alcuni monaci eressero qui un convento dedicato al loro Santo protettore: S. Pantaleo. Da qui il nome con il quale l'isola venne per alcuni secoli conosciuta, fin quando Giuseppe Whitaker non la scoprì valorizzandone l'ingente patrimonio storico e archeologico.
Giuseppe Pipla Whitaker, grande appassionato d'archeologia, acquistò l'isola nel 1906 ed iniziò gli scavi. Nel 1927, a conclusione dei lavori, pubblicò un volume intitolato " Mothia, a Phoeniciancolonyin Sicily" nel quale riportava le varie fasi degli scavi ed elencava i numerosi ritrovamenti.
Per seguire da vicino i lavori di scavo fece costruire sull'isola una villa che oggi è sede del museo a lui intitolato
Alla morte di Pipla figlia Delia ereditò Mozia insieme ad un ingente patrimonio.
Oggi l'isola appartiene alla fondazione G. Whitaker che ha sede a Villa Malfitano a Palermo.
Una delle attrazioni principali della splendida isola di Mozia è la statua marmorea di un giovane, comunemente nota come il "Giovanetto di Mozia". Dagli studiosi che ad essa si sono interessati è stata definita come la "statua dei misteri", proprio perché misteriosi sono la sua origine, la sua rappresentazione simbolica, lo stile artistico e il secolo in cui la si possa collocare.
Alla scoperta del giovine di Mozia
Il Misterioso insieme è il fatto che si tratti di un reperto greco rinvenuto in una provincia punica.
Ciò, infatti, ha destato molto stupore negli archeologi almomento del suo ritrovamento, il 31 ottobre 1979.
A prima vista potrebbe sembrare una uriga per via della tunica di garza a piegoline verticali e parallele, stretta alpetto, all'altezza dellosterno, daunafascia. Ma varie sono le ipotesi: sufeta, atleta vincitore e persino dio.
Parecchie difficoltà sono sorte riguardo al secolo e dallo stile artistico del manufatto. Appartiene probabilmente alla fase dell'arte greca che va da l470 al 448 a.C.
IL MUSEO
Il museo, dedicato a Giuseppe Whitaker, ospita i reperti più importanti ritrovati durante gli scavi, oltre al plastico di tutta l'isola
LA VITA NELL'ISOLA OGGI
Ai nostri giorni l'isola è abitata solamente dai guardiani che durante la notte sorvegliano onde evitare saccheggi o vandalismo da parte di persone esterne.
Durante il giorno invece la si può visitare raggiungendola in pochi minuti con un traghetto .
PAESAGGIO & NATURA
Il paesaggio che ci troviamo davanti quando arriviamo è spettacolare perché non ha subito modifiche di alcun genere, infatti le uniche costruzioni contemporanee sono state il museo e poche case attorno ad esso in modo da mantenere il luogo tale e quale a 2500 anni fa. Un sentiero però permette di effettuare il periplo dell'isola e di scoprire i resti della città fenicia percorribile in 1 h e 30 min circa.
Fino al 1971 si poteva raggiungere l'isola anche a bordo di un carretto trainato da un cavallo lungo il tracciato di una strada fenicia che collega l'isola alla terraferma.
Dato che la strada si trova appena sotto il pelo dell'acqua si aveva la strana sensazione che il carretto "camminasse sull'acqua". Era questo il mezzo più comune per il trasporto dell'uva Grillo coltivata sull'isola dal XIX sec, ed utilizzata per la produzione del Marsala. Si giunge in prossimità dell'isola accolti da una profusione di profumi e di colori: la vegetazione, di tipo mediterraneo, è rigogliosissima soprattutto in primavera
giovedì 7 giugno 2007
Visita Mozia
Quando torno inserirò anche delle foto
Ciao
mercoledì 6 giugno 2007
Allegria
Allegria
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(Rivista "Il Cenacolo" n. 6-2002)
Sii benedetto, Signore, per la gioia che mi doni
gioia più grande di tutte le gioie:
la gioia della salvezza che hai offerto,
la gioia della risurrezione che promette futuro,
la gioia del Vangelo che è messaggio di vita,
la gioia della tua parola, Signore,
più ricca di tutti i tesori,
più splendente di tutti gli onori.
Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.
Fa' crescere in me, Signore,
la gioia di offrire e la gioia di perdonare,
la gioia di servire e la gioia di condividere,
la gioia di credere e la gioia di sperare.
Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.
Il tuo sole entri nella mia casa
e la tua gioia illumini il mio volto.
Perdona le mie arie accigliate,
i miei sorrisi stereotipati,
le mie debolezze e i miei scoraggiamenti.
Perdona se dimentico l'immensa felicità di vivere.
Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.
Aiutami a scoprire la faccia luminosa
di ogni persona che incontro,
e che un raggio di sole brilli
su tutti coloro che sono nella miseria.
Donami un cuore inondato di sole perché
sappia offrire ad ogni istante un viso gioioso.
Grande è la mia allegria, o Signore,
perché tu mi ami.
sabato 2 giugno 2007
Cittadino del mondo
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(Fonte non specificata)
Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere... straniero.
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mercoledì 30 maggio 2007
La direzione sbagliata
La direzione sbagliata
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(Bruno Ferrero)
Eravamo in due nello stesso scompartimento del treno.
La giornata era fredda e piovosa. Dai finestrini si vedeva scorrere un paesaggio grigio e nelle stazioni i pochi passeggeri erano intabarrati in cappotti e sciarpe. Ma lo scompartimento era confortevolmente riscaldato e il ritmico sferragliare del treno conciliava una quieta beatitudine. Il passeggero che divideva lo scompartimento con me, invece, era stranamente inquieto. Ad ogni fermata del treno scattava in piedi, correva al finestrino e leggeva ad alta voce il nome della stazione. Poi si sprofondava emettendo un sospiro da strappare il cuore. Dopo sette od otto stazioni, preoccupato gli chiesi: "C'è qualcosa che non va? Non si sente bene?". Con un nuovo desolato sospiro, rispose: " Non proprio. E' che sto andando nella direzione sbagliata. Avrei dovuto cambiare treno già da molte stazioni. Ma si sta così bene e al calduccio, qui...".
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martedì 29 maggio 2007
Il cammino si fa di notte
Il cammino si fa di notte
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(Ferdinand Ebner, Parola e amore)
Nell'avventura imprevedibile della grazia
tu, Signore, rifiuti categoricamente
di fornirci una carta topografica.
Il nostro cammino si fa di notte.
Ciascun atto da compiere si illumina a suo turno
come uno scatto di segnali.
Sovente la sola garanzia che abbiamo
è la fatica quotidiana
dello stesso lavoro ogni giorno da fare
della stessa vita da ricominciare
degli stessi difetti da correggere
delle stesse sciocchezze da non commettere.
Ma al di là di questa garanzia
tutto il resto è lasciato alla tua fantasia
che ci lega al suo libero e imperscrutabile gioco.
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Vivere di te (Preghiera del Catechista)
Vivere di te (Preghiera del Catechista)
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(Tonino Bello)
Chiamato ad annunciare la tua Parola,
aiutami, Signore, a vivere di Te,
e a essere strumento della tua pace.
Assistimi con la tua luce, perché i ragazzi
che la comunità mi ha affidato
trovino in me un testimone credibile del Vangelo.
Toccami il cuore e rendimi trasparente la vita,
perché le parole, quando veicolano la tua,
non suonino false sulle mie labbra.
Esercita su di me un fascino così potente,
che, prima ancora dei miei ragazzi,
io abbia a pensare come Te,
ad amare la gente come Te
a giudicare la storia come Te.
Concedimi il gaudio di lavorare in comunione,
e inondami di tristezza ogni volta che,
isolandomi dagli altri,
pretendo di fare la mia corsa da solo.
