Il nome del Blog nasce da una canzone dei Nomadi che è il mio gruppo preferito

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sono Claudio e vi do il benvenuto sul mio Blog

sabato 23 maggio 2009

Dinanzi alla colpa

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Dinanzi alla colpa
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(Lucien Jerphagnon)

Mio Dio, com'è duro aver torto!
E accettarlo così;
senza cercare scuse,
senza cercare di fuggire
questo peso dell'atto compiuto,
senza cercare di addossarlo ad altri,
o alla società, o al caso,
o alla cattiva sorte.
Senza cercare dieci ragioni valide,
dieci spiegazioni prolisse
per provare agli altri,
e soprattutto a se stessi,
che sono le cose che hanno torto,
e che il mondo è fatto male.
Com'è duro accettare di aver torto!
Senza adirarmi perché nella mia autodifesa
m'intrappolo sempre più,
portando argomenti che non reggono.
Senza voler ad ogni costo
essere infallibile, impeccabile;
e che ancora?
Signore, liberami
dalla paura dinanzi alla colpa
di cui debbo portare le conseguenze.

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domenica 17 maggio 2009

L'uomo che pregava in silenzio

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L'uomo che pregava in silenzio
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(Fonte non specificata)

Una volta un sacerdote stava camminando in chiesa, verso mezzogiorno, passando dall'altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l'uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L'uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia... si inginocchiava brevemente e quindi usciva.

Il sacerdote, un po' spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l'uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: "Che fai qui?". L'uomo gli rispose che lavorava nella zona e aveva mezz'ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, "Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po' lontana, quindi mi inginocchio e dico: "Signore, sono venuto nuovamente per dirTi quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati... non so pregare molto bene, però Ti penso tutti i giorni... Beh Gesù... qui c'è Jim a rapporto".

Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva. Il sacerdote si inginocchiò davanti all'altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell'amore e incontrò Gesù. Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: "Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati... non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni... beh, Gesù... eccomi a rapporto!".

Un dato giorno il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela. Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l'infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava: "Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno". Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: "L'infermiera si sbaglia, però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: «Sono venuto solo per dirti, Jim , quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiera, ti penso ogni giorno... beh, Jim... qui c'è Gesù a rapporto!»".

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sabato 16 maggio 2009

Le regole per essere umani

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Le regole per essere umani
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(Fonte non specificata)

1. Riceverai un corpo.
Potrai amarlo o detestarlo, ma sarà tuo per l'intero periodo di questa vita.
2. Prenderai lezioni.
Sei iscritto a una scuola informale a tempo pieno chiamata Vita. Ogni giorno in questa scuola avrai occasione di prendere lezioni. Le lezioni potranno piacerti oppure potrai considerarle irrilevanti e stupide.
3. Non vi sono errori, soltanto lezioni.
La crescita è un procedimento per tentativi: è sperimentazione. Gli esperimenti "falliti" fanno parte del procedimento tanto quanto l'esperimento che alla fine "funziona".
4. Una lezione viene ripetuta fino all'apprendimento.
Una lezione ti sarà presentata sotto varie forme finché la imparerai. Una volta appresa questa, potrai passare alla lezione successiva.
5. Non si finisce mai di imparare.
Non vi è parte della vita che non contenga le sue lezioni. Finché vivrai ci saranno lezioni da apprendere.
6. "Lì" non è meglio di "qui".
Quando il tuo "lì" sarà diventato un "qui", semplicemente otterrai un altro "lì" che di nuovo sembrerà migliore di "qui".
7. Gli altri sono semplicemente specchi di te.
Non puoi amare od odiare qualcosa di un'altra persona finché ciò non riflette qualcosa che ami od odi di te stesso.
8. Spetta a te decidere cosa fare.
Hai tutti gli strumenti e le risorse di cui hai bisogno. Spetta a te decidere cosa farne. La scelta è tua.
9. Le tue risorse risiedono dentro di te.
Le risposte alle domande della Vita risiedono dentro di te. Tutto ciò che ti serve è guardare, ascoltare e avere fiducia.
10. Dimenticherai tutto questo.
11. Puoi ricordartelo ogni volta che vuoi.

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martedì 12 maggio 2009

Ognuno

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Ognuno
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(Fonte non specificata)

Questa è la storia di 4 persone chiamate: Ognuno, Qualcuno ,Ciascuno, e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l'avrebbe fatto, Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era un lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno capì che Ognuno non l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

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lunedì 11 maggio 2009

Il bozzolo della farfalla

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Il bozzolo della farfalla
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(Fonte non specificata)

Un uomo trovò il bozzolo di una farfalla. Un giorno apparì una piccola apertura.

Si sedette e guardò per diverse ore la farfalla mentre lottava per far passare il suo corpo attraverso quel piccolo buco.
Poi sembrò che non facesse più alcun progresso. Appariva come se fosse uscita per il massimo che poteva e non potesse avanzare ulteriormente.

