Il nome del Blog nasce da una canzone dei Nomadi che è il mio gruppo preferito

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sono Claudio e vi do il benvenuto sul mio Blog

giovedì 6 marzo 2008

Assurdo nel 2000 che ci siano ancora queste cose:

Salerno, tratta neonati: 7 arresti

Avevano pattuito 16mila euro per la vendita di una neonata partorita forse da una nomade rom ad una coppia che voleva adottare un figlio. Ma, al momento della consegna, vicino al campo nomadi di Secondigliano, sono stati arrestati dai carabinieri di Nocera Inferiore (Salerno). A finire in manette con l' accusa di tratta di essere umani, falso ed alterazione di stato civile sono sette persone. Una donna era il capo della banda.

Gli inquirenti ritengono che alla testa dell'organizzazione ci fosse Luigia Giordano, di 53 anni, che risiede nell'agro sarnese-nocerino. Gli altri arrestati nello'operazione "ladri di bambini" sono quattro romeni e due jugoslavi: Djani Jovanovic, 26 anni, nato in Jugoslavia; Susana Radosalevic, 22, anche lei jugoslava, e i cittadini romeni Rodica Mustafà, 27 anni; Santa Constantin, 30; Petrik Constantin, 41; Cristiano Constantin, 32, tutti residenti nel campo nomadi di Secondigliano. Tra le donne potrebbe esservi la madre della piccola Jessica.

Gli arresti sono scattati nelle vicinanze del campo nomadi di Secondigliano, alla periferia nord di Napoli quando stava avvenendo la consegna di una neonata in cambio di ottomila euro, una parte della somma pattuita di 16mila euro.

Ora la bambina che stava per essere venduta si trova ricoverata nel reparto di neonatologia dell'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Il pm Amedeo Sessa ha disposto l'accertamento del Dna degli arrestati per identificare la madre. La piccola, chiamata Jessica dal personale dell'ospedale, ha 20 giorni, un colorito di pelle scuro e capelli nerissimi. Sicuramente - ha detto il procuratore Domenico Romano - non sarà restituita ai genitori che l'hanno venduta.

I carabinieri proseguono tuttavia le indagini perché sospettano che non si sia trattato un caso isolato. Un'altra coppia pare fosse in attesa di ricevere da Luigia Giordano una neonata, che era stata presentata come gemella di Jessica.

Tra le prove raccolte dagli inquirenti c'è anche una specie di "ricevuta", cioè una scrittura privata firmata da Luigia Giordano a una coppia di coniugi del Beneventano nella quale si dà atto del versamento della cifra di 28mila euro per la consegna della piccola Jessica e di una sua presunta gemella - chiamata Giusi dagli investigatori - destinata ad una coppia di Pistoia. I mariti delle due coppie che si erano rivolte alla Giordano sono cognati.

Gli investigatori della Procura di Nocera Inferiore presumono che questi neonati venduti dall'organizzazione siano figli di nomadi rom e slavi, ma non escludono che nella tratta siano coinvolti bambini scomparsi.

Fonte

Quando va bene, i bambini vengono adottati illegalmente…

Quando va male, i bambini entrano nel mercato pedopornografico, già a pochi mesi…

Dei bambini, "non si butta via niente",

E' il nuovo business degli anni 2000…

Il Comitato Troviamo i Bambini

Preghiera per la sera prima degli esami

Preghiera per la sera prima degli esami
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(Fonte non specificata)

Signore,
sono qui la sera prima dell'esame.
Se metto quello che ho fatto e quello che ho tralasciato,
come sempre davanti a Te non mi trovo.

Ho lavorato, come ho potuto,
forse da matricola inesperta,
forse ho perso tempo prezioso, ho dimenticato di dare spazio alla conoscenza dell'uomo,
forse ho smarrito la serenità affannandomi dietro cose marginali,
forse ho valutato il mio studio per quello che mi fa essere davanti agli altri e non davanti a Te.

Ora, sfinito e un po' sfiduciato,
mi sento di non aver del tutto completato, di aver potuto far meglio.

Eppure, in coscienza ho dato il massimo,
ha dato quello che potevo dare,
ho dato tutto
per Te, per Te solo.

Ho dato tutto anche la mia inesperienza, la mia difficoltà nello studio,
la mia scarsa volontà, ho capito che in futuro potrò dare di più,
ma stasera accogli il mio tutto di oggi.