Ho paura, Signore, della mia povertà.
Regalami, perciò, il conforto
di veder crescere i miei ragazzi
nella conoscenza e nel servizio di Te,
Uomo libero e irresistibile amante della vita.
Infondi in me una grande passione per la Verità,
e impediscimi di parlare in tuo nome
se prima non ti ho consultato con lo studio
e non ho tribolato nella ricerca.
Salvami dalla presunzione di sapere tutto,
dall'arroganza di chi non ammette dubbi;
dalla durezza di chi non tollera ritardi;
dal rigore di chi non perdona debolezze;
dall'ipocrisia di chi salva i principi e uccide le persone.
Trasportami, dal Tabor della contemplazione,
alla pianura dell'impegno quotidiano.
E se l'azione inaridirà la mia vita,
riconducimi sulla montagna del silenzio.
Dalle alture scoprirò ì segreti della «contemplatività»,
e il mio sguardo missionario
arriverà più facilmente agli estremi confini della terra.
Affidami a tua Madre.
Dammi la gioia di custodire i miei ragazzi
come Lei custodì Giovanni.
E quando, come Lei, anch'io sarò provato dal martirio,
fa' che ogni tanto possa trovare riposo
reclinando il capo sulla sua spalla. Amen.
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lunedì 28 maggio 2007
Pregare con le parole
Pregare con le parole
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(Fonte non specificata)
La preghiera è una sinfonia,
non si può fare una sinfonia con un solo strumento.
Non si può pregare chiedendo solo aiuto.
Pregare è...
Lodare Dio con l'entusiasmo dei pastori
che hanno visto Gesù nella mangiatoia.
Ringraziare Dio con la gioia del lebbroso
risanato da Gesù.
Raccontare a tutti le meraviglie
che Dio compie per noi, suo popolo.
Riconoscersi peccatore con la commozione del figlio
che abbraccia il padre che lo perdona.
Riconoscere con la fermezza di Pietro
che Gesù è il nostro salvatore.
Interrogare Gesù su che fare nella vita
come lo interroga il giovane ricco.
Dire di sì all'invito di Dio
Con Maria che si dichiara serva del Signore.
Invocare Dio e chiedergli aiuto
con la fede del lebbroso che supplica Gesù.
venerdì 25 maggio 2007
A cosa serve vivere
(padre Stefano dell'abbazia di Sant'Antimo)
Basta! Sono stanco morto, stanco di pensare troppo.
Come un uccello folle la mia testa gira e rigira a vuoto,
e si imbatte nelle griglie dei mille perché della mia vita.
Ci sono troppe domande, e sempre nessuna risposta!
Perché questa vita stereotipata con i minuti che spingono le ore, le ore che spingono i giorni,
i giorni che spingono i mesi, e poi, tutto ricomincia automaticamente?
Qual è il senso della mia vita?
Sarà per lo studio? E poi? Per la laurea? E poi? Per il lavoro? Per il denaro? Per le vacanze? Per la pensione? E poi? E poi? Per il nulla quando si pensava di avere raggiunto il tutto!
Signore, siamo giovani bulimici di avere e anoressici di essere! Appena sono nato, piccolo pargolo,
mi hanno colmato con il prezzo dei loro giocattoli;
mi hanno nutrito sempre preoccupati se ero sazio abbastanza;
mi hanno vestito con magliette e scarpe alla moda;
mi hanno dato tutto perché non mi mancasse niente...
...e adesso sono vuoto, privo di senso,
con una vita piena di avere e povera di essere!
Tu mi hai detto Signore, «una cosa ti manca: vai,
vendi quello che hai e dallo ai poveri
e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi!».