Così l'uomo decise di aiutare la farfalla. Prese un paio di forbici e divise in due la parte del bozzolo ancora chiusa. La farfalla ne emerse facilmente.
Ma aveva un corpo gonfio e piccole ali avvizzite.

L'uomo continuò a guardare la farfalla, perché si aspettava che, da un momento all'altro, le ali si sarebbero ingrandite ed espanse in modo tale da essere in grado di sorreggere il corpo, che si sarebbe, nel frattempo, sgonfiato. Non successe niente! Di fatto la farfalla impiegò il resto della sua vita trascinandosi intorno, con un corpo gonfio e ali avvizzite. Non fu mai capace di volare.

Quello che l'uomo, nella sua precipitosa gentilezza non aveva capito, fu che la ristrettezza del bozzolo e la lotta richiesta alla farfalla per uscire da quella piccola apertura, erano il modo Divino per far fluire i fluidi dal corpo della farfalla alle sue ali, in modo che sarebbe stata in grado di volare, una volta che avesse finalmente guadagnato la libertà, fuori dal bozzolo.

A volte "la lotta" (lo sforzo necessario per superare le difficoltà) è esattamente quello di cui abbiamo bisogno nelle nostre vite. Se Dio ci permettesse di attraversare le nostre vite senza alcun ostacolo, ci "azzopperebbe". Non saremmo mai forti quanto potremmo.

Non potremmo mai volare!

Ho chiesto la forza...
e Dio mi ha dato le Difficoltà per rendermi forte.
Ho chiesto la Saggezza...
e Dio mi ha dato Problemi da risolvere.
Ho chiesto la Prosperità...
e Dio mi ha dato Cervello e Muscoli per lavorare
Ho chiesto il Coraggio...
e Dio mi ha dato Pericoli da superare
Ho chiesto Amore...
e Dio mi ha dato gente bisognosa da aiutare.
Ho chiesto Favori...
e Dio mi ha dato Opportunità.
Non ho ricevuto niente di quanto volevo...
ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno!

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domenica 10 maggio 2009

Amare ed essere amati

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Amare ed essere amati
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(D. Viscott)

Amare ed essere amato è sentire il sole da entrambe le parti.

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mercoledì 6 maggio 2009

La stella

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La stella
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(Klaus Hemmerle)

La stella non si è ingannata,
quando ha chiamato chi era più lontano,
perché si incamminasse verso il Dio a lui vicino.

La stella non si è ingannata,
indicando la via del deserto,
la più umile, la più dura.

La stella non si è ingannata,
fermandosi sopra le case di gente umile:
è nato là il grande futuro.

Il tuo cuore non si è ingannato,
mettendosi in cammino,
in cerca dell'ignoto.

Il tuo cuore non si è ingannato,
non cedendo
alla vana impazienza.

Il tuo cuore non si è ingannato,
inginocchiandosi
dinanzi al Bambino.

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martedì 5 maggio 2009

Donna

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Donna
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(Mahatma Gandhi)

Ritengo che la donna sia la personificazione di quella che io chiamo "non violenza", che significa amore infinito capace di assumere il dolore.
Permettiamo alla donna di estendere questo amore a tutta l'umanità. A lei è dato di insegnare la pace ad un mondo lacerato.

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domenica 3 maggio 2009

L'invito di Dio

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L'invito di Dio
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(Paulo Coelho, I racconti del maktub)

Santa Teresa d'Avila dice: "Ricorda: il Signore invitò tutti noi, e - dal momento che Egli è pura verità - non possiamo dubitare del suo invito. Egli disse: 'Vengano a me tutti coloro che sono assetati, ed Io gli darò da bere'. Se l'invito non fosse stato per ciascuno di noi, il Signore avrebbe detto: 'Vengano a me tutti quelli che lo desiderano, perché non avete niente da perdere. Ma darò da bere solo a coloro che sono preparati'. Egli non impone condizioni. E' sufficiente camminare e desiderare, e tutti riceveranno l'Acqua della Vita del Suo Amore".