E Tu, che sei fedele,
e doni in misura sovrabbondante e paghi l'operaio dell'ultima ora per amore
con la ricompensa della Tua grazia,
non lasciarmi mancare la luce e la forza del Tuo Spirito di sapienza, per incoraggiarmi nelle mie incertezze e per illuminarmi nelle mie mancanze.

Tu che sei il fine del mio studio,
siine anche la forza e la grazia. Amen.

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martedì 26 febbraio 2008

L'angelo caduto

L'angelo caduto(Carletti-Fontana-Falzone)

Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada ho contato le tue ossa,misurato ogni ferita resistito all'amarezza con la stretta delle dita a quell'uomo che è venuto a cercare la tua pelle per due soldi hai regalato la tua polvere di stelle ma se è vero che non vivi e non ne vuoi parlare nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare.

Sei un angelo caduto dentro un altro firmamento la tua casa non è il sole ma una strada di cemento una vittima immolata dalle fantasie di un pazzo giace immobile indifesa,assomiglia ad un pupazzo hai prestato il corpo a ore per poter tirare avanti hai subito la condanna di tutti i ben pensanti e mi piace ricordare che spesso sono quelli che ridono godendo del rumore dei coltelli.

Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada ho contato le tue ossa,misurato ogni ferita resistito all'amarezza con la stretta delle dita a quest'uomo che è venuto a cercare la tua pelle come mai non è bastata la tua polvere di Stelle?Ma se è vero che si vive oltre questa dimensione io mi chiedo quale è il senso mi domando la ragione,ma se è vero che non vivi e non ne vuoi parlare nel cuore nutri il sogno di riprendere a volare,di riprendere a volare

Dedicato a tutte le piccole vittime della violenza degli adulti.

venerdì 22 febbraio 2008

Preghiera per coloro che non sanno pregare

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Preghiera per coloro che non sanno pregare
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(Madre Teresa di Calcutta)

Signore,
aiuta gli uomini e le donne
che vorrebbero pregare,
ma non sanno farlo.
Accetta il loro desiderio di pregare
come una preghiera.
Ascolta il loro silenzio
e incontrali lì nel loro deserto.
Tu hai già guidato la gente
fuori dal deserto,
e hai mostrato loro la terra promessa.
Tu, Signore di tutto l'universo, Re dei re.
Amen.

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giovedì 21 febbraio 2008

Beata la famiglia

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Beata la famiglia
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(Fonte non specificata)

Beata la famiglia
il cui Dio è il Signore,
e che cammina
alla sua presenza.

Beata la famiglia
fondata sull'amore
e da esso fa scaturire
parole, gesti, decisioni.

Beata la famiglia
aperta alla vita,
che accoglie i figli
come un dono,
valorizza gli anziani,
aiuta i poveri e i sofferenti.

Beata la famiglia
che prega insieme
per lodare il Signore,
per affidargli la propria vita.

Beata la famiglia
che trova il tempo per
dialogare e fare festa insieme.

Beata la famiglia
dove regna la pace,
e la porta nel mondo.

Beata la famiglia
in cui vivere è gioia,
allontanarsi è nostalgia,
tornare è festa.

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sabato 2 febbraio 2008

La pace come cammino

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La pace come cammino
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(don Tonino Bello)

A dire il vero non siamo molto abituati a
legare il termine PACE a concetti dinamici.
Raramente sentiamo dire:
"Quell'uomo si affatica in pace",
"lotta in pace",
"strappa la vita coi denti in pace"...

Più consuete, nel nostro linguaggio,
sono invece le espressioni:
"Sta seduto in pace",
"sta leggendo in pace",
"medita in pace" e,
ovviamente, "riposa in pace".

La pace, insomma, ci richiama più la vestaglia
da camera che lo zaino del viandante.
Più il comfort del salotto che i pericoli della strada.
Più il caminetto che l'officina brulicante di problemi.
Più il silenzio del deserto che il traffico della metropoli.
Più la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato.
Più il mistero della notte che i rumori del meriggio.

Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire
che la pace non è un dato, ma una conquista.
Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno.
Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo.