Donami, Signore, la forza per diventare come Francesco:
povero nel suo saio ed estraneo a qualsiasi moda;
pellegrini tranquillo lungo la strada verso l'eternità;
lontano dalla gabbia dorata di una vita comoda;
irradiazione di gioia cibandosi di nulla;
felice, pur essendo privo di tutto;
pazzo, dopo l'incontro con Te senza il quale non si può Essere;
pazzo come lui, per essere me stesso e felice
mercoledì 23 maggio 2007
Omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone.
23 maggio 1992: Giovanni Falcone, direttore degli affari penali del ministero di Grazia e Giustizia e candidato alla carica di Superprocuratore Antimafia, è appena atterrato all'aeroporto di Punta Raisi con la moglie Francesca Morvillo, magistrato anche lei.
Alle ore 17:58, sull'autostrada Trapani-Palermo, nei pressi di Capaci, una tremenda deflagrazione li uccide, insieme agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco di Cillo.
Il processo per la strage di Capaci.
7 aprile 2000: La Corte d'Assise di Caltanissetta ha concluso il processo d'Appello per la strage di Capaci. Condannati all'ergastolo, per responsabilità ed organizzazione dell'attentato, i boss della Cupola; grazie alle attenuanti previste per i collaboratori di giustizia, condanne al di sotto dei venti anni per i pentiti Salvatore Cancemi e Giovanni Brusca, l'uomo che azionò il telecomando.
In appello sono stati unificati i due tronconi in cui era diviso in primo grado il processo. Il 26 settembre 1997 e il 28 novembre 1997 i giudici della Corte d'Assise di Caltanissetta avevano inflitto ventiquattro ergastoli ai boss e ventisei anni a Brusca.
Il 31 maggio 2002 brusca inversione di tendenza: la V sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio a Catania, le condanne inflitte a 13 dei mafiosi accusati di essere i mandanti della strage di Capaci, sconfessando così il "teorema Buscetta", secondo il quale l'appartenenza alla cupola di Cosa nostra comporta automaticamente l'adesione di tutti i boss alle decisioni della cupola stessa.

Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno.
Paolo Borsellino
19 luglio 1992: alle ore 16,58 la violentissima esplosione di un'autobomba, parcheggiata in via D'Amelio, a Palermo, uccide Paolo Borsellino, Procuratore aggiunto presso la Procura distrettuale della Repubblica di Palermo e gli agenti di scorta Claudio Traina, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Eddie Walter Cosina.
Il processo per la strage di via D'Amelio.
Il processo si divide in tre filoni.
Il primo si è concluso il 18 dicembre 2000. La I sezione penale della Cassazione ha reso definitiva la condanna all'ergastolo per Salvatore Profeta, esecutore materiale della strage. Definitiva anche la condanna a nove anni inflitta per favoreggiamento a Giuseppe Orofino. Confermata l'assoluzione di Pietro Scotto, presunto intercettatore dell'utenza telefonica della madre di Borsellino. La Cassazione ha inoltre confermato la condanna a diciotto anni per il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino, che non aveva presentato ricorso.
È stato così confermato il verdetto emesso in secondo grado il 23 gennaio '99 dalla Corte di Assise di Appello di Caltanissetta. Scotto era stato infatti totalmente assolto dalle accuse, mentre la condanna di Orofino era stata derubricata in favoreggiamento. Contro l'assoluzione di Scotto e la diminuzione di pena di Orofino avevano fatto ricorso la Procura nissena e la parte civile.
In primo grado, il 27 gennaio 1996, erano stati inflitti tre ergastoli per strage a Salvatore Profeta, Giuseppe Orofino e Pietro Scotto; diciotto anni a Vincenzo Scarantino, che ha ritrattato in appello le sue dichiarazioni, sostenendo di essere stato guidato da magistrati e investigatori.