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sabato 2 maggio 2009

Preghiera a Dio misericordioso

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Preghiera a Dio misericordioso
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(Dr. Raffaele Mezza, Calendario Padre Indovino 2000)

Signore ti ringrazio,
quando mi fai capire che anche l'uomo adulto ha bisogno del Padre.
Signore ti ringrazio,
quando mi fai constatare che senza di Te il mondo,
anche perfezionato dalle tecnologie, non farà mai progressi.
Signore ti ringrazio,
quando mi fai toccare con la mano che l'uomo,
senza la Tua grazia rimarrà sempre lupo contro l'altro uomo.
Signore ti benedico,
ogni volta che tappi i buchi della mia anima foracciata dai peccati.
Signore ti benedico,
per tutte le volte che colmi le falle delle mie delusioni.
Signore ti benedico,
per ogni volta che, additandomi i veri valori della vita,
tappi i buchi dei miei insuccessi.
Signore ti benedico,
quando riempi col Tuo amore i buchi profondi della mia solitudine.
Signore ti benedico,
quando mi mandi il Tuo Spirito Consolatore
per farmi uscire dalla angoscia.
Signore ti lodo, quando mi sostieni nei miei fallimenti,
ricordandomi che chi possiede Te, possiede tutto.
Signore ti lodo,
quando nella mia presunzione di poter fare da solo,
mi affaccio al baratro della disperazione
e Tu mi afferri con la Tua mano paterna e forte.
Signore ti lodo,
quando la paura del dolore
mi fa rifugiare nelle Tue braccia paterne.
Signore ti lodo,
quando infine tapperai il buco della mia morte
riempiendolo della tua vita eterna.

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giovedì 30 aprile 2009

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A: Gestori Telefonici TIM,Omnitel,Wind,H3G,Telecom

Con la Presente petizione si chiede ai gestori telefonici Telecom, TIM, Omnitel, Wind e H3G di prorogare, fino al ripristino completo di situazioni di vita dignitosa, il numero unico 48580 istituito al fine di donare 1 euro da rete mobile e 2 euro da rete fissa alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila.

Non si riesce infatti a comprendere le motivazioni che possano aver spinto tali gestori a mettere un limite temporale a detta iniziativa, utile soprattutto alle fasce più deboli della popolazione (si pensi ad anziani, disabili, persone con scarse possibilità economiche) che, spinte dall'onda di solidarietà e dalla volontà esplicita di partecipazione completa al dolore degli Abruzzesi, si troverà, al venir meno di questo servizio, a dover sobbaccarsi della difficoltà di dover recarsi di persona presso la propria banca od ufficio postale, perdendo al contempo il beneficio della completa anonimicità della donazione, concetto alla base della generosità più vera.

Si chiede quindi di voler prorogare il servizio 48580 a beneficio delle popolazioni colpite dal terremoto dell'Abruzzo.


Aggiungi la tua firma

mercoledì 29 aprile 2009

Credere senza vedere

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Credere senza vedere
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(Fonte non specificata)

Un imperatore disse al rabbino Yeoshua Ben Hanania: "Vorrei tanto vedere il vostro Dio".
"È impossibile", rispose il rabbino.
"Impossibile? Allora, come posso affidare la mia vita a qualcuno che non posso vedere?".
"Mostratemi la tasca dove avete riposto l'amore per vostra moglie. E lasciate che io lo pesi, per vedere se è grande".
"Non siate sciocco. Nessuno può serbare l'amore in una tasca", rispose l'imperatore.
"Il sole è soltanto una delle opere che il Signore ha messo nell'universo, eppure non potete vederlo bene. Tanto meno potete vedere l'amore, ma sapete di essere capace di innamorarvi di una donna e di affidarle la vostra vita. Non vi sembra evidente che esistono alcune cose nelle quali confidiamo anche senza vederle?".

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lunedì 27 aprile 2009

Augurio

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Augurio
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(anonimo)

Auguri a tutti di essere:

Abbastanza giovani
per essere sempre allegri.

Abbastanza adulti
per fare le cose seriamente.

Abbastanza forti
per non essere subito stanchi.

Abbastanza saggi
per sapersi moderare.

Abbastanza sereni
per riconoscere i propri limiti.

Abbastanza impegnati
per cercare di superarli.

Abbastanza spiritosi
per non prendersi troppo sul serio.

Abbastanza generosi
per prendere sul serio gli altri!

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mercoledì 22 aprile 2009

Avere tempo

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Avere tempo
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(Klaus Hemmerle)

Amare significa anche avere tempo.
Chi ama, non tiene il proprio tempo solamente per sè; nel suo tempo si inserisce l'altro. Chi ama ha, per così dire, un'agenda, uno scadenziario particolare. Vuole avere più tempo possibile per l'altro.

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martedì 21 aprile 2009

Non aspettare mai domani

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Non aspettare mai domani
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(Fonte non specificata)

Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l'ami. Fallo subito. Non pensare: "Ma mia madre, mio figlio, mia moglie... lo sa già". Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere?
Non guardare l'ora, prendi il telefono: "Sono io, voglio dirti che ti voglio bene". Stringi la mano della persona che ami e dillo: "Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene...".
L'amore è la vita. Vi è una terra dei morti e una terra dei vivi. Chi li distingue è l'amore.

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mercoledì 1 aprile 2009

Vivere nella pace

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Vivere nella pace
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(Lucio A. Seneca)

Se vuoi vivere nella pace
un requisito essenziale
è non fare male a nessuno.

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