La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia.
Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio.
Rifiuta la tentazione del godimento.
Non tollera atteggiamenti sedentari.
Non annulla la conflittualità.
Non ha molto da spartire con la banale "vita pacifica".

Sì, la pace prima che traguardo, è cammino.
E, per giunta, cammino in salita.
Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi,
i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici,
i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste.

Se è così, occorrono attese pazienti.
E sarà beato, perché operatore di pace,
non chi pretende di trovarsi all'arrivo senza essere mai partito, ma chi
parte.

Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista,
anche se mai - su questa terra s'intende - pienamente raggiunta.

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martedì 29 gennaio 2008

22 anni fa, la tragedia della navetta Challenger

22 anni fa, la tragedia della navetta Challenger



Dietro, da sinistra a destra: Ellison Onizuka, Sharon Christa McAuliffe, Greg Jarvis, Judy Resnik. Davanti, da sinistra a destra: Mike Smith, Dick Scobee, Ron McNair.

Vale la pena di leggere il rapporto della commissione d'indagine (copia alternativa qui) e sette miti da sfatare, in un lucido articolo di James Oberg (in inglese):

  1. Furono pochi a vedere la tragedia in diretta: tutte le TV, tranne la CNN, avevano snobbato il lancio, ritenuto poco interessante.
  2. Il Challenger non esplose.
  3. Il volo e le vite degli astronauti non terminarono 73 secondi dopo il lancio.
  4. Il progetto dei booster non era particolarmente pericoloso, a patto di rispettarne i parametri di funzionamento.
  5. La sostituzione del sigillante con una formula più "ecologica" non influì sul disastro.
  6. Non vi furono pressioni politiche per procedere al lancio.
  7. L'incidente era perfettamente evitabile e non fu il prezzo necessario da pagare per essere pionieri.

Il rapporto Kerwin chiarisce che i sette astronauti non perirono nell'esplosione; non vi fu, infatti, una vera e propria esplosione. La cabina si schiantò in mare due minuti e 45 secondi dopo l'incidente. Tutte le indagini indicano che i sette membri dell'equipaggio erano ancora vivi, ma forse non coscienti, al momento dell'impatto.

La causa fondamentale fu il cedimento di una guarnizione dovuto al freddo eccessivo della mattina del lancio. Il problema era noto e fu segnalato, ma fu ignorato dalla NASA. Su Youtube trovate il video del disastro.

Ricordiamo i sette del Challenger non dimenticare cosa succede quando la cultura della sicurezza diventa la