Per i processi bis e ter, che vedono imputati la Cupola di Cosa Nostra e dovrebbero portare all'individuazione dei mandanti "a volto coperto", si è concluso il primo grado: il 9 dicembre 1999 la sentenza del processo ter ha comminato diciassette ergastoli e pene variabili dai sedici ai ventisei anni. Tra gli imputati, i boss Nitto Santapaola e Bernardo Brusca, il latitante Bernardo Provenzano, considerato il nuovo padrino di Cosa Nostra, il cassiere della mafia Pippo Calò, Domenico e Stefano Ganci. Pesanti condanne anche per i pentiti: ventisei anni a Salvatore Cancemi e ventitrè a Giovanbattista Ferrante. Il 13 febbraio 1999 la prima sentenza del processo bis ha visto l'incriminazione, tra gli altri, di Salvatore Riina.
Sono attualmente in corso i processi d'appello.
sabato 19 maggio 2007
contro tutte le ingiustizie
carri armati e bombe
contro le giunte militari, le tombe
contro il cielo che ormai è pieno,
di tanti ordigni nucleari
contro tutti i capi al potere che non sono ignari.
Contro i massacri di Sabra e Chatila
contro i folli martiri dell'Ira
contro inique sanzioni,
crociate americane
per tutta la gente che soffre,
e che muore di fame.
Contro chi tiene la gente col fuoco
contro chi comanda e ha in mano il gioco
contro chi parla di fratellanza, amore, libertà
e poi finanzia guerre e atrocità.
Contro il razzismo sudafricano
contro la destra del governo israeliano
contro chi ha commesso stragi,
pagato ancora non ha
per tutta la gente ormai stanca che vuole verità.
Contro tutte le intolleranze
contro chi soffoca le speranze
contro antichi fondamentalismi
e nuovi imperialismi
contro la poca memoria della storia.
Contro chi fa credere la guerra un dovere
contro chi vuole dominio e potere
contro le medaglia all'onore,
alla santità per tutta la gente che grida libertà.
Stai con me
Stai con me
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Stai con me, e io inizierò a risplendere
come tu risplendi,
a risplendere fino ad essere luce per gli altri.
La luce, o Gesù, verrà tutta da te: nulla sarà merito mio.
Sarai tu a risplendere,
attraverso di me, sugli altri.
Fa' che io ti lodi così
nel modo che tu più gradisci,
risplendendo sopra tutti coloro
che sono intorno a me.
Dà luce a loro e dà luce a me;
illumina loro insieme a me, attraverso di me.
Insegnami a diffondere la tua lode,
la tua verità, la tua volontà.
Fa' che io ti annunci non con le parole
ma con l'esempio,
con quella forza attraente,
quella influenza solidale
che proviene da ciò che faccio,
con la mia visibile somiglianza ai tuoi santi,
e con la chiara pienezza dell'amore
che il mio cuore nutre per te.
giovedì 17 maggio 2007
Padre Dammi Gesù
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(don Serafino Falvo)
Padre,
dammi il dono più bello, più grande,
più prezioso che possiedi: Gesù!
Quando sono ammalato, dammi Gesù
perché egli è la Salute.
Quando mi sento triste, dammi Gesù
perché Egli è la Gioia.
Quando mi sento debole, dammi Gesù
perché Egli è la Forza.
Quando mi sento solo, dammi Gesù
perché Egli è l'Amico.
Quando mi sento legato, dammi Gesù
perché Egli è la Libertà.
Quando mi sento scoraggiato, dammi Gesù
perché Egli è la Vittoria.
Quando mi sento nelle tenebre, dammi Gesù
perché Egli è la Luce.
Quando mi sento peccatore, dammi Gesù
perché Egli è il Salvatore.
Quando ho bisogno d'amore, dammi Gesù
perché Egli è l'Amore.
Quando ho bisogno di pane, dammi Gesù
perché Egli è il Pane di Vita.
Quando ho bisogno di denaro, dammi Gesù
perché Egli è la Ricchezza Infinita.
Padre,
a qualsiasi mia richiesta
per qualsiasi mio bisogno,
rispondi con una sola parola,
la tua Parola eterna: Gesù.