domenica 27 gennaio 2008

I LAGER DELLO STERMINIO...RISIERA DI S.SABBA

I LAGER DELLO STERMINIO...RISIERA DI S.SABBA

Verso la fine di ottobre 1943 il grande complesso di edifici dello stabilimento per la raffinazione del riso, costruito nel 1913 nel rione periferico di San Sabba, venne trasformato dagli occupanti tedeschi in prigione, campo di smistamento per deportazioni in Germania e deposito di beni razziati agli ebrei e alle popolazioni dei villaggi durante le azioni di rappresaglia in Istria e nel Carso. Dopo qualche mese vennero costruite le celle e l'essiccatoio fu trasformato in forno crematorio: non occorreva costruire il camino in quanto c'era già la ciminiera dello stabilimento alta 40 metri. Il collaudo venne fatto il 4 aprile 1944 con i 70 cadaveri degli ostaggi fucilati il giorno precedente al poligono di Opicina (sobborgo alle porte di Trieste). In breve tempo quindi, e con poca spesa, i tedeschi organizzarono un campo di sterminio, un grande deposito magazzino e la caserma per la truppa. La Risiera era proprio adatta per i loro piani criminosi. Le finestre vennero murate; tutto il complesso era già recintato; per il controllo bastava il corpo di guardia al cancello, unica entrata. Vicino all'entrata c'era, a sinistra, un piccolo edificio che serviva da abitazione per il comandante del lager (ora abitazione del custode); a destra un più ampio edificio a due piani per uffici ed abitazioni dei sottoufficiali (ora demolito e lo spazio trasformato in parco). Nel primo cortile c'era anche l'officina e il garage (ora trasformato in cappella). L'edificio centrale, fra i due cortili, si ergeva a sei piani: serviva come caserma. Nel cortile interno, al quale potevano accedere solo gli elementi più fidati, si giungeva attraverso un sottopassaggio a volta, sbarrato da un alto cancello di ferro. Nel sottopassaggio, a sinistra, si apriva una buia stanzetta, chiamata la "cella della morte", che accoglieva i prigionieri portati dalle carceri e destinati al forno crematorio. Al piano terra dell'edificio a due piani, a sinistra, erano state costruite le celle dove erano rinchiusi i prigionieri più sospetti. 17 micro-celle nelle quali venivano ristretti fino a 6 prigionieri: tali celle erano particolarmente riservate ai partigiani, ai politici, agli ebrei, destinati all'esecuzione a distanza di giorni, talora di settimane. Le prime due celle venivano usate a fini di tortura o di raccolta di materiale prelevato ai prigionieri: vi sono state rinvenute, fra l'altro, migliaia di carte d'identità. Nei due piani sopra le celle erano sistemati i laboratori di sartoria e calzoleria per le SS. Gli ebrei e i prigionieri destinati ai campi di concentramento in Germania erano ammassati negli stanzoni dell'edificio a tre piani. Nel lungo tratto ora demolito, oltre l'attuale muro di cinta, c'erano i depositi dei beni razziati agli ebrei e le stalle per il bestiame predato durante le azioni di rappresaglia nei villaggi d'Istria e sul Carso. Nel cortile interno, proprio di fronte alle celle, in una costruzione più piccola -i segni della sagoma sono ancora oggi sul fabbricato centrale- c'era il forno crematorio. Un canale sotterraneo univa il forno alla ciminiera (ora in sua vece sorge una spirale simbolica in metallo). Per i dettagli vedi la pagina:la pianta della Risiera di San Sabba. Sul tipo di esecuzioni in uso le ipotesi sono diverse e probabilmente tutte fondate: gassazione in automezzi appositamente attrezzati, colpo di mazza alla nuca o fucilazione. Non sempre la mazzata uccideva subito per cui il forno ingoiò persone ancora vive. Fragore di motori, latrati di cane appositamente aizzati, musiche, coprivano le grida e i rumori delle esecuzioni. Il forno crematorio e la ciminiera vennero distrutti dai nazisti nella notte tra il 28 e il 29 aprile 1945 per eliminare le prove dei loro crimini. Tra le macerie furono rinvenute ossa e ceneri umane raccolte in tre sacchi di carta, di quelli usati per il cemento. Fu inoltre rinvenuta una mazza ora esposta al museo. Il processo per questi crimini si è concluso a Trieste nel 1976.
FOTO DAL CAMPORisiera di S. Sabba



Per non dimenticare

Per Non Dimenticare

Non si può dimenticare ciò che è stato.
Non si può dimenticare, non si può cancellare.
I volti, i visi, le espressioni rimangono,
rimarranno. I cuori e le anime in quei volti.
Non si può dimenticare. Ma ricordare, quello sì.
Raccontare l'irraccontabile. Ed è mio, tuo,
nostro compito. Nostro dovere. Nostro
"piacere". Ricordare la più tragica pagina di
storia, la più tragica pagina di storia
dell'umanità intera.


 

I lager

I lager, campi di concentramento e sterminio nazisti (Konzentrationslager), furono utilizzati dal regime nazista dal 1933 per confinarvi dapprima gli oppositori politici, poi anche, e soprattutto, il popolo ebraico. Nel primo periodo (1933), con l'avvento al potere di Hitler, i lager avevano lo scopo di "rieducare" i tedeschi antinazisti: comunisti, socialdemocratici, obbiettori di coscienza. I campi di concentramento, solitamente (vedi i Glavnoye upravleniye lagerey, gulag russi aboliti dopo l'avvento di Gorbačėv) vengono costituiti per esercitare una stretta sorveglianza su un considerevole numero di individui sia nazionali che stranieri. Fu la Germania nazional-socialista, durante la seconda guerra mondiale, a dare ai campi di concentramento la sinistra fama che da allora conservano. Affidati direttamente al controllo delle SS, divennero, soprattutto negli anni della seconda guerra mondiale, sede della "soluzione finale" contro gli ebrei, oltre che di sperimentazioni pseudo-scientifiche su esseri umani. Le SS, coerenti con il "credo hitleriano", agivano quindi con brutalità e assuefacendosi a una completa insensibilità morale e a un perfetto automatismo dell'obbedienza. I lager più famigerati furono quelli di Auschwitz, Buchenwald, Dachau, Mauthausen. In Italia funzionò il campo di concentramento di Fossoli, mentre l'unico campo di sterminio fu la Risiera di S.Sabba

AUSTRIA

ITALIA

  

 Hartheim

  

 Internamento nelle Marche

  

 Mauthausen

  

 Fossoli

  

  

  

 Risiera S.Sabba

    

FRANCIA

POLONIA

  

 Drancy

  

 Auschwitz

  

 Gurs

  

 Belzec

  

 Natzweiler Struthof

  

 Chelmino

   

 Gross-Rosen

GERMANIA

  

 Majdanek

  

 Bergen-Belsen

  

 Sobibor

  

 Buchenwald

  

 Stutthof

  

 Dachau

  

 Theresienstadt

  

 Dora-Mittelbau

  

 Treblinka

  

 Esterwegen

  

 Cracovia (ghetto)

  

 Flossenburg

  

 Plaszow

  

 Gardelegen

 

  

  

 Niederhagen

LITUANIA

  

 Neungamme

  

 Kovno (ghetto)

  

 Ravenbruck

  

  

  

 Sachsenhausen

  

  

Un milione di persone perirono anche in campi di concentramento meno noti in Juguslavia (Gospic, Jasenovac, Sajmiste), nei Paesi Bassi (Mechelen, Herzogen-busch), in Norvegia, Romania e Grecia.

domenica 20 gennaio 2008

Preghiera degli asini

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Preghiera degli asini
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(Fonte non specificata)

Dacci, Signore, di mantenere i piedi sulla terra,
e le orecchie drizzate verso il cielo,
per non perdere nulla della tua Parola.
Dacci, Signore, una schiena coraggiosa,
per sopportare gli esseri umani più insopportabili.
Dacci, Signore, di camminare diritti,
disprezzando le carezze adulatorie
e schivando le frustate.
Dacci, Signore, di essere sordi alle ingiurie, all'ingratitudine,
è la sola sordità cui aspiriamo.
Non ti chiediamo di evitare tutte le sciocchezze,
perché un asino farà sempre delle asinerie...
Dacci semplicemente, Signore, di non disperare mai
della tua misericordia così gratuita
per quegli asini cosi disgraziati che siamo,
a quanto dicono quei poveri esseri umani,
i quali però non hanno capito nulla
né degli asini, né di Te,
che sei fuggito in Egitto con uno dei nostri fratelli,
e che hai fatto il tuo ingresso profetico
a Gerusalemme,
sulla schiena di uno di noi.

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lunedì 14 gennaio 2008

Parola di Dio

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Parola di Dio
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(D. Rimaud, Ma quale amore mai, LDC, p. 62-63)

Parola di Dio che fai l'universo,
Parola di Dio, Parola di vita,
Parola di Dio per l'uomo di oggi,
Parola di Dio, non stare lontano!
Perché stai assente?
Parola di Dio, non stare lontano!
Parola di Dio, divina alleanza,
Parola di Dio che dici il perdono,
Parola di Dio, messaggio di pace,
Parola di Dio, rovescia la morte!
Parola di Dio che apri le acque,
Parola di Dio che domini i venti,
Parola di Dio, più forte di tutto,
Parola di Dio, tu porta speranza!
Perché tanto pianto?
Parola di Dio, tu porta speranza!
Parola di Dio, sorgente fra i sassi,
Parola di Dio che nutri di pane,
Parola di Dio, nascosta nei solchi,
Parola di Dio, rivoltaci il cuore!
Perché tanto odio?
Parola di Dio, rovescia la morte!
Parola di Dio che fai ritornare,
Parola di Dio che vinci ogni male,
Parola di Dio che sei libertà,
Parola di Dio, abbatti le sbarre!
Perché tanti schiavi?
Parola di Dio, abbatti le sbarre!
Parola di Dio che incendi la notte,
Parola di Dio che indichi il giorno,
Parola di Dio, sul nostro cammino,
Parola di Dio, tu aprici gli occhi!
Perché tanti ciechi?
Parola di Dio, tu aprici gli occhi!
Perché queste pietre?
Parola di Dio, rivoltaci il cuore!
Parola di Dio, più sole del sole,
Parola di Dio a forma di croce,
Parola di Dio al centro dei tempi,
Parola di Dio, rispondi a chi grida!
Perché il tuo silenzio?
Parola di Dio, rispondi a chi grida!

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sabato 12 gennaio 2008

banca dati contro la pedofilia


Protocollo d'intesa


Nasce la banca dati contro la pedofilia


L'Italia presto avrà una banca dati in cui confluiranno tutte le informazioni sul fenomeno della pedofilia nel nostro territorio. I protocolli d'intesa per la creazione di questo nuovo strumento sono stati firmati ieri dai Ministri per la Famiglia, dell'Interno, della Giustizia e per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione.


Fonte


Protocollo d'Intesa
Quindi significa che in data 21 dicembre 2007 i Ministri:

On. Rosy Bindi, On. Giuliano Amato, On. Luigi Nicolais


Hanno preso "la giusta posizione" contro questo cancro sociale…


Questo Comitato chiede ai Signori Ministri, di integrare il Protocollo con:


1. L'inserimento delle foto dei pedofili che dovranno essere a disposizione dei cittadini che motivando la richiesta, potranno avere libero accesso alla banca dati.


2. Di informare gli abitanti della zona in cui risiede un pedofilo (anche al momento del rilascio) con uno "Stato di Allerta", per potersi difendere.


3. Di inserire obbligatoriamente per coloro che affittano appartamenti, camere e quant'altro una certificazione rilasciata dalla Questura (o ufficio preposto) dove risulti se il richiedente abbia o meno precedenti pedofili. In caso positivo, vi deve essere TASSATIVAMENTE l'informazione "al vicinato".


4. Di inserire obbligatoriamente per coloro che "fanno richiesta di lavoro" a contatto con l'infanzia , una certificazione rilasciata dalla questura (o ufficio preposto) dove si dichiari che il soggetto richiedente: NON ABBIA MAI AVUTO PRECEDENTI NELL'AMBITO PEDOFILO, in caso contrario di INIBIRNE TASSATIVAMENTE l'assunzione, pena da parte di coloro che li assumono il Concorso in reato.


5. Di contemplare nella legge: Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, ANCHE LA FIGURA DEL PEDOFILO.


6. Di inserire nella banca dati anche le persone della Chiesa (Preti e Suore).


7. Di attivarsi perchè questa banca dati diventi A CARATTERE EUROPEO, dove ogni Stato membro abbia la stessa banca dati IN RETE con tutti gli Stati.


Pretendiamo oltre "che tener visionato" il fenomeno


ANCHE di poterci difendere !




Scriviamo tutti assieme ai Ministri:

CLICCA QUI PER MANDARE UNA MAIL

Se non utlizzi outlook questi gli indirizzi a cui mandare una mail: info@scelgorosy.it, bindi_r@camera.it, amato_gln@camera.it, redazioneweb@funzionepubblica.it, info@troviamoibambini.it

Diffondete a tappeto !


Chiediamo a TUTTA LA STAMPA ITALIANA di lottare con noi, nel diffondere questa richiesta !




Tutti assieme per i nostri bambini.


Grazie.




IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
www.troviamoibambini.it

domenica 6 gennaio 2008

Tonezza 2007





Tonezza 2007





Anche quest'anno sono andato a passare l'ultimo dell'anno a Tonezza con i genitori e i ragazzi diversamente abili della "Nostra Famiglia" di Bertesina.




Sono tre anni che partecipo a Tonezza e ogni anno ritorno a casa con una ricchezza interiore grandissima.




Ho visto ogni anno genitori sorridere affrontando la giornata con i propri figli, ho visto genitori ballare assieme ai propri figli con problemi di deambulazione prendendoli in braccio o correndo con la carrozzina nella sala, non ho mai sentito un genitore lamentarsi del proprio figlio anzi ho visto genitori accompagnare i propri figli in uscita sempre con il sorriso.




Ho visto animatori donarsi anima e corpo per far divertire i ragazzi, ho visto animatori impegnati a coinvolgere il più possibile i ragazzi nelle varie attività qualunque essa sia: colorare,giocare, cantare, ballare.








Da queste cose ho imparato, come ha detto una mamma di due ragazzi diversamente abile, non ci sono ragazzi down, dislessici, autistici, cerbropatici, tetraplegici ecc. ma solo delle persone e soprattutto dei cittadini con gli stessi doveri e soprattutto gli stessi diritti che abbiamo noi.


Grazie Ragazzi.

Auguri di un anno ricco di serenità

mercoledì 19 dicembre 2007

Preghiera contro l'invidia

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Preghiera contro l'invidia
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(Fonte non specificata)

Signore, troppo spesso
sono preoccupato a giudicare gli altri,
dimenticando di ringraziarti
per i doni che mi hai fatto.
Perdonami di voler somigliare agli altri,
dimenticando di essere me stesso,
di invidiare le loro qualità,
dimenticando di sviluppare le mie.
Perdonami di essere troppo preoccupato
dall'impressione che faccio,
dall'effetto che produco,
di quello che si pensa e si dice di me.
Donami la capacità
di riconoscere e apprezzare le mie qualità
e di accettare, allo stesso tempo, i miei limiti.
Donami il coraggio di offrirmi agli altri e a Te
per quello che sono
e non per quello che gli altri
vogliono che io sia.
Donami, infine, la capacità di accettare gli altri
senza soffrire per le loro qualità,
ma al contrario,
donando a loro tutto me stesso,
arricchendoli col mio amore.

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domenica 9 dicembre 2007

Se Uccidi… Diventi un Testimonials ?

Se Uccidi… Diventi un Testimonials ?

Firenze, 18 novembre 2007 - Spero solo di aver letto male o che la notizia che tanto mi ha colpito, pubblicata da Libero, sia stata, come si dice in gergo, un po' forzata. Comunque se le cose stanno come ce le hanno raccontate la situazione è questa: Marco Ahmetovic, il giovane rom che ubriaco fradicio alla guida del suo furgone uccise nell'aprile scorso quattro ragazzi nelle Marche, sarebbe diventato testimonial di una marca di jeans e starebbe per diventarlo di un'altra di occhiali.

Lui, condannato in primo grado a sei anni e mezzo di reclusione per omicidio colposo, sta scontando la pena agli arresti domiciliari (e a spese nostre) in un residence di San Benedetto del Tronto (appartamento con terrazza vista mare). Fra un'abbronzatura e l'altra avrebbe trovato il tempo di incontrare un manager, ditte pronte ad investire a suon di migliaia di euro sulla sua specchiata personalità, e starebbe anche scrivendo un libro dal titolo 'Anch'io sono un essere umano'. Insomma, una vera e propria piccola star in divenire.

Questi sono solo gli inizi. Robetta, i 'rom jeans' o i 'rom glasses'. Poi arriveranno (se un giudice di manica larga concederà di uscire da quel noioso residence per qualche ora) i primi servizi fotografici, le serate in discoteca, qualche comparsata in tv locali, poi le riviste di gossip, e finalmente il grande salto: la tv nazionale. Prima qualche programmino a notte fonda, poi via via in un crescendo senza limiti, i programmi del pomeriggio e poi, se tutto va come deve andare, i talk show di seconda serata. Il massimo del successo. Se poi dovesse arrivare anche il cinema… No, non mettiamo limiti alla provvidenza che quella sera gli ha fatto investire e uccidere quei quattro poveri ragazzi.

Lui nel noioso residence a firmare contratti da testimonial, loro in quella noia senza fine chiamata bara, un paio di metri sotto terra. Ma certo bisogna capire e perdonare, come ci ha insegnato lo Stato da alcuni anni. Sopportare e andare avanti. E dare dei begli insegnamenti ai figli che, poveretti, chiedono spesso cosa faranno da grandi.

E tu lì a cercare risposte adatte ai tempi. Allora, se sei donna, per trovarti benino nella vita, non importa studiare. L'importante è tentare almeno di diventare velina. Qualche concorsino da miss, qualche fotografo 'giusto', qualche scandaletto tanto per apparire, e poi su su. Ricordandosi di 'essere sempre gentile'. Il massimo della disponibilità potrebbe essere concesso se non proprio a un ministro, al portavoce o al segretario dello stesso. O addiruttura alla guardia del corpo. Se invece sei maschio le cose sono un po' più in salita.

La via più breve per la celebrità, se uno è ragazzo, è far fuori i nonni perché ti hanno rifiutato la pensione per un po' di sana coca (una scusa del genere fa sempre effetto) vivisezionarli e mettere tutto su YouTube. Un successone. Se sei invece un po' più grandino la cosa è più complicata di questi tempi. Comunque il consiglio migliore è sempre quello di mettersi a fare il terrorista: basta un agente ammazzato così tanto per fare, un po' di molotov da tirare contro qualche caserma, dichiararsi prigioniero politico e poi pentirsi. Dopo pochi anni di galera, lo Stato ti riconoscerà tutti i diritti e ti ricompenserà per tutto quello che hai fatto.

Non so con che occhi guardiate voi questa società: con gli occhi di sinistra, di centro, di destra, con gli occhi di Diliberto che vuol portare in Italia la mummia di Lenin o con quelli di Storace che forse pensa ancora al Duce. Una cosa è certa: spero che concordiate che questa società così come si presenta è davvero malata. E che ha bisogno urgente di cure. Ma continuo a sperare di aver letto male la notizia che riguarda il signor Marco Ahmetovic, rom con quattro giovani vite sulla coscienza.

Fonte


Eccolo qui Alessio Sundas in tutto il suo splendore…

Il Signor Alessio Sundas, manager del ragazzino in questione dichiara che: "(…) Ho investito soldi per questo con un'equipe di nove tra produttori e grafici che hanno studiato e creato i prodotti oggi ambitissimi da aziende di gran nome". E ancora: "Insomma, non mi fermo, il meccanismo economico che si è creato ora non può bloccarsi"…

Non è interessato il Signor Alessio al messaggio sbagliato che sta trasmettendo ai nostri ragazzi ?

Evidentemente no, al Sundas piacciono molto gli Euri…

"Ravanando" in internet, che troviamo dal sito di

MI MANDA RAI 3 ?

Il mondo della moda e dello spettacolo può coinvolgere giovani e giovanissimi. Spesso sono però i genitori a credere in questo sogno per i propri figli. Quello che però non si immaginano è che bisogna stare davvero molto attenti a chi ci si rivolge, altrimenti si rischia, non solo di spendere inutilmente il proprio denaro, ma di non sapere nemmeno dove vanno a finire le fotografie del proprio bambino.

È questa la disavventura capitata ad alcuni genitori che, intervenuti a Mi Manda RaiTre, hanno raccontato di essere stati attratti dal mondo dello spettacolo, con la prospettiva di poter far partecipare i loro figli a casting per pubblicità e fiction televisive, e di avere per questo cercato un'agenzia che potesse aiutarli a realizzare questo loro desiderio.

Navigando su internet, sono tutti incappati nella "Alessio Sundas Management", un'agenzia di moda il cui titolare, Alessio Sundas appunto, prometteva grandi prospettive e contratti di lavoro immediati per i piccoli modelli. Promesse però mai mantenute
nonostante le cifre, a volte considerevoli, che alcuni genitori avevano investito nel progetto.

Alessio Sundas, intervenuto in diretta durante la trasmissione, non ha saputo spiegare che fine avessero fatto tutti i soldi versati dagli ignari genitori. Nonostante infatti abbia continuato sempre a sostenere di aver utilizzato quel denaro per confezionare i book fotografici dei bimbi, non c'è alcuna prova tangibile che li abbia veramente realizzati, nè tantomeno che li abbia inviati, come da lui sostenuto, ad agenzie di moda.

Anna Bartolini, intervenuta sul caso in questione, ha consigliato a chi fosse incappato in una situazione di questo tipo di rivolgersi immediatamente ad un legale per cercare di recuperare il maltolto.

Fonte

Volete esprimere il Vostro indice di gradimento al Signor Sundas…

Via telefono ? Tel 06 54832824

Via Fax ? Fax 0654834000

 
 

Via e mail ? Clicca qui

 
 

Allora fatelo !

Perchè tutto sto schifo finisca !

 
 

Grazie a tutti.

IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI

martedì 4 dicembre 2007

Chiesi a Dio

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Chiesi a Dio
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(Kirk Kilgour)

Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
Mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione
perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
Mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!"

(scritta da Kirk Kilgour, famoso pallavolista rimasto paralizzato nel '76 a seguito di un incidente durante un allenamento. La preghiera è stata letta da lui in persona di fronte al Papa durante il Giubileo dei malati a Roma)

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